Gli scandali sexy di Downing Street ricordano quelli di una serie tv

di Alessandra Sestito (agi.it, 2 luglio 2022)

Chissà se gli autori di Anatomia di uno scandalo si sono ispirati proprio alle vicende reali che si consumano a Downing Street per scrivere la famosa serie di Netflix basata sull’omonimo romanzo di Sarah Vaughan. Una nuova ventata di scandali a sfondo sessuale ha infatti investito il partito conservatore britannico e non riguardano soltanto la vicenda di Chris Pincher, ex vice capogruppo del partito, costretto ieri alle dimissioni per aver aggredito sessualmente due uomini in un club privato mercoledì sera, ma anche il primo ministro in persona. Nella lettera di dimissioni, Pincher si è giustificato dicendo di aver bevuto troppo, mettendo in imbarazzo sé stesso e altre persone ma, dai banchi dell’opposizione, Yvette Cooper, ministro degli Interni ombra, ha chiesto la sua sospensione immediata perché le accuse sono «estremamente gravi» e vanno «indagate formalmente».

Netflix

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A Wimbledon alcuni colori sono meno proibiti di altri

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 1° luglio 2022)

E così, a Wimbledon, alcuni colori sono meno proibiti di altri. La normativa che storicamente impone il bianco ai tennisti – causando da tempo scompensi fra i più pittoreschi, tipo Agassi – da un po’ si è rammollita attorno alla lettera del regolamento, che parla di tenuta “quasi completamente bianca”; tutto sta a decidere l’estensione di quel “quasi”. Quest’anno ad esempio è prevista un’eccezione o, meglio, un caso su cui i severissimi giudici chiudono entrambi gli occhi: quando il tennista indossi rimandi alla bandiera ucraina, allo scopo di esprimere solidarietà eccetera eccetera. Quindi, a rigore di norma, se quest’anno a Wimbledon uno non vuole vestire solo di bianco è obbligatorio che indossi il giallo e il blu.

Ph. Alberto Pezzali / Ap

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Israele: Yair Lapid è il nuovo primo ministro, provvisorio

(ilpost.it, 1° luglio 2022)

Da venerdì, Israele ha un nuovo primo ministro: il leader centrista Yair Lapid ha preso il posto di Naftali Bennett, che era in carica da poco più di un anno. La sostituzione fra i due era stata annunciata dieci giorni fa, quando il governo di cui fanno parte sia Bennett sia Lapid aveva proposto di sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni per via di grosse tensioni politiche interne alla maggioranza. Giovedì 30 giugno il Parlamento ha infine votato per la propria dissoluzione, mentre le elezioni sono state fissate al 1° novembre. Lapid resterà in carica fino alla formazione del nuovo governo, quindi quasi solo per gestire gli affari correnti. Bennett non era obbligato a dimettersi, ma ha spiegato di averlo fatto per via di un accordo politico preso con Lapid all’inizio dell’esperienza di governo.

Ph. Oded Balilty / Ap

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Addio al Gogol Center, ha chiuso il celebre teatro d’avanguardia russo

di Marta Allevato (agi.it, 1° luglio 2022)

Celebre per le messe in scena provocatorie e su temi “scomodi”, il teatro d’avanguardia più famoso di Russia, il Gogol Center di Mosca, ha tenuto ieri sera il suo ultimo spettacolo: un cambio ai suoi vertici, imposto dalle autorità, è stato letto come una chiusura di fatto, sullo sfondo dell’inesorabile assottigliamento degli ultimi spazi di dissenso in Russia. Trasformato in una sorta di oasi di libertà dal pluripremiato regista Kirill Serebrennikov – ora costretto all’esilio per le sue posizioni – il teatro ha tenuto il suo ultimo spettacolo, trasmesso anche in una diretta sui social. Mercoledì, il dipartimento della Cultura di Mosca aveva annunciato che i contratti con l’attuale direttore artistico e direttore del Gogol Center non sarebbero stati prorogati e che il teatro, che «ha lavorato sotto il nome di Gogol Center», sarebbe tornato al suo titolo originario: Teatro drammatico Nikolai Gogol.

Gogol Center via Facebook

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La cravatta non si porta più nemmeno nelle occasioni più incravattate

(ilpost.it, 28 giugno 2022)

Domenica pomeriggio i sette leader che rappresentano i Paesi membri del G7 sono stati fotografati alla fine di tre sessioni di incontri del summit che si sta tenendo in questi giorni in Germania. Oltre a Mario Draghi, Justin Trudeau, Olaf Scholz, Emmanuel Macron, Joe Biden, Boris Johnson e Fumio Kishida c’era solo una donna, Ursula von der Leyen, in rappresentanza dell’Unione Europea; ma c’è stato anche un altro dettaglio notato dai commentatori più attenti allo stile: i leader erano sì in abito, ma le loro camicie bianche avevano il colletto sbottonato, senza cravatta. Su Twitter, il giornalista esperto di abbigliamento maschile Derek Guy ha commentato la foto con un breve post introdotto da una frase lapidaria: «La cravatta è morta».

Ph. Martin Meissner / Ap

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Lady Diana e le sue sosia: come la principessa ingannava i paparazzi

di Roberta Mercuri (vanityfair.it, 13 aprile 2022)

Lady Diana, anche quando andava in vacanza, era perennemente inseguita dai paparazzi. La principessa, però, aveva trovato un ingegnoso stratagemma per prendersi gioco di loro: faceva amicizia con donne molto simili a lei, e le convinceva a scambiarsi i vestiti. Risultato: spesso i fotografi seguivano le sosia anziché la vera Diana. L’aneddoto è stato raccontato a Insider da Hannes Schneider, proprietario dell’hotel a cinque stelle Arlberg, in cui la moglie di Carlo d’Inghilterra soggiornava quando andava a sciare a Lech, sulle Alpi austriache. Negli anni Novanta, Diana andò a Lech coi figli William e Harry per cinque stagioni di fila. E così diventò amica di Schneider, al quale un giorno confidò, tutta divertita, la sua strategia anti-paparazzo.

Ph. Tim Graham / Getty Images

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Lo Spider-Man del Sudan, simbolo delle proteste contro il regime militare

di Andrea Antonazzo (fumettologica.it, 30 maggio 2022)

Nella giornata di ieri, in Sudan è stata dichiarata la fine dello stato di emergenza, imposto lo scorso ottobre all’indomani del colpo di Stato effettuato dal generale Abdel Fattah al-Burhan, da allora leader militare del Paese africano. Lo stato di emergenza aveva fin da subito sollevato numerose proteste a livello locale in tutto il Sudan, portando ad arresti politici e violenze da parte delle autorità nei confronti dei manifestanti. All’interno del movimento di resistenza si era imposto però come simbolo un uomo mascherato da Spider-Man, diventato persino protagonista di un documentario del Guardian.

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I fan dei Bts sono una cosa a sé

(ilpost.it, 23 giugno 2022)

Una settimana fa, durante un evento trasmesso su YouTube per celebrare nove anni di carriera, il gruppo musicale sudcoreano Bts – attualmente uno dei più famosi al mondo – aveva annunciato che si sarebbe preso una pausa per lasciare ai membri il tempo di dedicarsi a progetti solisti. La notizia era totalmente inaspettata, appena pochi giorni dopo l’uscita del loro ultimo attesissimo album, Proof. Qualche giorno dopo, la Korea Singers’ Association aveva rilasciato una dichiarazione in cui chiedeva al gruppo di riconsiderare la sua decisione «per il bene dell’industria musicale coreana». Alcuni fan dei Bts, che sono milioni in tutto il mondo e vengono chiamati Army (acronimo di “Adorable Representative MC for Youth”, ma anche “Esercito”), hanno commentato on line questa richiesta con indignazione, facendo notare che la scelta dei sette giovani membri del gruppo dovesse essere rispettata.

Bts via Facebook

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Ferragni e Segre, “passaggio di testimone” al Memoriale della Shoah

(huffingtonpost.it, 27 giugno 2022)

Dopo l’incontro privato a casa della senatrice, Chiara Ferragni ha accolto l’invito di Liliana Segre a visitare il Memoriale della Shoah di Milano. Nel corso della scorsa settimana, l’imprenditrice è stata in Piazza Edmond Jacob Safra, per scoprire, accompagnata da Liliana Segre «il luogo simbolo di una delle più grandi tragedie della storia recente, teatro delle deportazioni ad oggi rimasto intatto». «La nostra è stata una visita semplice, da nonna a nipote, un incontro tra generazioni, ma anche un passaggio di testimone», ha commentato Segre. «Quando i testimoni oculari non ci saranno più, dovremo fare affidamento su tutti quei cittadini che vorranno prendersi in carico la responsabilità di ricordare. Chi meglio di Chiara Ferragni allora, che ogni giorno parla con 27 milioni di persone?».

Chiara Ferragni via Instagram

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L’Ucraina si è inventata il merchandising di guerra

di Cristina Brondoni (wired.it, 15 giugno 2022)

La guerra in Ucraina si sta combattendo soprattutto sul fronte orientale, nel Donbass, dove la popolazione è allo stremo e l’esercito ucraino sta opponendo una strenua resistenza agli attacchi della Federazione Russa. Nella regione di Kyiv intere città, come Buča, Irpin’, Gostomel, Borodyanka, hanno subìto gravissimi danni e numerose perdite umane per i bombardamenti russi e per le esecuzioni sommarie in mezzo alla strada di civili inermi. E a Kyiv le sirene delle allerte aeree continuano a suonare, anche se con meno frequenza rispetto al recente passato. Anche solo un mese fa. Tutto questo dovrebbe portare a pensare, come logica conseguenza, a una popolazione annichilita, sconvolta. Sicuramente il ragionamento vale per qualcuno, ma non per tutti. Camminando per le vie Kyiv ci si imbatte, come in ogni Capitale del mondo, in bancarelle di souvenir.

Ph. Cristina Brondoni

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