L’autogol mediatico dei virologi che cantano

(giornalettismo.com, 21 dicembre 2021)

Nel corso della puntata di ieri di Un giorno da pecora su Radio1, tre scienziati che sono in prima linea sui media da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus hanno intonato la canzone Jingle bells con un testo modificato in chiave pro vaccino. Andrea Crisanti, Matteo Bassetti e Fabrizio Pregliasco hanno dato prova di doti canore, modulando la tradizionale canzone natalizia su un testo che fa più o meno così: «Sì sì sì, sì sì vax, vacciniamoci / se tranquillo tu vuoi stare i nonni non baciare». E altre amenità. La trasmissione li ha ribattezzati “il Trio Virologi”.

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Corea del Nord: chi ride è fuori

di Stefano Baldolini (huffingtonpost.it, 21 dicembre 2021)

Nella Corea del Nord di Kim Jong-Un è vietato ridere per undici giorni. In realtà per celebrare il decimo anniversario della morte del capo supremo è anche vietato celebrare compleanni, bere alcol e perfino parlare a voce alta in pubblico. Pare che tutto questo non sia una novità, anzi che accada ogni anno di questi tempi. Riporta l’Ansa che “in passato molte persone sorprese a bere o a fumare durante il periodo del lutto – come ha raccontato un residente della provincia sud-occidentale di South Hwanghae – sono state arrestate e trattate come prigionieri politici”.

Ph. Kim Won Jin / Getty Images

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La nazionale russa di Hockey su ghiaccio ha giocato con magliette dell’Unione Sovietica

(ilpost.it, 20 dicembre 2021)

Domenica, in una partita disputata a Mosca contro la Finlandia, i giocatori della nazionale russa maschile di Hockey su ghiaccio hanno indossato una maglietta con la scritta “CCCP”, l’equivalente in alfabeto cirillico della sigla URSS, che fa riferimento ai tempi dell’Unione Sovietica. La motivazione ufficiale per l’uso delle magliette (una rossa e una bianca) era la celebrazione del «75° anniversario dell’Hockey su ghiaccio in Russia» e dei suoi successi (soprattutto in periodo sovietico, quando la squadra divenne nota come la “macchina rossa”).

Russia Hockey via Twitter

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La Coppa Davis delle magliette rosse

di Pietro Cabrio (ilpost.it, 19 dicembre 2021)

Il 19 dicembre 1976, a Santiago del Cile, l’Italia vinse la sua prima e ancora unica Coppa Davis, la competizione a squadre del Tennis internazionale che si disputa fin dall’anno 1900. La vittoria, ottenuta proprio contro il Cile da Nicola Pietrangeli (capitano – non giocatore), Adriano Panatta, Paolo Bertolucci, Corrado Barazzutti e Antonio Zugarelli fu il massimo successo della miglior epoca del Tennis maschile nazionale e rimane ancora oggi storica, non solo per l’aspetto sportivo. All’epoca il Cile era governato da tre anni dalla più famigerata dittatura sudamericana del Novecento, che, l’11 settembre 1973, aveva deposto il presidente democraticamente eletto Salvador Allende, suicidatosi nel palazzo presidenziale sotto i bombardamenti dell’aviazione militare.

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La nuova arma politica di Éric Zemmour è un motore di ricerca dei suoi video

di Europea (linkiesta.it, 17 dicembre 2021)

A poco più di quattro mesi dalle elezioni presidenziali in Francia, il dibattito politico si sta spostando a destra. Marine Le Pen (Rassemblement National), Valérie Pécresse (Les Républicains), Éric Zemmour sono i principali sfidanti del presidente uscente Emmanuel Macron, che a sua volta in passato ha saputo pescare voti nell’elettorato di destra. Non sono solo i sondaggi a dire che queste elezioni si vinceranno a destra, con la sola componente populista e sovranista – la frangia più estrema – che pesa circa per il 35% nell’elettorato nazionale. Anche le proposte e le iniziative dei candidati sembrano avere uno spessore diverso: se da sinistra arrivano idee velleitarie, come quella di Anne Hidalgo di fare delle primarie per eleggere un candidato unico e forte in grado di vincere le elezioni, da destra arrivano nuove intuizioni che potrebbero spostare gli equilibri della corsa all’Eliseo.

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“Súper Bigote”, il supereroe che assomiglia a Nicolás Maduro

(ilpost.it, 13 dicembre 2021)

A inizio dicembre sulla televisione di Stato venezuelana Vtv è stato trasmesso un breve cartone animato con protagonista Súper Bigote, un supereroe alto, muscoloso e soprattutto baffuto che somiglia particolarmente a Nicolás Maduro, il presidente del Venezuela. Non si sa esattamente chi lo abbia disegnato, se sia stato finanziato con denaro pubblico o se ci saranno altri episodi. Alcuni analisti, citati tra gli altri dal Washington Post, hanno definito Súper Bigote (Super Baffo) uno strumento di propaganda che ha l’obiettivo di provare a risollevare la popolarità di Maduro e del suo regime, soprattutto dopo la perdita di consensi registrata alle ultime elezioni locali.

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Meghan Markle non può candidarsi negli Stati Uniti

di Sara Calamandrei (vanityfair.it, 9 dicembre 2021)

Per impedire a Meghan Markle di candidarsi in politica, gli americani potrebbero scomodare addirittura Napoleone Bonaparte. È necessario fare un passo indietro: la duchessa del Sussex non ha mai ammesso di volersi dedicare alla carriera politica e, tantomeno, candidarsi alle presidenziali degli Stati Uniti, prima o poi. Però è vero che si è espressa in prima persona a favore dell’approvazione di una legge che istituisce il congedo parentale retribuito dopo la nascita di un figlio. Per perorare la causa, ha indirizzato una lettera pubblica alla Presidente della Camera, Nancy Pelosi, e a Chuck Schumer, leader della maggioranza al Senato.

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Sócrates e l’esperimento della Democracia corinthiana

di Pietro Cabrio (ilpost.it, 16 dicembre 2021)

Nella prima metà degli anni Ottanta il Brasile stava vivendo gli ultimi anni della dittatura militare che governava il Paese dal 1964. I tempi favorevoli per il regime dei generali erano finiti: gli effetti del boom economico che per quasi un decennio — dal 1968 al 1976 — avevano mantenuto la crescita nazionale costantemente al di sopra del 5 per cento annuo si erano esauriti, lasciando spazio a crisi di occupazione, disuguaglianze sempre più marcate e manifestazioni a favore del ritorno della democrazia. Con le proteste nel Nord-Est del Paese nel 1983, larghe rappresentanze di cittadini iniziarono a chiedere di poter eleggere direttamente il loro presidente.

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Il ricatto dell’instant reaction

di Guia Soncini (linkiesta.it, 14 dicembre 2021)

Insomma c’è questo problema dell’immediatezza del commento. Instant reaction, direbbero quelli che non si sono mai ripresi dal quel sei meno meno in Inglese alle medie. Bisogna esserci. Bisogna reagire. Bisogna commentare, ma subito. Se ti prendi un giorno per pensarci, non sei nelle tendenze. Se ci rifletti, sei così superato che rischi la cosa più terribile che possa accaderti sull’Internet: che ti dicano «boomer» (per fortuna tra dieci anni avrò altro da fare che rileggere quest’articolo: sai che fatica farei a ricordarmi quei tre quarti d’ora in cui il presente s’era fissato con «boomer»). Il processo più dentro lo spirito del tempo di cui non avete mai sentito parlare è quello a Jussie Smollett. Smollett è un attore, potreste averlo visto in Empire, ed è un omosessuale di pelle nera.

Pixabay

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Fenomenologia di Povia

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 13 dicembre 2021)

Correva l’anno 2005. Con le mani nascoste in un paio di jeans, un ragazzo all’apparenza intimidito si esibiva per la prima volta sul palco dell’Ariston di Sanremo. La sua canzone non era in gara, esclusa dalla competizione perché già eseguita in pubblico in un festival musicale di minore popolarità. Ma Paolo Bonolis – conduttore quell’anno della kermesse – ne riconobbe il potenziale e chiese al suo autore di presentarla ugualmente nella prima serata di Rai Uno, abbinandola a un progetto solidale. Il Festival quell’anno lo vinse Francesco Renga con Angelo, ma la vera rivelazione fu il brano cantato da quel ragazzo dai modi apparentemente introversi e pacati: I bambini fanno oh di Giuseppe Povia rimase al numero uno nella hit parade italiana per venti settimane, portando a casa sette dischi di platino.

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