Archivi tag: celebrity politics

Blackout Tuesday: The Show Must Be Paused

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Moltissime persone stanno postando su Instagram delle foto interamente nere con l’hashtag #blackouttuesday per manifestare il proprio dissenso nei confronti del razzismo e degli abusi della polizia statunitense sugli afroamericani. L’iniziativa – chiamata Blackout Tuesday o Black Out Tuesday – era stata proposta venerdì da Jamila Thomas, dirigente dell’etichetta discografica Atlantic Records, e dalla sua ex collega Brianna Agyemang, come forma di protesta da parte del mondo della musica americana per la morte di George Floyd, ucciso durante un arresto violento della polizia a Minneapolis.BlackoutTuesday Continua la lettura di Blackout Tuesday: The Show Must Be Paused →

Il Liverpool in ginocchio per George Floyd

di Marco Beltrami (fanpage.it, 1° giugno 2020)

Anche il mondo del Calcio rende omaggio alla memoria di George Floyd e si schiera a sostegno del movimento Black Lives Matter per i diritti della comunità afroamericana. Tutti i calciatori del Liverpool si sono messi in ginocchio, imitando il gesto reso celebre da Colin Kaepernick, nel cerchio di centrocampo in occasione della prima giornata di allenamenti nello stadio di Anfield. Una presa di posizione che arriva dopo quella di altri calciatori come Weston McKennie, Jadon Sancho e Marcus Thuram.

Liverpool Football Club via Twitter
Liverpool Football Club via Twitter

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Lewis Hamilton contro il silenzio della Formula 1 sull’uccisione di George Floyd

di Enzo Boldi (giornalettismo.com, 1° giugno 2020)

Negli Stati Uniti proseguono le proteste, arrivate fino alla Casa Bianca, dopo l’uccisione di George Floyd. Il mondo si è indignato per quel che è successo la scorsa settimana a Minneapolis, ma c’è anche chi non si è espresso. Tra i tanti a rimanere in silenzio c’è il mondo della Formula 1, oggetto di un’aspra critica da parte del Campione del Mondo in carica. Lewis Hamilton su George Floyd sottolinea come le star del paddock non abbiano proferito parola su quel che è successo, sottolineando come l’intero Circus sia in mano ai “bianchi”.LewisHamilton Continua la lettura di Lewis Hamilton contro il silenzio della Formula 1 sull’uccisione di George Floyd →

George Floyd, tensioni a Minneapolis. LeBron James: «Ecco perché protestiamo»

(quotidiano.net, 27 maggio 2020)

Tornano in primo piano le tensioni razziali negli Stati Uniti, dopo che ieri un afroamericano – George Floyd, 46 anni – è stato ucciso da un agente di polizia che l’ha soffocato bloccandolo a terra e premendogli il collo con un ginocchio. «Lasciatemi, non riesco a respirare…» sono state le sue ultime, drammatiche parole. L’intera sequenza è stata filmata da una passante in un video choc che adesso scuote gli Usa.

LeBron James via Instagram
LeBron James via Instagram

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Come si previene il Coronavirus: lo spiega la hit “Pata Pata”

di Monica Coviello (vanityfair.it, 23 aprile 2020)

Pata Pata, la grande hit degli anni Sessanta della cantante sudafricana Miriam Makeba, torna in radio, ma con un testo diverso, per diffondere importanti nozioni sulla prevenzione del contagio da Coronavirus tra le popolazioni più vulnerabili. Il titolo della canzone, in lingua Xhosa, significa «tocca, tocca», ma la nuova versione, cantata dall’artista beninese Angelique Kidjo, incoraggia invece a «non toccare».Miriam Makeba (1969) Continua la lettura di Come si previene il Coronavirus: lo spiega la hit “Pata Pata” →

Chiara Ferragni ai propri seguaci dà un’idea di mondo

di Simonetta Sciandivasci (ilfoglio.it, 14 maggio 2020)

Noi la conoscevamo bene Chiara Ferragni. Bionda, influencer, ricca, milanese, cremonese, sposata a un arazzo, ape regina della contabilità – ha fatturato partorendo, sposandosi, allattando, cambiando pannolini; in sostanza, laddove noi maturiamo cambiali, ella fattura. E invece sapevamo così poco, e chissà quanto ancora ignoriamo e dovremo imparare, di lei, da lei.Ferragni_DenimDay Continua la lettura di Chiara Ferragni ai propri seguaci dà un’idea di mondo →

Netflix ha fatto un documentario sul libro di Michelle Obama, “Becoming”

(ilpost.it, 27 aprile 2020)

Michelle Obama ha annunciato su Twitter che dal 6 maggio su Netflix si potrà vedere un documentario su di lei e sul suo libro autobiografico, Becoming, un bestseller che ha venduto più di dieci milioni di copie. Il documentario racconta il tour promozionale fatto in 34 città per presentare Becoming, da cui prende il titolo.Michelle_Obama_Becoming Continua la lettura di Netflix ha fatto un documentario sul libro di Michelle Obama, “Becoming” →

Il virus e il Regno: torna il romanzo profetico di papà Johnson

(ansa.it, 6 maggio 2020)

Al centro della trama un virus misterioso e letale, del tutto simile a quello che qualche decennio più tardi ha rischiato di uccidere Boris, il suo figlio più celebre. Torna alla luce quasi come una profezia (o un monito) sotto forma di opera letteraria un romanzo scritto nel lontano 1982 da Stanley Johnson, padre dell’attuale primo ministro di Sua maestà e autore – trentotto anni orsono – di un thriller a tema, The Marburg Virus, ambientato tra Germania, Stati Uniti e Africa.The_Marburg_Virus Continua la lettura di Il virus e il Regno: torna il romanzo profetico di papà Johnson →

Meghan Markle “for president” (nel 2024)?

di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 23 aprile 2020)

Da quando Harry e Meghan sono atterrati col piccolo Archie in California, tutti si chiedono quali siano i nuovi piani della duchessa di Sussex. La Markle, ipotizzano i più, s’è stabilita a Los Angeles per coltivare il suo sogno più grande: tornare a recitare. L’ex attrice di Suits in effetti s’è già riaffacciata nel mondo dello spettacolo, ma dietro le quinte: come doppiatrice del documentario Disney Elephant a cui è stata dedicata anche la sua prima intervista televisiva dopo la Megxit.harry-and-meghan Continua la lettura di Meghan Markle “for president” (nel 2024)? →

Harry e Meghan, né reali né immaginari

di Carmelo Rapisarda (agi.it, 20 aprile 2020)

I duchi di Sussex, meglio noti al pubblico gossipparo con il più confidenziale binomio Harry e Meghan, hanno deciso che d’ora in poi non parleranno più con i tabloid britannici (The Sun, Daily Mail, Daily Express e Daily Mirror). Non intendono più «offrirsi come valuta di un’economia fatta di clickbait e deformazioni», hanno spiegato, affrettandosi a puntualizzare che ciò non ha nulla a che fare con il desiderio di «sottrarsi alle critiche».

Ph. Kirsty Wigglesworth / Ap
Ph. Kirsty Wigglesworth / Ap

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