Archivi tag: propaganda

Nell’era della morte del contesto forse il problema non è la blackface

di Guia Soncini (linkiesta.it, 26 giugno 2020)

«Le idee non sono più quel che ti fa vincere le campagne elettorali. Tantomeno i valori. Oggigiorno, a venire eletto è quello più bravo ad attirare l’attenzione. Se P.T. Barnum fosse vivo, sarebbe il nostro prossimo presidente». «Non mi è mai piaciuto il circo. Quei poveri elefanti». (Dialogo tra un candidato presidente e Gwyneth Paltrow nella seconda stagione di The Politician).blackface Continua la lettura di Nell’era della morte del contesto forse il problema non è la blackface →

Twitch sospende il canale di Donald Trump

(huffingtonpost.it, 30 giugno 2020)

Twitch, piattaforma live streaming di proprietà di Amazon, ha annunciato di aver sospeso temporaneamente il canale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per “condotta carica d’odio”. Il sito ha citato due violazioni delle regole. In un video rilanciato ora della campagna elettorale del 2015 il tycoon accusa il Messico di mandare tramite il confine droga, criminali e stupratori.Twitch_suspends_Trump Continua la lettura di Twitch sospende il canale di Donald Trump →

Reddit ha chiuso The_Donald, il gruppo dei fan di Trump

(ilpost.it, 29 giugno 2020)

Reddit ha chiuso il suo più grande gruppo (subreddit) che riuniva i sostenitori del presidente Donald Trump, e che da tempo era accusato di razzismo e messaggi d’odio. Il canale, che si chiamava The_Donald, aveva più di 790mila iscritti, e postava meme, video virali e messaggi a sostegno di Trump. Da anni, molti dei meme più virali su Trump finiti su Facebook e Twitter provenivano dal gruppo The_Donald.Reddit_The_Donald Continua la lettura di Reddit ha chiuso The_Donald, il gruppo dei fan di Trump →

I Rolling Stones diffidano Trump

(agi.it, 28 giugno 2020)

I Rolling Stones hanno intimato al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di non usare più le loro canzoni nei suoi comizi o per la sua campagna elettorale. La presa di distanza arriva dopo che la campagna di Trump ha usato la canzone You can’t always get what you want al raduno della scorsa settimana a Tulsa, in Oklahoma. Lo stesso brano venne utilizzato nella prima campagna di Trump, per le elezioni presidenziali del 2016.Stones_vs_Trump Continua la lettura di I Rolling Stones diffidano Trump →

Dopo De Donno a Mantova, spunta Zangrillo sindaco a Milano

di Gianmichele Laino (giornalettismo.com, 29 giugno 2020)

La presenza molto invasiva di scienziati (non sempre virologi, ma medici e ricercatori) in televisione in questi mesi – al di là dell’emergenza informativa causata dal Coronavirus – qualche sospetto deve farlo venire. Anche perché, se le indicazioni dei virologi sembravano essere fondamentali all’inizio per conoscere aspetti ed evoluzioni della pandemia, adesso questa presenza rischia di trasformarsi in vero e proprio agone, viste le opinioni discordanti che tanti scienziati stanno dando in pasto all’opinione pubblica.Berlusconi_Zangrillo_2013 Continua la lettura di Dopo De Donno a Mantova, spunta Zangrillo sindaco a Milano →

Lino Banfi testimonial del governo per l’uso corretto della mascherina

(blitzquotidiano.it, 26 giugno 2020)

Lino Banfi torna protagonista della vita politica del governo. L’attore pugliese è, infatti, stato chiamato da Palazzo Chigi per uno spot che promuove l’utilizzo della mascherina contro il Coronavirus. Nel breve filmato il comico di Andria dimostra con i fatti e spiega a parole come indossare correttamente il dispositivo di protezione individuale. In particolare, ha spiegato Palazzo Chigi su Twitter rilanciando il video, Lino Banfi è «il testimonial di una campagna del Ministero della Salute per promuovere l’uso corretto della mascherina, un presidio indispensabile per la Fase 2 nella prevenzione contro il Covid-19».Coronavirus_LinoBanfi Continua la lettura di Lino Banfi testimonial del governo per l’uso corretto della mascherina →

TikTok, K-pop e il flop di Trump a Tulsa

di Paolo Mossetti (wired.it, 22 giugno 2020)

Tenendo fede al suo stile, il presidente degli Stati Uniti ce l’aveva messa tutta per fare del suo ritorno in campo un momento di tensione: oltre alle parole incendiarie delle scorse settimane sulle manifestazioni contro il razzismo, c’era stata la scelta della data per il primo comizio dall’inizio della crisi da Coronavirus, e cioè il 19 giugno, che era sembrato uno sfregio a Black Lives Matter e agli afroamericani: proprio il Juneteenth, ovvero il giorno che commemora la liberazione degli schiavi dopo la Guerra Civile, e proprio a Tulsa, in Oklahoma, dove nel 1921 una folla di suprematisti bianchi aveva massacrato dozzine di neri nel quartiere di Greenwood.

Ph. Win McNamee / Getty Images
Ph. Win McNamee / Getty Images

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Balle, bolle e bulli

di Guido Vitiello (ilfoglio.it, 20 giugno 2020)

Diceva Nabokov che i romanzi di Hemingway sono tutti bells, balls and bulls: campane, coglioni e tori. I social network, invece, sono per lo più balle, bolle e bulli, ossia demagoghi gradassi che rifilano menzogne ai popolatori delle loro echo chamber per galvanizzarli e incitarli. La corrida di queste settimane, con i toreri di Facebook e Twitter che infilzano banderillas sulla groppa del toro sbuffante della Casa Bianca, sempre più frastornato, è forse l’avvisaglia di una resa dei conti epocale, ma invita anche a qualche considerazione sconfortante sul tragitto che ci ha portati fin qui.

Amira Lin / Pixabay – Facebook
Amira Lin / Pixabay – Facebook

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La famiglia di Tom Petty diffida Trump

(ansa.it, 22 giugno 2020)

La famiglia del defunto musicista americano Tom Petty ha diffidato formalmente Donald Trump dall’usare nella sua campagna elettorale il brano I won’t back down, come ha fatto lo scorso 20 giugno nel comizio di Tulsa, in Oklahoma. Una campagna – hanno scritto su Twitter Adria, Annakim, Dana e Jane Petty – che «si è lasciata alle spalle troppi americani e il buon senso». «Siamo fermamente contro il razzismo» spiegano «e ogni tipo di discriminazione. Tom Petty non avrebbe mai voluto che una sua canzone fosse usata per una campagna d’odio».Petty_vs_Trump Continua la lettura di La famiglia di Tom Petty diffida Trump →

Vera Lynn: la voce come rifugio, cura e consolazione

di Paola Peduzzi (ilfoglio.it, 19 giugno 2020)

La voce che accudisce, che calma, che custodisce, che cura: questa era la voce di Vera Lynn per gli inglesi in guerra negli anni Quaranta e poi anche dopo, quando è tornata la pace ma non è passato – non passa mai – il bisogno di farsi rassicurare, e di farsi amare. Vera Lynn, “cantante patriottica” come è stata sbrigativamente definita ieri, è morta a 103 anni e il tributo è stato spontaneo e immediato: le sue canzoni più famose sono state trasmesse ovunque nel Regno Unito, la Rete si è riempita di video di cortili con persone a distanza di sicurezza che ascoltano insieme Vera Lynn.

Ph. Luciana Guerra / PA Images – Getty Images
Ph. Luciana Guerra / PA Images – Getty Images

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