La maledizione di Capitol Hill

di Giampaolo Pioli (quotidiano.net, 4 agosto 2021)

È ormai per tutti “la maledizione del 6 gennaio”. Molti la definiscono la “sindrome mortale dell’assalto al Congresso”. Ma a morire questa volta non sono i dimostranti trumpiani che hanno assalito il tempio della democrazia Usa, bensì i poliziotti chiamati a difenderlo. Ieri le autorità di Washington hanno annunciato che altri due di loro si sono uccisi. Il totale adesso è di quattro agenti che si sono tolti la vita dopo essere stati chiamati a difendere il Campidoglio dagli assalitori. Accusati di incompetenza, disorganizzazione e mollezza perché non sono riusciti a bloccarli ma sono stati anzi selvaggiamente picchiati, diversi di loro, dopo le tragiche ore di scontri sulle scalinate e senza l’arrivo dei soccorsi, sono entrati in depressione.

Ph. Graeme Sloan / Bloomberg

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Nessuna sanzione per la protesta di Raven Saunders dal podio

di Marco Marangoni (agi.it, 4 agosto 2021)

Il Comitato Olimpico Internazionale ha annunciato di aver sospeso l’indagine nei confronti della vice campionessa olimpica di getto del peso Raven Saunders, venticinque anni, americana del South Carolina, che aveva alzato le braccia sul podio olimpico di Tokyo formando una “x” in segno di solidarietà verso il movimento Lgbt e verso gli oppressi. Il motivo è la morte della madre dell’atleta.

Ph. Ina Fassbender / Afp

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Righeira, Maradona e Japino: l’eco degli anni Ottanta nelle liste per le amministrative

di Claudio Bozza (corriere.it, 3 agosto 2021)

Johnson Righeira, Sergio Japino, Hugo Maradona… sembra l’inizio di una playlist che tra musica, tv e calcio ci rituffa negli anni Ottanta. E invece sono i tre vip scesi in campo per le prossime elezioni amministrative di ottobre, con liste che vanno da destra all’estrema sinistra. Il cantautore Stefano Righi, conosciuto come Johnson Righeira (oggi impegnato anche come vignaiolo) dell’omonimo duo musicale, autore di canzoni ancora oggi cult come Vamos a la playa e L’estate sta finendo, si candida consigliere comunale di Torino. Il suo nome comparirà nella lista civica Torino Città Futura.

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Vettel con maglietta e casco arcobaleno

di Giorgio Terruzzi (corriere.it, 1° agosto 2021)

Che una maglietta possa determinare un’azione disciplinare è un’assurdità difficile da comprendere. Eppure Sebastian Vettel è sotto processo in Ungheria per aver ostentato una t-shirt arcobaleno — con la scritta «Same love» e mascherina coordinata — durante la cerimonia che precede il Gran Premio. Atteggiamento a quanto pare giudicato irrispettoso nel Paese che l’arcobaleno vieta, al pari di altre libertà, secondo il volere del primo ministro Victor Orban.

Epa

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2022: Sarah Palin pensa a ritorno in politica

(ansa.it, 1° agosto 2021)

Sarah Palin valuta un ritorno in politica. L’ex governatrice dell’Alaska ed ex candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti lascia intravedere la possibilità di una sua candidatura al Senato nel 2022 contro la repubblicana Lisa Murkowski. «Se Dio vuole lo farò», ha detto Palin nel corso di un incontro con i cristiani conservatori. «E questa volta vi invito a esserci per me, perché l’altra volta non abbastanza persone mi hanno appoggiato».

Ansa

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Concerto per il Bangladesh: mezzo secolo di carità in musica

di Mauro Suttora (huffingtonpost.it, 29 luglio 2021)

È tutto cominciato cinquant’anni fa al Madison Square Garden di New York: l’era dei grandi concerti rock di beneficenza inizia il 1° agosto 1971 con quello per il Bangladesh, organizzato da George Harrison. Il più giovane e tranquillo dei Beatles era appassionato di India da quando, primo al mondo, inserì un sitar nella canzone Norwegian Wood. Poi l’infatuazione per il guru Maharishi, le inascoltabili nenie indiane piazzate nei dischi dei Fab Four e il pellegrinaggio collettivo sul Gange (dove fece gettare le sue ceneri nel 2001).

George Harrison page via Facebook

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L’intreccio tra complotti e populismo in Italia

di Alessandro Calvi (Voxeurop / internazionale.it, 8 luglio 2021)

Il 23 maggio in Piemonte è precipitata una funivia: l’incidente ha causato quattordici morti. Il mattino dopo, l’ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli, parlando alla radio, ha avanzato l’ipotesi di un attentato, poiché alcune delle vittime erano di origine israeliana. Il sospetto, come ammetterà lo stesso Mieli, poggiava però sul nulla. Questo episodio dimostra quanto sia facile, anche per i più “insospettabili”, scivolare dall’analisi della realtà verso teorie di natura complottistica, le quali, in genere, semplificano la complessità del reale, rassicurando chi le ascolta o costruendone l’identità.

Ph. Filippo Monteforte / Afp

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Il presidente polacco ci ha messo molto a congratularsi per la prima medaglia del suo Paese

(ilpost.it, 30 luglio 2021)

Mercoledì 28 luglio la Polonia ha vinto la sua prima medaglia alle Olimpiadi di Tokyo: un argento nel canottaggio, grazie al 4 di coppia femminile. Tra le quattro atlete di quell’equipaggio, la cui finale è terminata mentre in Europa era ancora piena notte, c’era Katarzyna Zillmann, che in un’intervista successiva alla gara ha ringraziato la sua compagna. Quel ringraziamento in Polonia ha un significato particolare, viste le posizioni e le misure adottate contro le persone Lgbtq+ del partito di governo Diritto e Giustizia, di destra e di ispirazione conservatrice e clericale, a cui appartiene anche il presidente Andrzej Duda.

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Modi mette le mani sul cinema indiano

di Rafia Zakaria (internazionale.it, 3 luglio 2021)

Il mondo conosce l’India attraverso i suoi film. Per più di un secolo gran parte dell’Asia Meridionale ha canticchiato i motivi di Bollywood, aspettando con ansia il prossimo successo. L’influenza dell’industria cinematografica indiana va oltre il subcontinente. Statunitensi, egiziani, nigeriani e milioni di persone in tutto il mondo hanno sculettato al ritmo delle scene di ballo dei suoi film. E ovviamente hanno anche potuto conoscere il Paese, nella misura in cui è possibile farlo attraverso uno schermo. Molto presto tutto questo potrebbe cambiare. Nelle prossime settimane e mesi il Bharatiya Janata Party (Bjp), il partito del primo ministro Narendra Modi, soffocherà sempre più il settore multimiliardario del cinema, che ogni anno produce più film di Hollywood.

Narendra Modi via Instagram

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Quando l’indipendenza era un cha cha

di Alain Mabanckou (Libération / internazionale.it, 2 luglio 2021)

Negli anni Sessanta, quando molti Paesi dell’Africa francofona stavano entrando uno dopo l’altro nell’era dei “soli delle indipendenze”, sentivamo in continuazione Joseph Kabasele, alias Grand Kalle, intonare le parole di Indépendance cha cha. Che senso ha una rivoluzione se non la si fa cantando? Scritta da Grand Kalle e cantata da Vicky Longomba, con il prodigioso Nico Kasanda, alias Docteur Nico, alla chitarra, questa canzone è diventata l’inno di emancipazione del continente nero. Alcuni dei padri fondatori della rumba congolese erano lì, pronti a immortalare quel momento storico. Un appuntamento da non perdere per nulla al mondo.

Luigi Bicco per Internazionale

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