Archivi tag: star politics

Il ritorno dei cani alla Casa Bianca

di Fabrizia Sacchetti (focus.it, 11 novembre 2020)

Chissà se Joe Biden, il 46° presidente degli Stati Uniti, conosce la storica frase di Harry Truman (il 33°, dal 1945 al 1953), che recitava così: «Se vuoi un amico a Washington fatti un cane». Di cani Truman ne aveva addirittura tre ed è stato emulato da quasi tutti i presidenti americani, tranne tre: l’11° James K. Polk (1845-1849), il 17° Andrew Johnson (1865-1869) e il 45° Donald Trump, il primo che dopo 150 anni ha sfidato la tradizione non portando nemmeno un pesce rosso alla Casa Bianca. Ma adesso tutto tornerà come ai vecchi tempi.Champ-Major Continua la lettura di Il ritorno dei cani alla Casa Bianca →

La parità di genere dei titoli nobiliari

(ilpost.it, 21 novembre 2020)

L’Atlantic ha raccontato i tentativi di un gruppo di donne aristocratiche britanniche per cambiare le leggi sull’ereditarietà dei titoli nobiliari, che nel Regno Unito nella gran parte dei casi possono passare solo da padri a figli maschi, escludendo le donne dai titoli e dai privilegi associati. Da una parte, è una questione di parità di diritti tra uomini e donne, dall’altra è tuttavia una questione che riguarda un gruppo di persone privilegiate per definizione: e per questo, spiega l’Atlantic, trovare sostegno per la causa fuori dal circolo dell’aristocrazia britannica è molto complicato.

Ph. Matthew Lloyd / Getty Images
Ph. Matthew Lloyd / Getty Images

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“Una donna”

di Giovanni De Mauro (internazionale.it, 12 novembre 2020)

È stato un periodo impegnativo per “una donna”: è stata nominata alla guida della banca centrale giapponese, di Facebook in Africa, di una squadra di pompieri in Francia, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, è stata eletta perfino alla vicepresidenza degli Stati Uniti. Una pagina satirica di Wikipedia segnala le volte in cui, sui mezzi d’informazione di tutto il mondo, nel titolo di una notizia si parla genericamente di “una donna” senza farne il nome. «Dopo anni di silenzio, le conquiste delle donne sono rese invisibili dall’espressione “una donna”. Non riusciamo a sapere chi ha fatto cosa, e non siamo quindi in grado di dare a queste donne il giusto riconoscimento», spiega l’attivista Sherine Deraz.

Ph. Win McNamee / Getty Images
Ph. Win McNamee / Getty Images

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Twitter cederà l’account presidenziale a Biden il 20 gennaio

(agi.it, 21 novembre 2020)

Twitter cederà il controllo di @POTUS, l’account del presidente degli Stati Uniti, a Joe Biden appena presterà giuramento, il giorno dell’insediamento alla Casa Bianca, nonostante il presidente uscente Donald Trump non abbia ammesso la sconfitta alle elezioni. Lo rendono noto i media americani. Il social network «si sta preparando attivamente alla transizione degli account Twitter istituzionali della Casa Bianca il 20 gennaio 2021», ha dichiarato a Politico il portavoce di Twitter, Nick Pacilio.Twitter@POTUS Continua la lettura di Twitter cederà l’account presidenziale a Biden il 20 gennaio →

Parler, il social network dell’estrema destra

di Pietro Mecarozzi (linkiesta.it, 17 novembre 2020)

L’estrema destra statunitense ha trovato un nuovo rifugio social: si chiama Parler, e si presenta come il regno della libertà d’espressione. La piattaforma si autodefinisce “La piazzetta del mondo”, promette la completa libertà di parola senza il rischio di essere bloccati e, allo stesso tempo, non consente l’accesso a troll o a contenuti sensibili. A novembre del 2020 ha registrato circa 4 milioni di utenti attivi e oltre 10 milioni di utenti totali, contro quota 1,5 milioni di utenti raggiunti sul finire di giugno. Un boom di contatti che, negli ultimi giorni, ha trovato maggior slancio dopo la proclamazione della vittoria di Joe Biden nelle elezioni presidenziali.Parler_social Continua la lettura di Parler, il social network dell’estrema destra →

Nel nome del figlio e non solo: tutte le provocazioni di Emily Ratajkowski

di Eva Elisabetta Zuccari (today.it, 27 ottobre 2020)

E pensare che tutto era cominciato come nella migliore tradizione da femme fatale: un video in cui ammiccava birichina alla telecamera (l’ormai mitologico videoclip musicale di Blurred Lines, in cui canticchiava in déshabillé “I know you want it”), la promozione a nuovo sex symbol d’America, l’implosione del profilo Instagram con gli scatti bollenti di rito. Ma Emily Ratajkowski, nell’era del MeToo e della solenne eclissi della donna oggetto, ad un certo punto ha avuto l’ardire di spostare la provocazione sul piano intellettuale e – persino – sociologico.

Emily Ratajkowski via Instagram
Emily Ratajkowski via Instagram

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Eugenie di York, la futura mamma più impegnata del reame

di Antonella Catena (amica.it, 23 ottobre 2020)

Felice. Sorridente. Di fiori stampati vestita… Eugenie di York, trent’anni, non è mai parsa così serena come da quando ha annunciato di aspettare un bambino. Di certo, stando almeno alla sua agenda, non ha mai lavorato così tanto. Certo, non ha i problemi di Kate Middleton, che, a causa delle nausee mattutine, mentre aspettava Louis ha passato più tempo in casa che agli eventi ufficiali. Ricordate? Non poté neanche accompagnare George al suo primo giorno di scuola. La figlia minore di Sarah Ferguson e del Principe Andrea, invece, non ha mai lavorato così tanto.

Getty Images
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Breve storia del Compagno Maradona

di Paolo Mossetti (esquire.com, 26 novembre 2020)

Si può ragionare da atei nella Chiesa del «D10s», dove tutti, dal sagrestano all’ultimo dei chierichetti, idolatrano un uomo che non solo stupiva con le sue magie sul campo ma distribuiva ai devoti la tanto agognata prospettiva di un riscatto e di estasi, mettendoli al centro del mondo e dalla parte giusta della Storia? È difficile se non impossibile, soprattutto quando nei coccodrilli mainstream di Diego Armando Maradona il suo flirtare con il comunismo, la sua frequentazione sbandierata con i Fidel Castro o gli Hugo Chavez, viene declassato con paternalismo e scherno, come se fosse un vizio paragonabile alla sua dipendenza dalla coca, a una perversione la cui natura sfugge al calcolo.

Ph. Martin Bernetti / Afp – Getty Images
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Solo Evita più amata di Diego

di Gianluca Mazzini (sportmediaset.mediaset.it, 26 novembre 2020)

Le immagini che arrivano da Buenos Aires e da tutta l’Argentina hanno un precedente. Ancora più maestoso, commovente e straziante. Le manifestazioni di lutto per Diego Armando Maradona ricordano, infatti, quelle per la morte di Eva Perón, la regina dei descamisados, ovvero dei poveri dei barrios. Era il 26 luglio 1952 quando, a soli 33 anni, si spegneva quella che era considerata la guida spirituale dell’Argentina. Moglie del Generale Perón, capo dello Stato, era amata incondizionatamente per il suo impegno e la sua dedizione agli umili nel rispetto delle sue altrettanto umili origini. Per la morte di Evita fu decretato un mese di lutto nazionale e i suoi funerali furono tra i più maestosi che la Storia ricordi.Evita-Diego Continua la lettura di Solo Evita più amata di Diego →

Donald Trump va fermato subito

di Christian Rocca (linkiesta.it, 21 novembre 2020)

Donald Trump andrebbe arrestato in flagranza di reato, per aver tentato di manipolare le elezioni democratiche degli Stati Uniti prima del voto del 3 novembre e per le successive manovre intimidatorie nei confronti dei pubblici ufficiali cui sta impedendo di certificare il risultato elettorale. Naturalmente stiamo parlando del voto del 2020, perché le manipolazioni del voto del 2016 sono state esterne, russe, senza la prova di coordinamento tra il Cremlino e la Trump Tower nonostante i copiosi tentativi della cosca trumpiana di mettersi in contatto con gli agenti di Mosca e la richiesta esplicita, in diretta televisiva, a Vladimir Putin di ravanare nei server di Hillary Clinton, cosa puntualmente accaduta.Trump-Hitler Continua la lettura di Donald Trump va fermato subito →