Giocando a frisbee con Nerone nella terra dei like

di Guia Soncini (linkiesta.it, 23 agosto 2021)

Quando i miei coetanei avevano vent’anni, nei ridenti anni Novanta, nella politica italiana arrivò la smania del nuovo. Ogni stagione ha il suo nuovo che avanza, il nostro si chiamava Lega o Berlusconi invece che Di Maio o Di Battista, ma il meccanismo psicologico sempre quello era. Paolo Rossi, allora il più tranchant tra i comici in ascesa, aveva una battuta che faceva così: il nuovo che avanza al vecchio gli telefona. In questo lunghissimo weekend di proposte politiche deliranti da parte dei nuovi talenti che ci possiamo permettere – non più Di Maio e Di Battista, ormai venerati maestri – ho ardentemente desiderato lo scatto alla risposta.

Ph. Ross Findon / Unsplash

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La partita che provò a cambiare Kabul

di Emmanuele Michela (ilfoglio.it, 21 agosto 2021)

Chi era al Ghazi Stadium di Kabul il 15 febbraio 2002 non fatica a definire “storico” quanto accadde quel pomeriggio. E Giacomo Liguori, che all’epoca era Caporal Maggiore dei Cavalleggeri Guide, riesce ancora oggi a emozionarsi nel ripensare alla partita di Calcio che lì si giocò, specie mentre scorrono in tv, in questi giorni, le immagini del ritorno dei talebani nella Capitale afghana. Liguori, 47 anni, oggi è sergente maggiore capo qualifica speciale, e ha alle spalle missioni anche in Somalia, Kosovo, Bosnia, Libia e Iraq. Ma per l’Afghanistan conserva un ricordo particolare.

Ph. Chris Ison

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L’affaire Lebovici

di Francesca d’Aloja (ilfoglio.it, 16 agosto 2021)

Una delle serie televisive più riuscite degli ultimi anni non è americana, bensì francese, e si intitola Chiami il mio agente!, titolo originale Dix pour cent, in riferimento alla percentuale dovuta da un artista all’agente che lo rappresenta, il dieci per cento appunto, per ogni contratto stipulato. Il mondo dello spettacolo viene osservato dall’inedita prospettiva di una grande agenzia, centro nevralgico degli affari e di tutto ciò che si nasconde dietro la realizzazione di un film o di uno spettacolo teatrale. Il nome finzionale dell’agence è l’acronimo Ask, ma gli autori si sono evidentemente ispirati alla più grande impresa di management europea nata alla fine degli anni Sessanta.

Ph. Patrice Picot / Gamma-Rapho via Getty Images

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La foto dei talebani che si prendono gioco dei marines di Iwo Jima

di Luigi Conte (agi.it, 21 agosto 2021)

Dopo aver conquistato l’Afghanistan in un batter d’occhio ed essersi impossessati delle armi, dei mezzi e degli equipaggiamenti lasciati dai militari americani, i talebani si divertono a prendere in giro gli Stati Uniti. In alcuni video propagandistici si vedono combattenti talebani con divise e armi americane in pugno che pattugliano le strade. Se non fosse per la lingua che parlano e la barba lunga sarebbero all’apparenza soldati Usa. Hanno anche i classici occhiali da sole. Ma sono talebani. E appartengono anche a un’unità speciale chiamata Badri 313.

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Angelina Jolie debutta su Instagram postando la lettera di una ragazza afghana

di Antonella Catena (amica.it, 21 agosto 2021)

Mamma. Filmmaker. Inviato speciale per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. Angelina Jolie (46 anni) si presenta così sul suo nuovo profilo Instagram. L’attrice e produttrice debutta sui social e continua la sua missione. Il primo post è una lettera speditale da una adolescente afghana. A Letter from an Afghan Girl, è il “titolo”. 25mila i like. 4, 4 milioni i follower raggiunti subito. Poi parte il racconto: “In questo preciso momento, il popolo afghano sta perdendo la possibilità di comunicare sui social media e di esprimersi in libertà. Quindi sono arrivata su Instagram per condividere le loro storie. E le voci di coloro che in tutto il mondo stanno lottando per i diritti umani”.

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La terza maglia dell’Ajax in omaggio a Bob Marley

di Lorenzo Briotti (blitzquotidiano.it, 20 agosto 2021)

Ajax e Adidas insieme per una maglia-tributo a Bob Marley. La maglietta dedicata al grande cantante giamaicano è stata possibile grazie alla collaborazione con la famiglia Marley. La divisa, in nero con dettagli rossi, gialli e verdi (i colori della cultura Rasta), è un omaggio ai fan e all’amore condiviso con il club per la leggenda del reggae. Sarà la terza maglia della squadra olandese, ispirata alla sua canzone Three little birds, uscita nell’album Exodus nel 1977. Sotto il colletto, sul retro della maglia, appaiono tre uccellini seduti sulle tre croci di Sant’Andrea della città di Amsterdam.

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“Loro” e il realismo horror afroamericano

di Mario Aloi (esquire.com, 14 agosto 2021)

Secondo il critico britannico Robin Wood, il reale soggetto del genere horror sarebbe la lotta per il riconoscimento di tutto quello che la nostra civiltà cerca di reprimere e poi in seconda battuta opprimere. Stephen King, un altro esperto in materia, ha paragonato il racconto dell’orrore all’incisione di un bubbone, attraverso la quale proviamo a far defluire elementi negativi e conflittuali. In questo senso non è forse un caso che i primi grandi horror americani degli anni Trenta fossero per lo più ambientati all’estero, quasi il Paese non si sentisse ancora pronto a praticare l’incisione e confrontarsi con il proprio sottobosco.

Amazon Prime Video

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Lo youtuber che punta alla poltrona di governatore della California

(adnkronos.com, 17 agosto 2021)

Conta 1,7 milioni di followers il canale Youtube che Kevin Paffrath aveva scelto circa dieci anni fa per condividere consigli e insight sul mercato immobiliare. Nel 2018 è arrivato a guadagnare intorno a duemila dollari al giorno solo da YouTube, e nello scorso anno ha totalizzato in ricavi pubblicitari tre milioni e mezzo di dollari. Altri sei ne guadagna da corsi on line e altre attività collegate, raggiungendo i dieci milioni di dollari l’anno. Sui suoi account social parla quotidianamente di tassi di interesse e criptovalute, dà consigli su come costruirsi basi economiche solide con i giusti investimenti, e non mancano i commenti politici.

Meet Kevin Paffrath for Governor

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Come le influencer afghane si stanno relazionando all’attacco dei talebani

di Giorgia Giangrande (giornalettismo.com, 16 agosto 2021)

Essere influencer o semplicemente avere un’audience ampia vuol dire avere delle responsabilità: prima fra tutte quella di sapere che le parole hanno un peso e una rilevanza tale da influenzare il pensiero di chi segue un determinato personaggio. E questo è un piccolo dettaglio che ancora, quando si parla del mestiere del XXI secolo, si fa fatica ad accettare. Ma che lo si voglia o no è così, altrimenti non si spiegherebbe il seguito di tanti personaggi. Perché ne parliamo a proposito dell’Afghanistan? Perché ad esporsi sui terribili fatti che si stanno svolgendo in queste ore nel Paese non sono soltanto giornalisti e politici ma anche e soprattutto cittadini comuni, alcuni dei quali sono influencer in Afghanistan.

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Salmo replica e attacca Fedez: «Sei un artista o un politico?»

(adnkronos.com, 16 agosto 2021)

Salmo non ci sta. E dopo le polemiche per il concerto a Olbia, per la mancanza di distanziamento e il potenziale rischio di contagi da Covid-19, passa al contrattacco, con Fedez ancora nel mirino: «La mia idea iniziale era fare protesta», contro le «regolette patetiche» e «ridicole» che «ha imposto lo Stato per i concerti», dice il rapper in un lungo discorso pubblicato sulle sue storie di Instagram, dove spiega come e perché sia nato il live di venerdì scorso e torna a scagliarsi contro Fedez che lo aveva criticato («mi stai sul ca…», «a me sembri proprio un politico, non sei un artista»).

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