Ora Trump litiga anche con Snapchat

di Luciana Grosso (ilfoglio.it, 4 giugno 2020)

Dopo Twitter, Snapchat: si allunga la lista dei social media con cui il presidente Donald Trump sta bisticciando, con buona pace dell’aver avuto proprio nei social – e nel profluvio di fake news che le loro pagine ospitavano senza battere ciglio – un formidabile alleato nella vittoria alle elezioni del 2016. Dopo la lite (chiamiamola così) della scorsa settimana tra il presidente e il suo social preferito, Twitter, reo di aver messo il disclaimer “questo contenuto riporta informazioni non vere” sotto un suo post, ora ne è arrivata un’altra: il presidente vs Snapchat.Trump-Snapchat Continua la lettura di Ora Trump litiga anche con Snapchat

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Tra le fiamme e i lacrimogeni spunta Batman a Philadelphia

di FIlippo Limoncelli (blitzquotidiano.it, 3 giugno 2020)

Da giorni molte le città americane sono in forte fermento a causa delle proteste organizzate dopo la morte di George Floyd, l’afroamericano di 46 anni ucciso da un agente di polizia durante un controllo a Minneapolis. I social sono stati invasi dai video delle proteste e proprio uno di questi è diventato virale perché immortala l’arrivo di Batman.Batman-Philadelphia Continua la lettura di Tra le fiamme e i lacrimogeni spunta Batman a Philadelphia

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«This is not Hollywood»: il capo della polizia di Houston contesta Trump

(leggo.it, 2 giugno 2020)

Non si placano le proteste, anche quelle violente, per la morte di George Floyd. In tutti gli Stati Uniti, le città continuano ad essere teatro di scontri e saccheggi e la tensione ora coinvolge anche tutti i livelli istituzionali. Mentre Donald Trump ha dato degli idioti ai governatori, ritenuti incapaci di fronteggiare le rivolte, al presidente degli Stati Uniti è arrivata una “bordata” da parte di Art Acevedo, capo della polizia di Houston, in Texas.Trump-Acevedo Continua la lettura di «This is not Hollywood»: il capo della polizia di Houston contesta Trump

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Secondo un tribunale australiano i media sono responsabili dei commenti ai loro post su Facebook

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Il tribunale d’appello del Nuovo Galles del Sud, in Australia, ha stabilito che giornali e televisioni che postano contenuti su Facebook sono responsabili dei commenti degli utenti sotto ai loro post. Secondo la sentenza, chi crea una pagina su Facebook incoraggia e facilita infatti la pubblicazione di commenti, di cui deve quindi rispondere.NewsCorpAustralia Continua la lettura di Secondo un tribunale australiano i media sono responsabili dei commenti ai loro post su Facebook

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La conferenza stampa di Trump con Bibbia e lacrimogeni

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Washington, la capitale degli Stati Uniti, è una delle decine di città americane dove lunedì, per il settimo giorno consecutivo, si sono tenute manifestazioni di protesta per la morte di George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso il 25 maggio a Minneapolis durante un arresto. Le persone che si erano raccolte intorno alla Casa Bianca sono state però disperse dalla polizia e dalla Guardia Nazionale, la principale forza militare di riservisti americana, per permettere al presidente Donald Trump di farsi fotografare davanti a una chiesa danneggiata domenica da un incendio.

Ph. Brendan Smialowski / Afp – Getty Images
Ph. Brendan Smialowski / Afp – Getty Images

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C’è maretta dentro Facebook

(ilpost.it, 1° giugno 2020)

Da alcuni giorni diversi dirigenti e dipendenti di Facebook stanno criticando in modo molto esplicito alcune decisioni prese dal ceo e fondatore della società, Mark Zuckerberg, sull’approccio da tenere riguardo alle proteste contro il razzismo che da giorni vengono organizzate in decine di città degli Stati Uniti. Lunedì più di dieci dipendenti hanno tenuto una specie di sciopero per chiedere un cambio di direzione. Le critiche si sono saldate alle accuse che Zuckerberg riceve da tempo riguardo alla scarsa eterogeneità della dirigenza di Facebook, composta prevalentemente da maschi bianchi.facebook_reactions Continua la lettura di C’è maretta dentro Facebook

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Trump o non Trump, che succede se ci mettiamo a trattare i social network da editori?

di Davide Ludovisi (wired.it, 29 maggio 2020)

Come spesso capita, Donald Trump ha sparigliato le carte in tavola. Con l’ordine esecutivo per ridurre la protezione legale dei social media rispetto ai contenuti pubblicati, è entrato a gamba tesa in un dibattito aperto da anni. Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e gli altri dovrebbero essere considerati degli editori a tutti gli effetti? Il problema è che Trump è una figura ingombrante. Non solo è il presidente degli Stati Uniti, ma è una persona dai poteri enormi che ci ha abituati ad azioni d’impulso.

Ph. Jonathan Ernst / Reuters
Ph. Jonathan Ernst / Reuters

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Blackout Tuesday: The Show Must Be Paused

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Moltissime persone stanno postando su Instagram delle foto interamente nere con l’hashtag #blackouttuesday per manifestare il proprio dissenso nei confronti del razzismo e degli abusi della polizia statunitense sugli afroamericani. L’iniziativa – chiamata Blackout Tuesday o Black Out Tuesday – era stata proposta venerdì da Jamila Thomas, dirigente dell’etichetta discografica Atlantic Records, e dalla sua ex collega Brianna Agyemang, come forma di protesta da parte del mondo della musica americana per la morte di George Floyd, ucciso durante un arresto violento della polizia a Minneapolis.BlackoutTuesday Continua la lettura di Blackout Tuesday: The Show Must Be Paused

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Il Liverpool in ginocchio per George Floyd

di Marco Beltrami (fanpage.it, 1° giugno 2020)

Anche il mondo del Calcio rende omaggio alla memoria di George Floyd e si schiera a sostegno del movimento Black Lives Matter per i diritti della comunità afroamericana. Tutti i calciatori del Liverpool si sono messi in ginocchio, imitando il gesto reso celebre da Colin Kaepernick, nel cerchio di centrocampo in occasione della prima giornata di allenamenti nello stadio di Anfield. Una presa di posizione che arriva dopo quella di altri calciatori come Weston McKennie, Jadon Sancho e Marcus Thuram.

Liverpool Football Club via Twitter
Liverpool Football Club via Twitter

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