Archivi tag: biopolitica

La cosa più social che avremo di Draghi è la foto del suo Apple Watch

di Ilaria Roncone (giornalettismo.com, 18 febbraio 2021)

Mario Draghi sceglie Apple, come ci dice il suo Apple Watch collegato al suo iPhone sul quale sembrerebbe non aver fatto pulizia di contatti. Sicuramente una delle prime cose che si notano guardando il dettaglio della fotografia condiviso da Emanuele Menietti, giornalista de Il Post che – come tutti i suoi colleghi – dovrà abituarsi al cambio di direzione preso dal governo Draghi in termini di comunicazione. Niente account social per Draghi significa zero possibilità che una soffiata social possa rivelare in anticipo ai giornalisti quello che, da adesso in poi, sapranno solamente via comunicati stampa nel più tradizionale modus operandi dell’ufficio stampa di un uomo politico o di un governo.

@emenietti via Twitter
@emenietti via Twitter

Continua la lettura di La cosa più social che avremo di Draghi è la foto del suo Apple Watch →

“Waffles + Mochi”: la prima serie con Michelle Obama sbarca su Netflix

di Mario Manca (vanityfair.it, 9 febbraio 2021)

«Non potrei essere più entusiasta di far parte di questo divertente, commovente e semplicemente magico show, e non lo dico solo per via del carrello della spesa volante». Lo dice Michelle Obama che, dal 16 marzo, sbarca su Netflix in una serie tutta da scoprire prodotta da Higher Ground, la casa di produzione di proprietà di Michelle e Barack. Si chiama Waffles + Mochi, è composta da dieci episodi e cerca di insegnare, in maniera colorata e divertente, ai bambini i segreti per un’alimentazione corretta ed equilibrata, battaglia nella quale l’ex First Lady si è sempre impegnata a lungo attraverso campagne di sensibilizzazione e meeting globali.

Netflix
Netflix

Continua la lettura di “Waffles + Mochi”: la prima serie con Michelle Obama sbarca su Netflix →

In vendita le sneakers di Barack Obama

di Essia Sahli (vanityfair.it, 10 febbraio 2021)

Nonostante Barack Obama, appassionato di basket sin dalla giovinezza – tanto da sognare di diventare un giocatore professionista – non sia più in carica alla Casa Bianca, il suo legame con questo sport non è mai stato dimenticato nell’immaginario comune: dopotutto, è raro trovare un equilibrato esempio di personalità politica in grado di comunicare sé stesso sia in contesti ufficiali sia in quelli più informali e… sportivi. Non stupisce quindi che all’ex Presidente degli Stati Uniti sia stato dedicato persino un paio di sneaker da basket: svelate nel 2009 da Nike, sono state realizzate in soli due esemplari, uno dei quali donato – ovviamente – a Barack Obama.BarackObama_Nike_Hyperdunks Continua la lettura di In vendita le sneakers di Barack Obama →

Anche i talebani indossano sneaker bianche

(ilpost.it, 31 gennaio 2021)

La moda delle sneaker bianche è arrivata anche in Afghanistan: qui però non sono indossate da rapper, modelli alle sfilate, ragazzini a scuola e, in verità, da chiunque segua un minimo le tendenze, ma dai talebani. Come ha raccontato il New York Times, il gruppo radicale islamico è affezionato allo stesso modello da trent’anni. Le Cheetahs sono scarpe da ginnastica in pelle bianca che ricordano vagamente le Puma, con il collo alto e delle riconoscibili rifiniture verdi e gialle. Vengono prodotte da Servis Shoes, una delle più grandi fabbriche di scarpe del Pakistan, che nel 1983 lanciò sul mercato il suo primo marchio di scarpe sportive. Le Cheetahs infatti erano inizialmente pensate per gli atleti – molti di rilevanza nazionale fecero anche da testimonial – e solo di recente ne sono stati introdotti modelli più casual e anche per le donne: sono ancora il modello più venduto di Servis.

Ph. Rahmat Gul / Ap
Ph. Rahmat Gul / Ap

Continua la lettura di Anche i talebani indossano sneaker bianche →

Meloni, quel glitter anni ’80 e lo strano concetto di sessismo dei Fratelli d’Italia

di Selvaggia Lucarelli (tpi.it, 9 febbraio 2021)

Il 9 febbraio è una di quelle date da segnare sul calendario e da celebrare ogni anno perché ricorrenza di una grande scoperta. E cioè: Fratelli d’Italia e i suoi elettori e rappresentanti hanno una loro sensibilità. Un loro punto di fragilità. Un tema su cui si stringono commossi e compatti. Un argomento su cui non accettano cinismo e aridità: IL GLITTER. Ebbene sì, a loro non frega nulla dei migranti, delle navi delle ong che vanno affondate, dei gay che non devono adottare e delle famiglie tradizionali, di elettori e buona parte della classe dirigente nostalgica del fascismo, dei fratelli d’Italia finiti in galera per ’ndrangheta. No. Loro si offendono se dici che la loro leader donna-mamma-cristiana è pure glitterata. Un’offesa indicibile. Una ferita insanabile.Meloni_glitter Continua la lettura di Meloni, quel glitter anni ’80 e lo strano concetto di sessismo dei Fratelli d’Italia →

Ma Rainey, la madre del blues

di Giulio Pecci (esquire.com, 2 febbraio 2021)

Ma Rainey non può essere regina del blues. È un ruolo che intrinsecamente racchiude una sorta di distanza, un retaggio monarchico fastidioso ed elitario. Ma Rainey è la madre del blues: è allo stesso tempo sua sorella, sua figlia e sua madre. Si a(ni)mano a vicenda, l’uno è l’altro in modo indistinguibile, hanno fatto tutto mano nella mano senza mai dividersi – nel bene e nel male. Ma Rainey’s Black Bottom, film Netflix prodotto tra gli altri da Denzel Washington, narra questo rapporto simbiotico, meraviglioso e drammatico. E va oltre, dipingendo un affresco sorprendentemente accurato e profondo di uno dei passaggi più complessi e importanti della storia afroamericana. Il film, diretto da George C. Wolfe e illuminato dalle meravigliose interpretazioni di Viola Davis (nei panni della Rainey) e del compianto Chadwick Boseman (Levee, irrequieto trombettista dalla band), è tratto dall’omonima opera teatrale del premio Pulitzer August Wilson, considerato il più grande drammaturgo afroamericano della storia.

Netflix
Netflix

Continua la lettura di Ma Rainey, la madre del blues →

L’allenamento “stile Rocky” di Kamala Harris

di Laura Salonia (iodonna.it, 12 febbraio 2021)

Kamala Harris, 56 anni, continua a darci buoni esempi, anche in fatto di attività fisica. La vicepresidente degli Stati Uniti è stata ripresa domenica mattina mentre si allenava sulle scale del Lincoln Memorial, a Washington, con suo marito Doug Emhoff. In mezzo alla gente come una persona qualsiasi, con una guardia del corpo che la seguiva da vicino. In leggins, giacca a vento, cappellino e coda, naturalmente con l’immancabile mascherina. E sui social si sono moltiplicati i post con le sue immagini mentre saltella agilmente su e giù dalla imponente scalinata. Un allenamento in stile Rocky, il celebre film con Sylvester Stallone (ma quelle erano le scale del Philadelphia Museum of Art). Ecco perché fare le scale è un ottimo esercizio per dimagrire e tenersi in forma.1_KamalaHarris_Rocky Continua la lettura di L’allenamento “stile Rocky” di Kamala Harris →

Boris Johnson le prova tutte per dimagrire

(agi.it, 31 gennaio 2021)

È l’ultima moda di alcuni nutrizionisti, il “fasting diet”, il digiuno intermittente, e pare che il premier britannico Boris Johnson sia uno dei nuovi adepti: saltare pasti per perdere peso. Il premier cerca di dimagrire da quando, la scorsa primavera, è stato ricoverato perché ammalatosi di Covid-19 ed è finito in terapia intensiva. Una volta guarito, ha raccontato più volte come la sua difficoltà nel combattere il virus sia stata causata dall’essere “troppo grasso”. Da allora ha perso parecchi chili (ma non abbastanza), ha notevolmente aumentato l’attività fisica (viene spesso fotografato mentre fa jogging nei giardini di Buckingham Palace) e ha assunto un personal trainer.

Ph. Tayfun Salci / Anadolu Agency – Afp
Ph. Tayfun Salci / Anadolu Agency – Afp

Continua la lettura di Boris Johnson le prova tutte per dimagrire →

Tre soluzioni logistiche per evitare “il tavolino” di Giuseppe Conte

di Gianmichele Laino (giornalettismo.com, 4 febbraio 2021)

Facendo una battuta, vista la fede romanista del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, si potrebbe dire che quest’anno si sia assuefatto alle sconfitte a tavolino. Di certo la scena a cui si è assistito oggi, 4 febbraio – subito dopo l’incontro istituzionale con il premier incaricato Mario Draghi –, non è delle più riuscite dal punto di vista della comunicazione istituzionale, delle regole della regia e della più lineare semplicità logistica. Giuseppe Conte al tavolino offre l’immagine dell’Italia dei banchetti, dell’organizzazione dell’ultimo momento, dell’approssimazione e dell’improvvisazione. Non propriamente il biglietto d’addio, anzi d’arrivederci (visto soprattutto il tono delle dichiarazioni dell’ultimo bis-presidente del Consiglio), migliore possibile.

Ph. Fabio Cimaglia / Ipp
Ph. Fabio Cimaglia / Ipp

Continua la lettura di Tre soluzioni logistiche per evitare “il tavolino” di Giuseppe Conte →

L’evoluzione negli anni delle acconciature di regine e principesse

di Alessandra Paudice (vanityfair.it, 26 gennaio 2021)

Le famiglie reali hanno sempre avuto tradizioni pressanti, anche prevedibili, colpa (o merito) del protocollo da rispettare, delle etichette e delle formalità che regolano i loro rapporti sociali. Nel corso dei secoli e degli anni questa loro “immobilità” ha rappresentato una certezza per chi segue le loro vicende. Gli hair-style reali rientrano, come tanti altri dettagli estetici, in un più grande sistema di comunicazione che raramente subisce deroghe. Ogni acconciatura o taglio di capelli delle donne delle famiglie reali porta con sé messaggi che gli esperti o gli appassionati di storie dal sangue blu interpretano nel minimo dettaglio. È per questo che ogni colpo di testa, piccolo o grande che sia, non passa mai inosservato.

Sc Pool – Corbis / Corbis via Getty
Sc Pool – Corbis / Corbis via Getty

Continua la lettura di L’evoluzione negli anni delle acconciature di regine e principesse →