Archivi tag: Striscia di Gaza

La crescente influenza di Melania su Donald Trump

Ph. Win McNamee / Getty Images

(agi.it, 9 agosto 2025)

A sei mesi dall’inizio del secondo mandato di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti, i funzionari della Casa Bianca si sono resi conto che devono dedicare meno tempo a cercare di domare il tycoon e più a prendere in considerazione sua moglie Melania. Come spiega Patrick Wintour su The Guardian, «la recente visita di Trump nel Regno Unito ha sottolineato la sensazione sempre più diffusa che la first lady abbia molta più influenza su suo marito di quanto si pensi».

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La lettera degli U2 contro Hamas e l’offensiva di Netanyahu

Ph. Anton Corbijn

(linkiesta.it, 11 agosto 2025)

Gli U2 non hanno mai avuto paura di prendere una posizione politica forte in tempi difficili. Dalla denuncia della violenza in Irlanda del Nord con la canzone Sunday Bloody Sunday, alle immagini in diretta da Sarajevo proiettate durante il loro lo Zoo Tv Tour, fino alla campagna globale Make Poverty History, la band irlandese ha usato la propria rilevanza per trattare apertamente temi divisivi.

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Al Bano candida i bambini di Gaza al Nobel per la Pace

Ph. Thomas Cardinali

di Susanna Bonini e Paolo Molinari (agi.it, 31 luglio 2025)

«È possibile che risusciti costantemente quello strascico di Erode? Quando vediamo quelle scene in televisione mi sento bombardato anch’io: vediamo queste persone alla ricerca di un pezzo di pane, di un piatto di minestra, che vengono bombardate e nessuno si muove? Cancelliamo la parola “guerra” dal vocabolario umano».

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Il governo di Orbán vieta ai Kneecap lo Sziget Festival

di Andrea Calogero (lastampa.it, 24 luglio 2025)

Alle 11 di stamattina gli organizzatori dello Sziget Festival di Budapest, uno dei più importanti raduni musicali d’Europa, hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dal governo ungherese riguardante la loro scaletta. La band irlandese dei Kneecap, infatti, non ha ricevuto dal governo il permesso per entrare in territorio ungherese (il divieto vale tre anni) e quindi performare – il loro concerto era previsto per l’11 agosto nell’isola di Obuda, casa del Festival.

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Un’alleanza tra artisti per poter parlare di Gaza

Ph. Oli Scarff / Afp – Getty Images

(repubblica.it, 18 luglio 2025)

Massive Attack, Brian Eno, Fontaines D.C. e Kneecap hanno annunciato la formazione di un sindacato per artisti che denunciano l’attacco militare israeliano a Gaza e che, secondo l’associazione, sono stati oggetto di «campagne aggressive e vessatorie» da parte di sostenitori filo-israeliani. In un post su Instagram, i musicisti hanno affermato che il loro obiettivo è proteggere altri artisti, in particolare quelli all’inizio della loro carriera, da «minacce di silenzio o di annullamento della carriera» da parte di organizzazioni come Uk Lawyers for Israel (Uklfi).

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Quest’anno Glastonbury è un caso politico

Ph. Leon Neal / Getty Images

(ilpost.it, 30 giugno 2025)

Domenica alla Worthy Farm di Pilton, in Inghilterra, si è concluso il festival di Glastonbury, l’evento musicale più famoso d’Europa e uno dei più noti e seguiti al mondo. L’edizione di quest’anno ha catalizzato una grande attenzione soprattutto per le numerose prese di posizione pro Palestina espresse da alcuni gruppi musicali e tra il pubblico, che hanno generato un dibattito nel Paese che è arrivato a coinvolgere il primo ministro Keir Starmer.

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Alla fine Thom Yorke ha parlato della guerra a Gaza

Ph. Roberto Ricciuti / Redferns

(ilpost.it, 31 maggio 2025)

Venerdì [30 maggio] il cantante dei Radiohead Thom Yorke si è espresso pubblicamente sulla guerra tra Israele e Hamas, e sulla gravissima situazione umanitaria della Striscia di Gaza. Nell’ultimo anno molti fan e attivisti pro-Palestina lo avevano duramente contestato per non aver preso una posizione chiara sulla questione, accusandolo di appoggiare implicitamente le posizioni del governo israeliano.

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Artisti per Fatem: 900 star denunciano il “genocidio” a Gaza

abaca

(agi.it, 23 maggio 2025)

Una lettera aperta del mondo della cultura denuncia il presunto “genocidio” a Gaza e l’incapacità dell’industria cinematografica a far sentire la propria voce ha ottenuto ben 900 firme da star del calibro di Catherine Deneuve, l’ultima di una lunga lista ad aver aderito. A dare la conferma sono gli organizzatori della petizione, chiamata “Artisti per Fatem”, nata dopo l’uccisione della fotoreporter palestinese Fatima (Fatem) Hassouna, protagonista di un documentario presentato in anteprima a Cannes.

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“Stop Israel”, la protesta di Julian Assange sul red carpet di Cannes

WikiLeaks via X

di Ugo Milano (open.online, 20 maggio 2025)

Un documentario – The Six Billion Dollar Man, diretto da Eugene Jarecki – dedicato proprio al racconto della sua vita, il palcoscenico illustre del Festival di Cannes e le centinaia di fotocamere e flash. È questo il momento che Julian Assange ha calibrato e scelto per presentarsi con una t-shirt fatta su misura.

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Guida geopolitica all’Eurovision

Ph. Alma Bengtsson / Ebu

(agi.it, 17 maggio 2025)

L’Eurovision non è solo musica, ma le “canzonette” coprono gli scricchiolii delle tensioni internazionali e talvolta neanche ci riescono. El País ha redatto una guida geopolitica per seguire meglio la finale di Basilea, anche alla luce dei movimenti geopolitici globali.

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