Jen Psaki lascia la Casa Bianca e va in tv

di Massimo Basile (agi.it, 1° aprile 2022)

Quando la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki, fece il suo ingresso nella briefing room, il suo arrivo venne visto dai media come il ritorno a un rapporto normale con l’informazione. Per quattro anni i portavoce di Donald Trump avevano utilizzato l’incontro quotidiano con i giornalisti come un appuntamento rovente per regolare i conti, lanciare minacce, dare risposte beffarde. Con l’ultima della serie, Kayleigh McEnany, c’era stato lo svilimento del ruolo di portavoce, ridotto a una funzionaria capace solo di leggere le risposte già preparate dallo staff, senza mai andare a braccio. McEnany, era l’opinione comune dei media americani, era lì solo come figurina, non conosceva alcun tema. Con Jennifer Rene Psaki, per tutti Jen, 43 anni, da Stamford, Connecticut, sposata, due figli, giornalista di origine greche e polacche, la Casa Bianca era tornata alla grande tradizione dei portavoce.

Ph. Alex Wong / Getty Images

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Papa Francesco e Benigni in tv a Pasqua

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 31 marzo 2022)

Non vedo l’ora che arrivi Pasqua per piantarmi davanti alla tv. L’ad Carlo Fuortes ha infatti annunciato che per l’occasione la Rai manderà in onda una trasmissione speciale: un racconto degli episodi del Vangelo tramite le grandi opere d’arte, affidato a un narratore d’eccezione, Papa Francesco, già titolare di una seguitissima rubrica domenicale e che alcuni di voi ricorderanno come ospite nel fortunato contenitore di Fabio Fazio. Per raggiungere però e coinvolgere maggiormente anche quelle ampie fasce di pubblico che non conoscono il Pontefice o che rischiano di annoiarsi con arte e teologia, nella trasmissione pasquale il Papa sarà affiancato da un insigne dantista, un rinomato pacifista, un docente ad honorem di Diritto costituzionale e un regista premio Oscar.

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Addio a Patrick Demarchelier, che rese ancora più iconica Lady D

di Federico Rocca (vanityfair.it, 1° aprile 2022)

“Hai chiamato Demarchelier?”. Il grande pubblico, quello vastissimo dei blockbuster cinematografici hollywoodiani, l’ha conosciuto probabilmente così, grazie a una battuta rivolta dalla temibile Miranda Priestly alla sprovveduta Andrea Sachs ne Il diavolo veste Prada. Ma il mondo della moda Patrick Demarchelier già lo conosceva benissimo. Lo stimava, lo amava, quasi lo venerava. Oggi uno dei fotografi più iconici degli ultimi decenni non c’è più: è morto, infatti, all’età di 78 anni Patrick Demarchelier – l’annuncio affidato a Instagram –, uno dei fotografi più raffinati e ricercati dal mondo della moda, ma anche dello spettacolo, grazie alla sua sensibilità e alla sua delicatezza. E alla sua innata capacità di esaltare la bellezza e la grazia delle donne, ma non solo.

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Zelensky in video ai Grammy: «Riempite il silenzio della morte con la vostra musica»

(ansa.it, 4 aprile 2022)

«Aiutateci, ma non col silenzio. Riempite il silenzio della morte con la vostra musica»: è l’appassionato e commovente appello lanciato a sorpresa dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio video alla notte dei Grammy a Los Angeles. Nella ormai consueta maglietta verde militare e parlando in Inglese, Zelenksy ha contrapposto l’orrore della guerra alla bellezza della musica. «La guerra? Cosa ci può essere di più opposto alla musica?», ha detto il leader ucraino. «I nostri musicisti mettono il giubbotto antiproiettile invece dello smoking. Cantano per i feriti. Negli ospedali. Anche per quelli che non li possono sentire. Ma la musica riesce a sfondare comunque», ha proseguito.

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Sean Penn chiede una “colletta” ai miliardari per fermare la guerra

di Fabiana Salsi (vanityfair.it, 2 aprile 2022)

La fine della guerra in Ucraina per Sean Penn è anche in mano ai miliardari. Anzi, i miliardari secondo lui potrebbero essere decisivi per determinare le sorti del conflitto e dare il colpo finale all’esercito russo. L’attore due volte premio Oscar lo ha appena scritto su Twitter, ipotizzando anche un calcolo: «2 squadroni di F-15 o 16 (ovvero 12 velivoli con una tecnologia migliore dei Mig russi o dei SU) adeguati per piloti ucraini rapidamente addestrabili (3 settimane) costerebbero a un privato circa 300 milioni di dollari», ha scritto Penn. «A questi» ha proseguito «basterebbe aggiungere 200 milioni in difesa missilistica per un totale di 500 milioni». Poi ha continuato con un altro tweet, scrivendo: «Un miliardario potrebbe porre fine a questa guerra in Ucraina. Ovviamente ci sono componenti aggiuntive da considerare, ma credo che valga la pena pensarci».

Ph. Chris Pizzello / Invision – Ap

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Jorit fermerà la guerra in Ucraina?

di Manuel Peruzzo (ilfoglio.it, 31 marzo 2022)

Fermi tutti: la soluzione della guerra in Ucraina è disegnata sulla facciata dell’Istituto Tecnico Industriale Righi di Fuorigrotta. Vladimir Putin ha elogiato il murale di Dostoevskij a Napoli disegnato dallo street artist Jorit in seguito alle giuste polemiche circa la russofobia italiana. Ormai è impossibile fare un’autocritica all’Occidente senza che venga strumentalizzata dalla propaganda: siano le lezioni universitarie sugli scrittori russi che vengono rimandate o la cancel culture contro J.K. Rowling. Putin ha parlato di “speranza”, “simpatia reciproca”, “cultura che unisce” e che mostra finalmente a tutti “la verità”. Dove con ciò intende che stiamo facendo alla Russia la stessa cosa che i nazisti hanno fatto alla “cultura anti-tedesca”.

Ph. Jorit Agoch

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Lo struggente simbolismo del “verde Edimburgo”

di Elise Taylor (vogue.it, 30 marzo 2022)

La regina Elisabetta si è riunita con la famiglia reale al completo nell’Abbazia di Westminster per la funzione commemorativa del principe Filippo, scomparso il 9 aprile dell’anno scorso – in quell’occasione, a causa delle norme restrittive dovute alla pandemia, i funerali si erano tenuti in forma privata alla presenza di una trentina di famigliari. Ieri, invece, ad affollare i banchi della chiesa, c’erano centinaia di persone, per la maggior parte vestite con il tradizionale nero simbolo di lutto. Tra loro 50, cinquanta membri delle casate reali europee, come il re Felipe con la regina Letizia di Spagna e Alberto di Monaco, il primo ministro Boris Johnson, rappresentanti del governo, e le tante associazioni di beneficenza patrocinate dal defunto duca.

Ph. Richard Pohle – Wpa Pool / Getty Images

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Gli Stati Uniti si sono fatti il loro Eurovision Song Contest

(ilpost.it, 23 marzo 2022)

Lunedì scorso è andata in onda la prima puntata della prima edizione dell’American Song Contest, il concorso musicale ispirato all’Eurovision Song Contest e pubblicizzato come «il più grande evento di intrattenimento dal vivo in America». Trasmesso in diretta sulla rete Nbc, l’American Song Contest si svolgerà in otto settimane e prevede la partecipazione di 56 cantanti che rappresentano uno Stato confederato o un territorio statunitense ciascuno. Nelle parole degli organizzatori, il concorso intende «celebrare l’intensità e la varietà dei diversi stili e generi musicali» degli Stati Uniti; secondo vari critici, però, al suo debutto non è sembrato particolarmente convincente.

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Meghan Markle debutta su Spotify con un podcast sugli stereotipi femminili

(ansa.it, 27 marzo 2022)

La duchessa di Sussex sbarca su Spotify con una prima serie di appuntamenti da lei condotti nell’ambito di un podcast dedicato a denunciare gli stereotipi sulle donne che tuttora vengono utilizzati come etichette per frenare l’emancipazione femminile e il percorso verso un pieno riconoscimento della parità di genere. Lo annuncia la stessa Meghan Markle dalla California, dove ha scelto di vivere assieme al marito Harry e ai piccoli Archie e Lilibet Diana dopo lo strappo traumatico della coppia “ribelle” dalla famiglia reale britannica. L’obiettivo – ha spiegato la duchessa ed ex attrice, citata dai media del Regno Unito – è quello d’indagare “sugli stereotipi che trascinano le donne indietro”.

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Barack Obama ci accompagna a scoprire i parchi nazionali del mondo

di Paolo Armelli (wired.it, 16 marzo 2022)

Che cosa può fare un presidente degli Stati Uniti in pensione? Sicuramente un sacco di cose, e Barack Obama di certo non è uno privo di interessi. La sua ultima avventura è però in qualche modo inaspettata: sarà infatti la voce narrante di una nuova docuserie in arrivo su Netflix ad aprile, intitolata Our Great National Parks e di cui è uscito un trailer nelle scorse ore. Il titolo è piuttosto eloquente: sarà un viaggio spettacolare alla scoperta delle più importanti riserve naturali del globo, da quella della baia di Monterey in California al Tvaso National Park in Kenya, passando per il parco Gunung Leuser nelle foreste pluviali dell’Indonesia.

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