Il giorno di Jackie Robinson

(ilpost.it, 15 aprile 2022)

Nello sport nordamericano il 15 aprile di ogni anno è il giorno di Jackie Robinson. In questa data, nel 1947, iniziò la fine della segregazione degli afroamericani nel baseball, lo sport nazionale americano, il cui campionato principale, la Major League, era fin lì riservato ai giocatori bianchi. Quel giorno Robinson, seconda base di 28 anni, nipote di schiavi e figlio di agricoltori della Georgia, scese in campo con il numero 42 al vecchio Ebbets Field di Brooklyn nella partita inaugurale della stagione tra i Brooklyn Dodgers e i Boston Braves. Fu il primo afroamericano a farlo nell’epoca moderna del baseball e della Major League. Da lì in avanti i giocatori prima relegati nei campionati degli afroamericani – le cosiddette Negro Leagues – iniziarono a trovare sempre più spazio in Major League, che divenne un vero campionato nazionale e mise progressivamente fine alle leghe segregazioniste.

jackierobinson.com

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Trump in Pennsylvania appoggia il Dr. Oz

di Massimo Basile (agi.it, 10 aprile 2022)

Sfidando il suo cerchio magico e i big del partito repubblicano, Donald Trump ha dato il suo endorsement per la carica di senatore della Pennsylvania al controverso cardiochirurgo Mehmet Oz, celebre e chiacchierato personaggio televisivo, conosciuto dagli americani come Dr. Oz, conduttore del The Dr. Oz Show. Nato a Cleveland, in Ohio, da genitori turchi, 61 anni, laureato ad Harvard e poi diventato un accademico alla Columbia come “professore emerito di Chirurgia”, Oz ha assunto i contorni della star quando è diventato presenza fissa del popolare talk show condotto da Oprah Winfrey. Dopo cinque anni come ospite, Oprah gli propose di condurre un programma in prima persona. Dalla tribuna televisiva il Dr. Oz, come luminare della scienza, ha lanciato una serie di messaggi controversi.

Reuters

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Nazismo involontario

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 12 aprile 2022)

Se qualcuno fa il saluto nazista, già è grave di per sé. Se adolescente, forse ancor più; e sicuramente se fa un lavoro – ad esempio lo sportivo – che lo espone a diretto contatto col pubblico. Se poi è russo, la faccenda tracima nel tragico e sfiora addirittura il ridicolo, alla luce del corrente progetto di denazificare l’Ucraina. Per questo ha fatto scalpore il saluto nazista con cui un quindicenne russo pilota di kart, Artyom Severyukhin, ha salutato la propria vittoria ai campionati europei. La Fia lo ha condannato, la scuderia lo ha licenziato in tronco, lui si è scusato in modo inoppugnabile: “Nelle mie azioni non c’era alcuna intenzionalità”.

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Come il sosia di Zelensky è scappato dall’Ucraina aiutato dai sosia di Putin e Kim Jong-un

(ilfattoquotidiano.it, 8 aprile 2022)

La storia la racconta il Washington Post ed è quella del sosia di Volodymyr Zelensky. Avete letto bene: per Umid Isabaev, il giorno dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, è stato subito chiaro che essere uguale al presidente del Paese non fosse in alcun modo un vantaggio. Ora, il racconto diventa quasi distopico perché a offrire aiuto al 41enne incredibilmente somigliante a Zelensky sono stati i sosia di Vladimir Putin e di Kim Jong-un. E proprio quest’ultimo, che per il Washington Post è “Howard X” (ha accettato di parlare solo mantenendo il proprio anonimato), ha deciso di dare una mano al falso Zelensky pur trovandosi migliaia di chilometri lontano dall’Ucraina. Lo conosceva personalmente? No. Ma aveva saputo della sua esistenza quando il canale Russia 24 aveva mandato in onda un servizio sui sosia dei politici noti.

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L’annuncio di Disney: “Entro la fine dell’anno metà dei nostri personaggi sarà Lgbtq+”

di Giovanni Berruti (lastampa.it, 2 aprile 2022)

«Entro la fine del 2022 circa la metà dei personaggi dei nostri film sarà Lgbtq+». Dopo il reinserimento del bacio omosessuale nel prossimo Lightyear, lo spin-off di Toy Story, la Disney annuncia ufficialmente l’arrivo di diversi personaggi, oltre a quelli appartenenti a minoranze etniche, che rappresenteranno la comunità duramente colpita dalla controversa legge da poco approvata in Florida, “Don’t Say Gay”, che vieta il dibattito sull’orientamento sessuale o l’identità di genere all’interno delle scuole pubbliche. Lo fa attraverso le parole di Karey Burke, a capo della Disney’s General Entertainment Content, che con un collegamento Zoom per la campagna “Reimagine Tomorrow”, postato successivamente su Twitter, ha svelato anche i motivi personali dietro alla scelta.

Ph. Ringo Chiu / Reuters

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Archiviare populismo e sovranismo

di Giorgio Merlo (huffingtonpost.it, 21 marzo 2022)

Lo scenario politico è cambiato. È profondamente cambiato. Già prima dell’invasione russa nei confronti dell’Ucraina e di una guerra che è destinata a mutare definitivamente gli equilibri geopolitici mondiali. E, di conseguenza, anche il ruolo e la “mission” della stessa Europa. Ci sarà un cambiamento profondo di fronte al quale tutte le forze politiche debbono misurarsi. Di destra, di sinistra e di centro. È inutile attardarsi in analisi virtuali pensando che, dopo la fase cruenta di questa invasione, tutto possa ritornare come prima. E questo per una semplice ma, al contempo, grande ragione. E cioè, quando la politica estera diventa centrale e determinante per elaborare un progetto politico da un lato e tracciare le alleanze politiche ed elettorali dall’altro, è addirittura scontato che il quadro nel suo insieme è destinato a cambiare in profondità.

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L’abusata simbologia di Harry Potter per commentare l’attualità politica

di Pietro Minto (ilpost.it, 29 marzo 2022)

Lo scorso 28 febbraio l’artista di strada polacco Kawu ha pubblicato sul suo profilo Instagram un murale da lui realizzato a Poznań, una città della Polonia occidentale. Raffigura il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nei panni di Harry Potter e il presidente russo Vladimir Putin come il suo antagonista Voldemort. L’immagine ha avuto successo sui social network, suscitando reazioni diverse: accanto a chi ha trovato calzante il parallelo tra i due capi di Stato e i personaggi di J.K. Rowling, autrice della saga di romanzi per ragazzi Harry Potter, c’è chi l’ha criticata per la superficialità con cui tratta un conflitto complesso e tragico, riducendolo a una banale lotta tra il bene e il male. Negli ultimi anni, infatti, la serie di Harry Potter è stata spesso utilizzata per commentare la cronaca politica, tanto da aver ispirato un meme che è tornato a circolare, soprattutto su Twitter, in questi giorni: “Read another book”, ovvero “Leggete un altro libro”.

kawuart via Instagram

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La reunion dei Pink Floyd per l’Ucraina

di Claudia Fascia (ansa.it, 7 aprile 2022)

I Pink Floyd tornano a suonare insieme per un nuovo brano dal titolo Hey Hey Rise Up, in uscita l’8 aprile, a supporto al popolo ucraino. Si tratta della prima musica originale registrata dai Pink Floyd riuniti dai tempi di The Division Bell, del 1994. La traccia vede la collaborazione di David Gilmour e Nick Mason con il bassista Guy Pratt, Nitin Sawhney alle tastiere, con una performance vocale straordinaria di Andriy Khlyvnyuk della band ucraina Boombox. Registrata mercoledì 30 marzo, utilizza la voce di Andriy estrapolata da un suo post Instagram che lo immortala mentre canta in Sofiyskaya Square a Kiev. Il brano Oh, The Red Viburnum In The Meadow è un brano ucraino folk di protesta scritto durante la prima guerra mondiale che si è diffuso in tutto il mondo durante lo scorso mese contro l’invasione dell’Ucraina.

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Sarah Palin si è candidata a deputata e tornerà in politica

(ilpost.it, 2 aprile 2022)

La politica statunitense Sarah Palin, ex governatrice dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti, ha annunciato la sua candidatura per l’unico seggio espresso alla Camera dall’Alaska, e quindi la sua decisione di tornare a far parte attivamente della politica nazionale americana. Palin, che fa parte del Partito Repubblicano, era diventata improvvisamente un personaggio nazionale durante la campagna per le elezioni del 2008, quando era stata scelta a sorpresa da John McCain come sua candidata alla vicepresidenza. Per quanto inizialmente avesse dato slancio ed entusiasmo a una campagna che faticava a ingranare, nel giro di poche settimane l’estremismo delle sue posizioni politiche e una serie di grossi errori e gaffe avevano compromesso i suoi consensi e danneggiato lo stesso McCain.

Sarah Palin via Twitter

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