Archivi tag: capelli

Ora Donald Trump ha i capelli strawberry blonde

di Alessandra Paudice (vanityfair.it, 28 agosto 2023)

Donald Trump non ha nulla da imparare dalle star di Hollywood su come mantenere sempre desta l’attenzione su di sé. Lo ha dimostrato anche in occasione della diffusione della sua foto segnaletica per l’arresto avvenuto nella contea di Fulton, ad Atlanta, durato solo venti minuti, perché il tycoon è stato rilasciato dopo il pagamento di una cauzione di 200mila dollari.

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Iran, la matita della rivoluzione

di Marta Allevato (agi.it, 13 gennaio 2023)

La Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, precipita al suolo perdendo una scarpa in volo fino a raggiunge il defunto dittatore libico, Muammar Gheddafi, già affondato in una pozza di sangue. La scena è disegnata dal più celebre vignettista iraniano, Mana Neyestani, ed è stata scelta per la copertina della prima rivista pubblicata in Francia dalla diaspora per raccontare, in tempo reale, le proteste in corso da 4 mesi in Iran e che molti già descrivono come la “rivoluzione” che porterà alla fine della Repubblica islamica.

neyestanimana via Instagram

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In Sudan i rasta lottano contro pregiudizi e repressione

(Afp / internazionale.it, 13 dicembre 2022)

Con i suoi lunghi dreadlock, il suo cappello penzolante e la sua passione per il reggae, Abdallah Ahmed, 31 anni, sa da tempo che il suo stile rasta può costare caro nel suo Paese, il Sudan. Se in Giamaica l’imperatore etiope Hailé Selassié è considerato un messia dai suoi fedeli rasta, in Sudan, Paese con una netta maggioranza musulmana, il rastafarianesimo è un movimento più culturale che spirituale.

Ph. Ashraf Shazly / Afp

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Doppie punte e Ayatollah

di Guia Soncini (linkiesta.it, 7 ottobre 2022)

«Non è un problema di doppie punte, vorrei segnalare: è una tragedia collettiva e una rivoluzione possibile»: l’ha scritto cinque giorni fa Concita De Gregorio, giacché quelle parecchio brave sono capaci di intercettare in anticipo il materiale umano su cui ti verrà voglia di soffermarti più tardi. L’ha scritto prima che Isabelle Adjani e a scendere tutte le più belle attrici del cinema francese facessero dei video che somigliano alla parte più tenera di noi, quella che si raccomanda col parrucchiere di non tagliare troppo.

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Il nuovo taglio portafortuna della Meloni

di Lorenzo Attianese (ansa.it, 27 settembre 2022)

Un nuovo taglio portafortuna, così come fa sempre alla vigilia di momenti importanti. E un look semplice ma deciso, «nel quale ogni donna possa identificarsi». Giorgia Meloni ha aspettato il silenzio elettorale per il suo rito scaramantico alla vigilia di ogni nuovo inizio: questa volta il taglio di capelli ha coinciso col trionfo del suo partito, primo in tutta Italia. A raccontare l’ennesima trasformazione della possibile futura premier e leader di Fratelli d’Italia è il suo hair-stylist, Antonio Pruno, parrucchiere dei vip, che ha un salone a due passi da Piazza di Spagna a Roma. «Con il silenzio elettorale nel week-end Giorgia, che per me è anche un’amica, si è presa una pausa e così mi sono potuto dedicare a lei. Cambia look ogni volta che deve fare una scelta o affrontare un cambiamento nel suo lavoro, del resto per lei sono sempre stato un portafortuna» spiega Pruno, che per Meloni ha scelto un bob lungo leggermente più corto davanti, così come un biondo più deciso.

Antonio Pruno via Facebook

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Tagliarsi i capelli per protesta

di Susanna Macchia (vogue.it, 20 settembre 2022)

Le donne iraniane si tagliano i capelli per protestare contro l’uccisione di Mahsa Amini, la giovane di appena 22 anni arrestata dalla polizia di Teheran e morta in ospedale in seguito ai maltrattamenti subiti dagli agenti. Oltre ai raduni nelle piazze, le donne stanno protestando a colpi di forbici, pubblicando in Rete video, diventati virali, di loro mentre si tagliano i capelli. È un gesto molto forte, molto significativo ed esplicito. Politico a tutti gli effetti. Tagliarsi i capelli, stravolgendo la propria immagine e sacrificando un elemento così importante della propria immagine, è un gesto più esplicito di tante parole. Ma facciamo un passo indietro e raccontiamo la storia di Masha Amini. Una ragazza come tante, andata a Teheran in visita ai parenti, secondo Amnesty International «arrestata in modo arbitrario dalla cosiddetta polizia della moralità» con l’accusa di aver indossato l’hijab in modo improprio.

Ansa

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Poco donne. I capelli di Liz Truss e la disparità di genere

di Guia Soncini (linkiesta.it, 7 settembre 2022)

Cominciamo dalla mia grande preparazione in fatto di politica estera: fino a sei domeniche fa non avevo mai sentito nominare Liz Truss, che da lunedì è il nuovo capo dei conservatori inglesi, e quindi il loro nuovo primo ministro. Cominciamo dal mio approccio per niente superficiale alla politica: quando a fine luglio ho ritagliato quell’articolo su Liz Truss volevo vedere che faccia avesse, e cercandone le foto d’archivio la prima cosa che ho notato è quanti colori di capelli avesse cambiato. Ho pensato: ah, un altro caso Hillary Clinton. Se eravate vive negli anni Novanta ve ne ricorderete: i giornali pubblicavano pagine di foto coi cambiamenti di pettinatura di Hillary; se eravate vivi negli anni Novanta non ve ne sarete accorti: erano cambiamenti troppo impercettibili per lo sguardo maschile.

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Dietro la chioma della Botteri la subcultura del conformismo analfabeta

di Fulvio Abbate (huffingtonpost.it, 13 gennaio 2021)

L’Affaire I-Capelli-della-Botteri, tragico a dirsi, è politicamente assai più rilevante di quanto non possa apparire invece ai molti distratti. Il fatto che abbia avuto inizio tra le maglie della satira di Striscia la notizia su Canale 5 nulla toglie alla sua essenza profonda, se non assoluta, alla sua desolante realtà. Assodato ancora che alla satira tutto deve essere concesso, pena l’assenza di doverosa ironia in chi volesse denunciare lo scempio laddove è invece doveroso mettere i baffi alla Gioconda. Ma qui il nodo è davvero altrove. In realtà, al di là di chi sia stato lo spinterogeno primo a mettere in moto l’intera questione, il Caso Botteri presenta e insieme conferma alcuni segnali subculturali, temo endemici, molto evidenti.GiovannaBotteri_capelli_Striscia Continua la lettura di Dietro la chioma della Botteri la subcultura del conformismo analfabeta →

Salviamo il nostro futuro: intervista a Jane Fonda

di Laura Pezzino (vanityfair.it, 21 ottobre 2020)

«La rivoluzione inizia dai muscoli» è una frase che viene attribuita a Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori degli Stati Uniti d’America. Che l’abbia detta oppure no, Jane Fonda ne ha fatto il proprio motto, stipandovi dentro tutto un arcobaleno di significati riassumibili così: il vero cambiamento incomincia con un’azione che coinvolge il proprio corpo. Poco prima del lockdown, Jane Fonda si era lasciata crescere i capelli bianchi e, col senno di poi, non avrebbe potuto scegliere momento migliore. Per lei, cambiare taglio o pettinatura non era mai stato un atto neutrale, anzi.

Ph. Rachel Luna / Getty Images
Ph. Rachel Luna / Getty Images

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Diana, la principessa ribelle

di Igiaba Scego (esquire.com, 19 settembre 2020)

Molte mie amiche somale hanno a casa una foto di Lady Diana. È strano vederla lì in mezzo a foto di famiglia e versetti del Corano. Sembra apparentemente fuori posto con la sua chioma bionda e la pelle traslucida. Ma poi le mie amiche mi hanno sempre detto che lei è dove deve stare, «Non lo capisci che è una di famiglia?». Lady Diana non ha mai avuto legami con la Somalia o la comunità somala. Non ci è mai andata in viaggio ufficiale e non penso che ne abbia parlato in uno dei suoi discorsi. Ma nonostante l’assenza di legami, lei ha avuto sempre un ruolo nel cuore delle somale e dei somali.DianaSpencer-SamMcKnight Continua la lettura di Diana, la principessa ribelle →