Archivi tag: propaganda

Il poker, i bari e la comunicazione politica al tempo dei social

di Antonio Preiti (huffingtonpost.it, 5 agosto 2019)

Le fake news stanno ai social come i bari stanno al poker: al bando i bari, ma bisogna imparare il poker. La questione più intrigante è per quale maledetta ragione il poker proprio non lo si vuole imparare. Cominciamo dal poker, vediamo i bari e poi ci inoltriamo nel campo minato dell’impossibilità (asserita, non dimostrata) di giocare a poker.

Alexsl via Getty Images
Alexsl via Getty Images

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Salvini, il foodblogger che manca all’Italia

di Arianna Cavallo (ilpost.it, 7 settembre 2019)

Poco prima delle 19 del 4 settembre 2019, alla vigilia del giuramento del nuovo governo, Matteo Salvini ha aggiornato la sua biografia su Twitter, arrendendosi al passaggio da ministro dell’Interno a leader della Lega anche nell’identità di cui pare avere più bisogno, quella sui social.1 Continua la lettura di Salvini, il foodblogger che manca all’Italia →

Come sarebbe la politica italiana senza like sui social network?

di Dino Amenduni (wired.it, 31 luglio 2019)

Immaginate l’attuale scenario della comunicazione politica italiana sui social media, ma con un fondamentale cambiamento: il numero dei mi piace sotto i post dei vari Matteo Salvini, Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Nicola Zingaretti non più visibile al pubblico, ma solo all’autore del post… cambierebbe tutto. Oppure no?

Natalie Matthews Ramo / Slate
Natalie Matthews Ramo / Slate

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Il Capitano e la campionessa, Fede e rosario

di Fulvio Abbate (huffingtonpost.it, 3 settembre 2019)

Un rosario per Federica Pellegrini. Tatuato sulla schiena, anzi, più opportunamente, sul costato, un rosario appena accampato sul suo corpo, ultimo fra altri, lo stesso che adesso la campionessa nuotatrice ha scelto di mostrare mentre prende forma. Un rosario che, nell’ordine, si aggiunge a un’Araba Fenice, alla scritta “rock’n’roll”, al logo delle Olimpiadi, un drago, tre rose sempre lì sul costato, una dedica al fratello.

Ansa / Instagram
Ansa / Instagram

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Guerra politica in casa Marvel: censurato Art Spiegelman

di Marco Giusti (dagospia.com, 19 agosto 2019)

Apolitico? Apolitico un cazzo! Art Spiegelman, il geniale e celebrato autore di Maus, massima autorità internazionale di comic books, santone della cultura ebrea-newyorkese, è furibondo con la Marvel e con il suo CEO, il miliardario Isaac “Ike” Perlmutter, che gli hanno censurato la dotta introduzione per un librone de luxe dedicato alla Marvel e ai suoi supereroi. Devi tagliare la parte politica, gli ha detto un editor, “devi essere apolitico”.

Marvel Comics
Marvel Comics

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Il ducetto postmoderno

di Paolo Ercolani (lurtodelpensiero.blogautore.espresso.repubblica.it, 22 agosto 2019)

A più persone dovrebbe sorgere il dubbio di essersi talmente concentrate sulle sciocchezze elargite da Salvini a piene mani, alcune delle quali sicuramente gravi, da averne ignorato il dato sostanziale di fondo: l’inconsistenza culturale e politica. Fra balli sfrenati in spiaggia, felpe sbarazzine, divise improbabili ed espliciti ammiccamenti all’armamentario della simbologia fascista (e mafiosa), infatti, è passato in secondo piano il fatto che ci troviamo di fronte a un furbissimo ragazzo di oltre quarant’anni che, piaccia o meno, è però del tutto inadeguato a recitare qualsiasi ruolo di primo piano nella guida di un Paese come l’Italia.

Giacomo Licata via Facebook
Giacomo Licata via Facebook

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Rai? Mediaset? No, ormai chiamatela TeleSalvini

di Lady V (linkiesta.it, 29 luglio 2019)

Se Matteo Salvini volesse fondare una televisione tutta sua, oggi avrebbe l’imbarazzo della scelta in fase di casting. Da qualche mese stiamo assistendo a uno spettacolo miserevole, un festival della spudorata faziosità sovranista in cui giornalisti e conduttori sembrano fare a gara a chi lecca meglio i piedi del ministro degli Interni.MarioGiordano_Fuori_dal_coro Continua la lettura di Rai? Mediaset? No, ormai chiamatela TeleSalvini →

La petizione su Change per nominare “Salvini Premier”

(giornalettismo.com, 19 agosto 2019)

D’accordo. Ci direte che le petizioni su Change.org ormai si fanno per qualsiasi cosa, fosse anche l’abolizione dell’ananas sulla pizza nei ristoranti per turisti a Roma. Ma dobbiamo considerare un fenomeno – per fortuna marginale – che, come ogni cosa che avviene sul Web, potrebbe ingigantirsi a macchia d’olio e, in futuro, giocare un ruolo sempre più importante. Tra le prime tendenze di Twitter, questa mattina, c’è una petizione per Salvini Premier.petizione-Salvini-premier Continua la lettura di La petizione su Change per nominare “Salvini Premier” →

Il governo Conte in 14 indimenticabili post

di Francesco Oggiano (wired.it, 10 agosto 2019)

Il post-Conte – ora che la crisi di governo è una realtà conclamata – non può che iniziare da lì: dai post dei suoi vice e dei suoi ministri. Ora che il governo più Twitter-dipendente di sempre si appresta a ricominciare una nuova campagna elettorale (qualora avesse mai terminato quella precedente), è forse il caso di ricordarlo attraverso i suoi interventi politici (in senso lato) su Facebook, Twitter e Instagram.

Ph. Miguel Medina / Afp / Getty Images
Ph. Miguel Medina / Afp / Getty Images

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Perché i 5 Stelle sono diventati il mostro di Frankenstein (e la colpa è tutta di Grillo)

di Massimo Nava (linkiesta.it, 9 agosto 2019)

C’è qualche cosa di intrinsecamente melodrammatico nella parabola discendente del Movimento 5 Stelle e del guru che lo ha immaginato, promosso, lanciato con intelligenza e passione, eretto a paradigma sociale e culturale di valori alternativi, motore del cambiamento, crocevia di speranze, prateria di consenso politico.

Ph. Marco Bertorello / Afp
Ph. Marco Bertorello / Afp

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