Archivi tag: Benito Mussolini

Robert De Niro torna all’attacco di Trump: “Come Mussolini e Hitler”

(open.online, 14 maggio 2024)

Robert De Niro torna all’attacco di Donald Trump, secondo l’attore paragonabile a personaggi come Benito Mussolini e Adolf Hitler. Ospite del programma The View con Whoopi Goldberg, De Niro ha detto di non capire «perché la gente non lo prenda sul serio», invitando a guardare i precedenti storici nel resto del mondo. «Storicamente, in altri Paesi non hanno preso sul serio» certi leader.

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Giolitti contro Giolitti (Giovanna)

di Mauro Suttora (huffingtonpost.it, 14 maggio 2024)

I parenti di Giovanni Giolitti, cinque volte presidente del Consiglio nel 1892-1921, e di suo nipote Antonio Giolitti, ministro e commissario europeo negli anni Sessanta-Ottanta, protestano contro Giovanna Giolitti, bisnipote dello statista piemontese. L’avvocatessa di Cavour (Torino), già assessore del suo paese nella lista civica di un sindaco ex democristiano, si è candidata alle Europee per Fratelli d’Italia.

canavesanoedintorni.it

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L’Istituto Luce, biografia visiva del nostro Paese

(ilpost.it, 28 aprile 2024)

Nel numero della rivista cinematografica Lo Schermo del luglio del 1936 l’avvocato e giornalista romano Luciano De Feo raccontava di quando, nei primi mesi del 1924, con alcuni amici aveva fondato «una piccola società anonima che affrontava, più con la forza dello spirito che dei mezzi finanziari e tecnici a disposizione, un programma ricco di ambizione: dar vita nell’Italia Fascista ad un movimento di cultura a mezzo del cinema». La società che citava De Feo era quella da cui di lì a poco nacque l’Istituto Luce, considerato la più antica istituzione pubblica destinata alla diffusione del cinema (che era nato una trentina di anni prima) a scopi didattici e informativi del mondo.

Archivio Luce

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I due film che in Libia conoscono tutti

(ilpost.it, 23 marzo 2024)

In Libia tutti hanno presenti due film: Il messaggio, del 1976, e Il leone del deserto, del 1980. La televisione li trasmette da decenni, in occasione di feste e celebrazioni ufficiali, e sono di gran lunga i film più amati e visti nel Paese. Ma non sono dei film come gli altri. Li finanziò l’allora presidente Muammar Gheddafi, e secondo il regista e produttore cinematografico libico Muhannad Lamin, che ha raccontato sul sito New Lines Magazine il loro ruolo centrale nella storia del suo Paese, sono oggi quello che in altri posti sono i film di Natale, come potrebbe essere in Italia Una poltrona per due.

Il messaggio (Al-risâlah)

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Al via a Cinecittà le riprese de “Il fotografo del duce”

di Andrea Cauti (agi.it, 2 marzo 2024)

Sono iniziate negli Studi di Cinecittà le riprese de Il fotografo del duce, il nuovo film di Tony Saccucci, prodotto e distribuito da Luce Cinecittà. Saccucci torna sul set dopo il caso mediatico del suo debutto Il pugile del duce – e il successivo La prima donna, premiato con il Nastro d’Argento – con una nuova indagine di memoria storica e recupero di un personaggio straordinario. Protagonista de Il fotografo del duce è Adolfo Porry-Pastorel, fotografo, giornalista, padre dei fotoreporter italiani, progenitore dei paparazzi.

Ph. Adolfo Porry-Pastorel / Il Giornale d’Italia – Archivio Storico Luce

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Cosa fare con i dittatori morti

di Ilaria Maria Sala (ilpost.it, 1° dicembre 2023)

Prima o poi, tutte le transizioni democratiche devono vedersela con la questione del cosa fare con i dittatori morti. E con le loro statue, con i luoghi pubblici che portano il loro nome, con i mausolei a loro dedicati. Non ultimo, bisogna stabilire cosa fare del corpo stesso del dittatore, dato che il potere distruttivo continua anche dalla tomba. Non vale solo per i dittatori, certo: come abbiamo visto di recente, il mondo continua a essere pieno di statue di dittatori, ma anche di schiavisti, colonialisti, e navigatori ed eroi che hanno fatto largo a schiavisti e colonialisti.

Ph. Ilaria Maria Sala

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La retorica di Donald Trump è sempre più fascista

(ilpost.it, 8 dicembre 2023)

Mercoledì sera a Tuscaloosa, in Alabama, si è tenuto il quarto dibattito televisivo fra i candidati alla nomination del Partito Repubblicano per la presidenza, e anche in questa occasione Donald Trump ha scelto di non partecipare, forte del larghissimo vantaggio che tutti i sondaggi gli attribuiscono per le primarie. A inizio novembre un sondaggio del New York Times lo segnalava come favorito in alcuni Stati chiave anche alle presidenziali contro il Democratico Joe Biden.

Ph. Geoff Stellfox / The Gazette via Ap

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Una storia italiana

di Antonio Scurati (Le Monde / internazionale.it, 16 giugno 2023)

Una storia italiana. Così s’intitolava un libretto inviato da Silvio Berlusconi in milioni di case alla vigilia delle elezioni del 2001. Non aveva torto. La sua è stata indubbiamente una storia molto italiana. Ma non soltanto. La formidabile parabola esistenziale, imprenditoriale e politica di Silvio Berlusconi, se osservata a mente lucida e a ciglio asciutto, prefigura il destino storico delle democrazie occidentali in questo nuovo secolo e millennio. Non c’è dubbio che Berlusconi sia stato l’italiano più influente del secondo Novecento (Mussolini lo era stato del primo).

Ph. Simona Granati / Corbis – Getty Images

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La Feralpisalò pensa a Romano Floriani Mussolini

(repubblica.it, 27 giugno 2023)

Mussolini a Salò. Ottant’anni dopo, impossibile far finta che sia una voce di calciomercato come le altre. Romano Floriani Mussolini, vent’anni, giovane terzino destro della Lazio, potrebbe lasciare la Capitale in questa sessione di calciomercato per fare esperienza in Serie B. Il club di Claudio Lotito punta ancora su di lui, tanto da avergli appena rinnovato il contratto fino al 30 giugno 2026.

Ph. Jonathan Moscrop / Getty Images

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Architettura e urbanistica alle prese con l’eredità fascista

di Manuel Orazi (ilfoglio.it, 19 aprile 2023)

Il centenario della Marcia su Roma, Fratelli d’Italia con la fiamma nel simbolo, la trilogia M di Antonio Scurati, Dante pensatore di destra secondo il ministro Sangiuliano, il pestaggio al Liceo Michelangiolo di Firenze, Ignazio La Russa su Via Rasella, la cancel culture anglosassone hanno riacceso la discussione sull’eredità dei regimi coloniali degli ultimi due secoli fino a mettere in discussione non tanto le statue di schiavisti, monarchi e intellettuali (come il montanelloide dei giardini di Porta Venezia) ma persino quella dedicata a Gandhi – razzista!

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