Diana Spencer e Meghan Markle, che hanno in comune più di quanto pensassimo

di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 2 settembre 2021)

Lady Diana e Meghan Markle potrebbero avere più cose in comune di quanto pensassimo. Pochi mesi prima di morire la principessa del Galles «stava pianificando di trasferirsi in California con i suoi figli», il principe William e il principe Harry, e «di intraprendere una carriera a Hollywood». Lo ha rivelato al Daily Mail Stewart Pearce, che fu confidente e voice coach della principessa. «Diana stava parlando dell’acquisto di una proprietà a Malibu e diceva che sarebbe stato davvero fantastico, per i ragazzi, crescere liberi. Poter fare surf, pattinare, giocare a frisbee».

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Mikis Theodorakis, colonna sonora della resistenza greca

(quotidiano.net, 2 settembre 2021)

È morto il compositore greco Mikis Theodorakis, autore fra l’altro del Sirtaki per la colonna sonora del film cult del 1964 Zorba il greco e icona della resistenza alla dittatura dei colonnelli. Aveva 96 anni. Talento prolifico e anticonformista in politica, è stato sempre apprezzato nel suo Paese d’origine e nel mondo per la sua musica ispiratrice e la sua sfida al regime che ha governato la Grecia dal 1967 al 1974. Nato sull’isola di Chios il 29 luglio 1925, Theodorakis ha studiato musica ad Atene e poi a Parigi. Ha composto canzoni basate su importanti opere poetiche greche, molte delle quali sono state inni della sinistra per decenni, ma anche sinfonie e colonne sonore per film.

Associated Press

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Il peso di Netflix sul futuro di Buckingham Palace

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 30 agosto 2021)

Pare che in Gran Bretagna si stia iniziando a guardare con sempre maggior favore all’ipotesi di abolire la monarchia sostituendola con la repubblica, e pare stia avvenendo anche a causa della serie tv The Crown. A quanto si legge, l’opinione pubblica, seguendo con fedeltà e trepidazione la serie, ha potuto scoprire non solo gli scandali e i retroscena, ma anche le prerogative ingiustificate e i meccanismi male oliati di Buckingham Palace. Ora, ricorderete che tempo fa si era pensato di anteporre a ogni puntata di The Crown un annuncio che specificasse l’ovvio: trattasi di finzione.

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Il discusso libro sulle “brutte verità” di Facebook

(ilpost.it, 25 luglio 2021)

Un libro scritto da due apprezzate giornaliste del New York Times, Sheera Frenkel e Cecilia Kang, uscito negli Stati Uniti il 13 luglio, è da alcuni giorni oggetto di estese attenzioni tra analisti e commentatori interessati all’ampio dibattito sui sociali network. Intitolato An Ugly Truth: Inside Facebook’s Battle For Domination, tratta delle responsabilità di Facebook nella diffusione di comportamenti legati alla disinformazione, all’incitamento all’odio, alle teorie del complotto e alla violenza. Le responsabilità sono principalmente definite in termini di interessi economici nella monetizzazione di contenuti divisivi e infondati, e in termini di mancata attivazione di tempestivi e appropriati protocolli di protezione, nonostante la consapevolezza delle infiltrazioni russe e di altri fenomeni relativi alla sicurezza nazionale all’interno dell’azienda.

Somodevilla / Getty Images

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Pippo Franco, il freak all’italiana candidato con Michetti

di Stefano Ciavatta (ilfoglio.it, 28 agosto 2021)

“Ho accolto il suo invito proprio per poter essere utile all’arte, settore dimenticato nella Capitale. Ho una visione ampia di quello che si può fare, nella mia vita non sono stato solo attore ma anche pittore, scrittore, ho lavorato molto con il teatro, è un mondo che mi appartiene e che conosco bene”. Oggi è schierato con la lista civica di Enrico Michetti, ma Franco Pippo “detto Pippo Franco” (come comparirà nelle liste) ha già due precedenti: nel 2006 alle politiche fu capolista Lazio per il Senato nella lista della Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, satellite della diaspora Dc dopo lo storico scioglimento, che aderiva alla Casa delle Libertà e presentò una lista unitaria alle elezioni con il Nuovo Psi di Gianni De Michelis.

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La storia dell’intrattenitore afghano ucciso dai talebani, un mese fa

(ilpost.it, 28 agosto 2021)

Negli ultimi giorni è circolato molto sui social, ripreso e commentato anche in Italia, il video della violenza subita da un uomo arrestato a luglio scorso a Kandahar, grande città dell’Afghanistan dov’erano già entrati i talebani. La persona ripresa nel video mentre è ammanettata e bloccata tra due uomini armati sul sedile posteriore di un’auto è stata identificata come il sessantenne Nazar Mohammad Khasha, più noto come Khasha Zwan, un personaggio conosciuto nella comunità locale, spesso protagonista di popolari video umoristici registrati e condivisi su TikTok da persone a lui vicine.

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La meraviglia del comunismo distopico firmato Ferragni

di Paolo Landi (ilfoglio.it, 21 agosto 2021)

Ci voleva Chiara Ferragni ad aggiornare, centocinquant’anni dopo, l’analisi teorica di Marx che in Salario, prezzo, profitto (1865) preconizzava l’abolizione del lavoro salariato, condizione che il filosofo riteneva indispensabile per la piena emancipazione dei lavoratori. Senza farsi paladina di lotte sociali, senza scontri sindacali, la leader italiana degli influencer dimostra come il nuovo capitalismo digitale stia subentrando, in maniera indolore, anzi decisamente glamour, alle economie di produzione, sovvertendole. È tipico del capitalismo assumere aspetti sempre nuovi, di pari passo allo sviluppo tecnologico: senza probabilmente saperlo, Ferragni ha posto le basi per relazionarsi in modo rivoluzionario con sé stessa, la sua forza lavoro, il suo tempo, le sue relazioni con gli altri, fornendo suggestioni inedite nelle considerazioni sul libero mercato.

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Morten Thorsby, il Greta Thunberg della Serie A

di Claudia Casiraghi (vanityfair.it, 22 agosto 2021)

“Il Greta Thunberg della Serie A”: così è stato soprannominato Morten Thorsby, calciatore norvegese partito in auto elettrica per onorare il contratto che lo lega alla Sampdoria. Thorsby, che nel Levante ligure si è offerto di ripulire il Monte Moro dai rifiuti lasciati dai turisti, ha sviluppato negli anni una sensibilità spiccata per la questione ambientale. E a questa ha deciso di dedicare ogni sua energia, coniugando sport e attivismo. Il centrocampista norvegese, per la stagione 2021-22, ha fatto una scelta all’apparenza banale: ha chiesto e ottenuto di cambiare il proprio numero di maglia, non più 18 ma 2.

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Joséphine Baker, diva militante

(ilpost.it, 23 agosto 2021)

Dopo anni di pressioni, petizioni e richieste, Joséphine Baker, artista, resistente e militante antirazzista, entrerà al Panthéon di Parigi, dove la Francia accoglie e celebra i morti onorati dalla patria. Baker sarà la sesta donna del Panthéon accanto a Simone Veil, la principale promotrice della legalizzazione dell’aborto in Francia, le scienziate Marie Curie e Sophie Berthelot, Germaine Tillion e Geneviève de Gaulle-Anthonioz, importanti figure della Resistenza al nazismo. E sarà la prima donna nera. Josephine Baker è ricordata dalla maggior parte delle persone come la stravagante intrattenitrice che ha guadagnato fama e fortuna a Parigi negli anni Venti, con il suo gonnellino di banane e i suoi capelli corti.

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