L’Ucraina si è inventata il merchandising di guerra

di Cristina Brondoni (wired.it, 15 giugno 2022)

La guerra in Ucraina si sta combattendo soprattutto sul fronte orientale, nel Donbass, dove la popolazione è allo stremo e l’esercito ucraino sta opponendo una strenua resistenza agli attacchi della Federazione Russa. Nella regione di Kyiv intere città, come Buča, Irpin’, Gostomel, Borodyanka, hanno subìto gravissimi danni e numerose perdite umane per i bombardamenti russi e per le esecuzioni sommarie in mezzo alla strada di civili inermi. E a Kyiv le sirene delle allerte aeree continuano a suonare, anche se con meno frequenza rispetto al recente passato. Anche solo un mese fa. Tutto questo dovrebbe portare a pensare, come logica conseguenza, a una popolazione annichilita, sconvolta. Sicuramente il ragionamento vale per qualcuno, ma non per tutti. Camminando per le vie Kyiv ci si imbatte, come in ogni Capitale del mondo, in bancarelle di souvenir.

Ph. Cristina Brondoni

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Il caso attorno al corpo di John McAfee

(ilpost.it, 23 giugno 2022)

John McAfee, il milionario statunitense noto per avere fondato la società di antivirus per computer che porta il suo nome, è morto un anno fa ma il suo corpo si trova tuttora in un obitorio a Barcellona, in Spagna: ci rimarrà fino a che non sarà chiuso il caso legale intorno alla sua autopsia. Al momento della morte McAfee si trovava nel carcere di Sant Esteve Sesrovires per alcune accuse di evasione fiscale negli Stati Uniti e un tribunale di Madrid aveva appena autorizzato la sua estradizione nel Paese. Secondo l’autopsia si suicidò, conclusione contestata dalla famiglia di McAfee che ha chiesto ulteriori esami: un giudice spagnolo ha respinto la richiesta, ma la famiglia ha fatto appello contro la decisione. Fino a che non ci sarà stata una pronuncia in merito, il corpo di McAfee rimarrà nello stesso obitorio dove fu eseguita l’autopsia.

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David Pocock, dal rugby al Senato australiano

(ilpost.it, 23 giugno 2022)

Dal 1975 la Capitale australiana Canberra è rappresentata da due senatori nel Parlamento federale. Per quarantasette anni i due seggi disponibili si sono sempre divisi tra laburisti e liberali, ossia i due principali partiti del Paese. Questo dualismo è stato interrotto per la prima volta pochi giorni fa da un ex rugbista della nazionale australiana, David Pocock, che è stato eletto da indipendente con oltre centomila preferenze. Ha così tolto il posto a un navigato candidato liberale, Zed Seselja, in carica da nove anni. Durante la sua carriera, arrivata fino ai più alti livelli del rugby professionistico, Pocock non era stato un atleta come gli altri. Fin da giovane aveva affiancato gli impegni sportivi a un interesse non comune per le questioni sociali e ambientali.

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Come Whitney Houston si riprese la sua blackness

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 22 marzo 2022)

Tra il 1989 e il 1990, Whitney Houston (1963-2012) è una delle più famose pop star del mondo. È nata per quello: sua madre Cissy non è solo un’apprezzata interprete gospel ma ha lavorato come corista e arrangiatrice con chiunque, da Otis Redding ad Aretha Franklin, passando per Dusty Springfield e Jimi Hendrix, e ha anche avuto un certo successo come artista disco. Dionne Warwick, forse la più grande cantante afroamericana ad aver capito come funzionasse il pop bianco, era sua cugina, e Aretha Franklin per lei era una specie di zia acquisita, “auntie Ree”. Ha cominciato giovanissima, sapientemente guidata dalla madre che l’ha non solo istruita a cantare come una consumata interprete gospel (“con il cuore, con la testa e con la pancia”, le diceva), ma l’ha educata a essere impeccabile: i capelli stirati o accuratamente raccolti, il trucco leggero che sottolinea la sua pelle naturalmente chiara e abiti eleganti, un po’ démodé, da reginetta del ballo. E poi c’è ovviamente la religione: la chiesa è il perno intorno a cui ruota la sua vita sociale e artistica.

Ph. David Lefranc / Getty Images

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Ben Stiller ha incontrato Zelensky a Kiev

(corriere.it, 20 giugno 2022)

Dopo Odessa e Makariv, l’attore americano e Ambasciatore di buona volontà delle Nazioni Unite Ben Stiller lunedì 20 giugno ha incontrato Volodymyr Zelensky a Kiev. «Sei il mio eroe», ha detto la star di Hollywood salutando il leader ucraino al suo arrivo nel palazzo presidenziale. Sottolineando quanto Zelensky stia facendo per il suo Paese e per il mondo. «Avevi già fatto una grande carriera da attore ma adesso…», ha aggiunto Stiller. «Non così grande quanto la tua», la risposta divertita di Zelensky.

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L’11 settembre di Steve Buscemi

di Giacomo Galanti (huffingtonpost.it, 21 marzo 2022)

Quando l’11 settembre 2001 le Torri Gemelle di New York vengono colpite da due aerei kamikaze e buttate giù provocando migliaia di morti, c’è un celebre attore che non rimane con le mani in mano. Forte del suo passato da vigile del fuoco, Steve Buscemi decide di unirsi ai suoi ex colleghi che stanno dando la vita per spegnere quell’inferno. Una storia che la star di Hollywood – attore per registi del calibro di Quentin Tarantino, i fratelli Coen e Jim Jarmusch – ha tenuto per sé per molto tempo. I primi a rendere pubblico l’atto di coraggio di Buscemi sono stati proprio i vigili del fuoco di New York in un post su Facebook del 2013.

The Brotherhood of Fire / Getty Images

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Gli abiti di Catherine Walker che legano Kate a Diana

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 20 marzo 2022)

Non si tratta solo di creare vestiti belli ma anche di disegnare abiti confortevoli, eleganti, attenti all’etichetta e all’occasione. Questo è ciò che viene richiesto a una maison quando viene chiamata da una casa reale. È un patto che diventa un vero e proprio sodalizio, con le sue croci e le sue delizie. Sono molto diversi tra loro gli stilisti che lavorano con regine di oggi e di domani. Edouard Vermeulen, designer della casa di moda Natan, considera la regina Mathilde come una di famiglia. Claes Iversen, uno dei designer preferiti di Maxima dei Paesi Bassi, è discreto per quanto riguarda il suo rapporto con la regina, ma questo non vuol dire che non possa avere una sua popolarità anche attraverso passaggi in reality show.

Ph. Tim Graham / Photo Library via Getty Images

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Il pop filosofico e militante degli Scritti Politti

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 8 marzo 2022)

Gli Scritti Politti si formano nel 1977 a Leeds, nel Regno Unito. Inizialmente non sono neanche una band: sono un collettivo comunista composto da studenti d’arte, attivisti e squatter. Il nome che si scelgono è ispirato agli Scritti politici di Antonio Gramsci. Green Gartside, gallese e fondatore di quella che si stava trasformando in una band post punk, inventa un nome che, pur richiamandosi agli scritti di Gramsci ricordava anche Tutti frutti di Little Richard. Nella bizzarria di questo nome ci sono tutte le contraddizioni e il fascino degli Scritti Politti: un po’ intellettuali organici e un po’ pop star. I primi Scritti Politti partono dal punk ma le loro canzoni sono infarcite di riferimenti a Marx, Bakunin, Derrida, Deleuze e Lacan. Insomma fanno casino, ma un casino concettuale.

Pictorial Press Ltd / Alamy

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Dopo 41 anni è libero l’uomo che sparò a Reagan

(agi.it, 16 giugno 2022)

John Hinckley, l’uomo che nell’81 tentò di uccidere il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, è un uomo completamente libero. Lo ha deciso il giudice distrettuale Paul Friedman, che ha disposto il rilascio oggi. “Dopo 41 anni 2 mesi e 15 giorni, FINALMENTE LIBERO!!!”, ha scritto Hinckley su Twitter. Il giudice aveva già approvato a settembre un accordo raggiunto tra il dipartimento di Giustizia e lo stesso detenuto sulla base di un rilascio senza condizioni e senza restrizioni. Il 30 marzo 1981 Hinckley tentò di assassinare Reagan di fronte all’ingresso dell’Hilton di Washington. Il presidente venne raggiunto da un proiettile, mentre rimase ferito più gravemente il suo portavoce, James Brady, poi rimasto parzialmente paralizzato. Hinckley venne arrestato subito dopo.

Getty Images

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