Archivi categoria: Readings on Star Politics

La musica è il messaggio: la fede e il ritmo di Bob Marley

di Valeria Verbaro (hollywoodreporter.it, 16 febbraio 2024)

“Exodus, movement of Jah people”, inizia così, con un viaggio, un movimento, un flusso, il brano che dà il titolo all’album più celebre di Bob Marley & The Wailers, Exodus appunto. Quello che espande i confini della musica reggae, trasformandola forse per sempre. Portando, forse, in secondo piano nella diffusione di massa, la potenza politica, culturale e religiosa da cui nasce.

Paramount Films

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Il fantasma di Lenin spaventa anche Putin

di Marta Allevato (agi.it, 20 gennaio 2024)

A cento anni dalla sua morte, annunciata il 21 gennaio 1924, il fantasma di Lenin continua ad aleggiare sulla Russia e spaventa persino Vladimir Putin. Ne è convinto Gian Piero Piretto, già docente di Cultura russa alla Statale di Milano, che alla morte e alle esequie del padre della Rivoluzione d’Ottobre ha dedicato uno dei primi capitoli del suo recente saggio L’ultimo spettacolo (Raffaello Cortina Editore), dedicato ai funerali sovietici che hanno fatto la Storia.

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Opposizione Pop

di Valeria Braghieri (ilgiornale.it, 18 febbraio 2024)

Sono solo canzonette ma li hanno messi comunque alle strette, malgrado quanto si augurava Edoardo Bennato. La vera opposizione ai governi oggi arriva dalle note pop, o comunque da chi le intona. Il caso più eclatante è quello della diva in body e glitter Taylor Swift in America, l’ultimo in ordine di tempo è quello della formosa mora Mariana Lali Espósito in Argentina, quelli più seccanti – perché in casa nostra – l’altissimo rapper Ghali dal palco di Sanremo e l’enigmatico, surreale Dargen D’Amico dallo studio di Domenica in.

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L’italianità del Paese reale che guarda la tv per specchiarsi

di Guia Soncini (linkiesta.it, 13 febbraio 2024)

Ma quindi cos’è l’italianità? Include quelli coi genitori tunisini? Quelli con gli ascoltatori napoletani? Quelli che per una settimana non parlano d’altro che di Sanremo? Quelli che si vantano di non guardarlo? È più italiano chi parla dialetto o chi usa parole inglesi a casaccio? Chi si perde l’inizio del Festival perché a tavola non si guarda la tele o chi ordina sushi perché c’è Sanremo e figurati se cucino? Chi ha la residenza fiscale a Montecarlo o chi ce l’ha in Italia tanto incassa tutto in nero?

Pexels

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Le polemiche sulla canzone che ha vinto il Sanremo spagnolo

(ilpost.it, 8 febbraio 2024)

In questi giorni in Spagna si sta parlando moltissimo della canzone che la settimana scorsa ha vinto il Festival musicale di Benidorm e che rappresenterà il Paese alla prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, la principale competizione musicale europea: è stata scritta dal duo dei Nebulossa e s’intitola Zorra, la parola spagnola che indica la femmina della volpe, ma che molto più spesso è usata come termine dispregiativo con il senso di “prostituta”, “puttana”.

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Il gesto di Lukaku per il genocidio in Congo

(ansa.it, 15 febbraio 2024)

«Free Congo DR. Stop the genocide». Romelu Lukaku, belga di madre congolese, lancia tramite i propri social il suo messaggio al termine del match della Roma contro il Feyenoord. L’attaccante ha postato la foto della sua esultanza dopo il gol agli olandesi, in cui per celebrare la sua rete ha ripetuto il gesto che usavano fare nella recente Coppa d’Africa, durante l’esecuzione dell’inno, i giocatori della Repubblica Democratica del Congo.

Romelu Lukaku via Instagram

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Norman Jewison, quando l’impegno civile tende la mano al pubblico

di Lorenzo Ciofani (cinematografo.it, 23 gennaio 2024)

Norman Jewison non ha mai vinto un Oscar. In compenso, l’Academy gli ha conferito il Premio alla memoria Irving G. Thalberg, che consiste in un busto del leggendario direttore della Divisione Produzione della Mgm e celebra i “produttori creativi, i cui lavori riflettono delle continue produzioni cinematografiche di alto livello”. Questo perché Jewison, nato a Toronto nel 1927 e morto sabato 20 gennaio a 97 anni, i suoi film li ha diretti e prodotti, in un paio di occasioni anche scritti.

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I primi video di Joe Biden su TikTok

(ilpost.it, 12 febbraio 2024)

Domenica il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha aperto il suo account ufficiale sul social network cinese TikTok. Nel suo primo video, risponde alle domande di una voce fuori campo riguardanti il Super Bowl, la seguitissima finale del campionato di football americano che si è svolta proprio domenica sera: il video finisce con «Trump o Biden?» e la sua risposta «Stai scherzando? Biden».

@BidenHQ via TikTok

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Gratis et Ama dei. L’età del successo misurato in cuoricini

di Guia Soncini (linkiesta.it, 12 febbraio 2024)

Molti anni fa, quando tutto era diverso da ora nello spettacolo e nel giornalismo e ovunque, diverso in modi che rendono complicato farlo capire a chi conosce solo il mondo di ora, molti anni fa a una rivista di moda italiana venne offerta, da chi la vestiva in quel momento, la possibilità d’intervistare Madonna. Tutto era diverso tranne Madonna, che era già quel che è stata sempre negli ultimi quarant’anni: la massima diva mondiale, e una che qualunque giornale vorrebbe poter mettere in copertina, e anche una che non ha remore nel dire cose stronze quando ne ha voglia.

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