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Giletti, Porro, Sgarbi: la Destra fa il palinsesto in Campidoglio
(blitzquotidiano.it, 13 ottobre 2020)
Giletti sindaco di Roma o comunque candidato della Destra? Può essere, ci stanno pensando, Giletti compreso. Ma qualcuno a Destra preferisce e suggerisce Porro. Si aggiunge, anzi si infila Sgarbi. Nessuno a Destra lo vuole davvero, ma lui…
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Trump voleva indossare una t-shirt di Superman all’uscita dall’ospedale
(giornalettismo.com, 12 ottobre 2020)
L’accostamento Trump-Superman è sempre stato una tentazione per l’attuale presidente degli Stati Uniti, che, non a caso, è sempre stato molto indulgente con le vignette che lo ritraevano con il costume di uno dei supereroi più famosi al mondo. Ma l’inquilino della Casa Bianca voleva superare la raffigurazione, per far entrare l’immagine nella realtà. Così, il New York Times ha scoperto che nelle intenzioni iniziali di Donald Trump c’era quella di indossare una maglietta di Superman sotto la camicia all’uscita dall’ospedale di Bethesda dove era stato ricoverato per Covid-19.
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Super potere: come i fumetti sono diventati uno strumento per veicolare le idee politiche
di Fabrizio Papitto e Andrea Fioravanti (linkiesta.it, 25 settembre 2020)
Durante un intervento nel talk show Fuori dal coro del 18 luglio 2019, il leader della Lega Matteo Salvini rispose così al giornalista Mario Giordano che lo incalzava in merito a un’inchiesta pubblicata su l’Espresso: «Preferisco Topolino, onestamente». La sera stessa la dichiarazione fu rilanciata dallo stesso Salvini sui social, suscitando la pronta reazione dello sceneggiatore della Disney Roberto Gagnor: «Allora ci legga. Nelle nostre storie troverà cose interessanti: fantasia, cultura, tolleranza, apertura verso gli altri, coerenza, universalità». Lo staff di Salvini, a quel punto, fece una scelta comunicativa insolita per il suo stile: eliminò il tweet senza alcuna spiegazione, forse influenzato dalla popolarità trasversale di cui gode da molti decenni il magazine nel pubblico di ogni età.
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Ogni cosa è politica: conversazione con Maria Grazia Chiuri
di Raffaella Perna (vanityfair.it, 23 settembre 2020)
La moda non è soltanto un’estensione del corpo, ma anche un’interpretazione più o meno conscia della propria personalità: «No One Escapes Fashion», ha affermato Ingrid Giertz-Mårtenson in occasione della mostra Utopian Bodies. Fashion Looks Forward (2015). Nessuno di noi infatti può sfuggire all’ambiente che ogni giorno ci costruiamo attorno, così come nessuno di noi sfugge all’influenza della moda: l’abito è uno strumento che ci accompagna quotidianamente, strettamente legato alla soggettività e all’autorappresentazione, e nel contempo è un fenomeno collettivo, grazie al quale idee, convinzioni, saperi, emozioni, desideri prendono forma tangibile.

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Addio a Lillian Brown, makeup artist e consulente d’immagine per 40 anni alla Casa Bianca
di Giusy Dente (fanpage.it, 1° ottobre 2020)
Ricoprire una carica pubblica richiede una grande attenzione verso la propria immagine, affinché agli occhi di chi guarda l’apparenza suggerisca sempre sicurezza, affidabilità, intelligenza. La sciatteria non è ammessa, guai a presentarsi davanti alle telecamere impacciati o trasandati: bisogna essere impeccabili e risultare vincenti già al primo sguardo. Lo sapeva bene Lillian Brown, che per anni si è occupata dell’immagine di ben 9 presidenti, curando in realtà anche il loro modo di parlare, la loro dizione e il loro portamento.
John Lennon, “Working class hero”
Pagliacci in cerca di attenzione
di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 5 ottobre 2020)
La faida tra il principe Harry e il fratello William, come quella tra Meghan Markle e papà Thomas, sono cosa nota. Ma altri familiari dei Sussex sono sul piede di guerra. Per esempio lo zio di Kate Middleton, che li ha definiti «pagliacci in cerca di attenzione». Lo sfogo su Linkedin di Gary Goldsmith, 55 anni, fratello di Carole Middleton, mamma della duchessa di Cambridge, è stato durissimo: «Con tutto quello che sta succedendo nel mondo questi due pagliacci fanno di tutto per stare al centro dell’attenzione. Per favore, chiudete il becco e allevate il vostro bambino. Smettetela di parlare e di pretendere! Harry, hai perso tutto il nostro amore e rispetto. Meghan, sei disonesta. Tacete, qui abbiamo da fare per salvare vite e l’economia».
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Dopo il Duce, il Donald
(huffingtonpost.it, 6 ottobre 2020)
«I gesti, la postura, le braccia alzate in segno di saluto. I bellissimi sfondi, le bandiere appese agli antichi palazzi in pietra a Roma, Palermo, Verona, Milano». E poi l’uso del balcone come palcoscenico prediletto per le inquadrature, il podio perfetto da cui esibire una «unità di pensiero e azione» che è «l’idea fondamentale alla base della dittatura». Sono questi – secondo The Atlantic – i punti di contatto tra la consapevolezza comunicativa di Benito Mussolini e quella di Donald Trump, all’indomani del discorso della vittoria sul Coronavirus. Punti di contatto che – per il sito della nota rivista americana – giustificano il titolo del commento: dopo il Duce, «Il Donald».
Benito Trumpolini, Covidiota in Chief
di Maria Laura Rodotà (linkiesta.it, 6 ottobre 2020)
October Surprise, 2020 style
Dopo le tasse non pagate da Trump, gli appelli alle milizie fasciste di Trump, c’è stata l’autoincoronazione di Trump-Covidiota in Capo. Perché è il 2020, perché c’è Donald Trump, perché le sorprese di ottobre che influenzano le elezioni di novembre, in America, ci sono sempre state. Stavolta pochi prevedono una crisi internazionale. Paesi come Iran e Cina, sostengono gli esperti, preferiscono lasciar fare a Trump. Ora in cura con il Dexamethasone, che causa «comportamenti maniacali e pessima capacità decisionale».
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