Archivi tag: propaganda

San Valentino instrumentum regni: quell’ossessione sovranista per i simboli religiosi

di Andrea Fioravanti (linkiesta.it, 24 ottobre 2019)

Salvini bacia il rosario, Meloni invoca «Dio, padre e famiglia», Conte confessa di avere nel portafoglio il santino di Padre Pio. Quando si tratta di fare campagna elettorale ogni mezzo è lecito, e i politici italiani usano la religione per ottenere qualche voto in più. L’ultimo esempio è quello di Luigi Di Maio che mercoledì, al santuario di San Valentino a Terni, ha chiesto al Santo di proteggere «tutte le persone innamorate del bene comune. L’amore per la cosa pubblica e per il Paese salveranno questa nazione».

Adnkronos
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Il calcio è una cosa troppo seria

di Giovanni Francesio (ilfoglio.it, 19 ottobre 2019)

Hai voglia a dire che bisogna tenere la politica fuori dagli stadi. Anche mio nonno me lo diceva sempre, “non bisogna mescolare politica e sport”, poi però tifava contro il Brasile perché Socrates era comunista. Non c’è niente da fare: la politica, negli stadi, ci entra sempre, e da tutte le parti. Nell’ultima settimana abbiamo visto davvero di tutto.

uefa.com
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Forse il sostegno dei calciatori turchi a Erdogan non è così sentito

di Vincenzo Martucci (agi.it, 15 ottobre 2019)

L’Europa libera s’indigna, il mondo libero s’indigna, l’umanità s’indigna. La guerra scatenata dai turchi contro i curdi sul confine con la Siria ci invia immagini terrificanti, con migliaia di civili in fuga, devastazioni, morti, distruzioni e, in parallelo, ci mostra sconvolgenti manifestazioni di solidarietà al presidente Erdogan da parte di atleti turchi che ospitiamo nelle nostre squadre.

Ph. Ozan Kose / Afp / Getty Images
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Tutti i calciatori turchi fanno il saluto militare per Erdogan

(giornalettismo.com, 12 ottobre 2019)

Cosa accade quando la politica mette i bastoni tra le ruote allo sport? Quello che stiamo vedendo in questi giorni sui social. Sono in molti a prendere posizione in merito all’offensiva turca in Siria voluta da Erdogan, e i calciatori non fanno eccezione.

Ph. Huseyin Aldemir / Reuters
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Cosa possono e non possono dire i politici su Facebook

(ilpost.it, 25 settembre 2019)

Nick Clegg, vice primo ministro del Regno Unito tra il 2010 e il 2015 e oggi responsabile degli affari globali e della comunicazione di Facebook, ha annunciato che Facebook adotterà nuove regole sui contenuti pubblicati dai politici. Durante il festival della rivista The Atlantic, a Washington D.C., Clegg ha detto che i post dei politici su Facebook non saranno più sottoposti alle normali linee guida del social network.

newsroom.fb.com
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Le magie del deepfake: Renzi appare e insulta tutti

di Jaime D’Alessandro (repubblica.it, 25 settembre 2019)

È solo un esempio, non prendetelo per buono. Anche perché si capisce che c’è qualcosa che non va. Ma dà un’idea di cosa si possa fare con il deepfake, l’uso di intelligenza artificiale che manipola un video applicando sul volto del protagonista la faccia di qualcun altro in tempo reale. A Striscia la notizia, ad esempio, c’era un Matteo Renzi che straparlava fra battute al vetriolo e commenti sui suoi avversari politici.

open.online
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La Bella e la Bestia: i due volti dell’Italia

di Nicola Mirenzi (huffingtonpost.it, 20 settembre 2019)

Lei è la Bella. Lui è la Bestia. Lei influenza la moda, il costume, i desideri delle persone. Lui la politica, l’umore pubblico, il linguaggio collettivo. Lei è internazionalissima. Lui è il custode dei confini italiani. Lei è Chiara Ferragni, lui è Matteo Salvini. In comune, hanno la strepitosa capacità di usare i social network, il successo e un Paese che li segue. O, forse, sono due paesi diversi.Salvini-Ferragni Continua la lettura di La Bella e la Bestia: i due volti dell’Italia →

Richard Nixon? Forse non fu un grande politico, ma fu un ottimo musicista

(linkiesta.it, 10 settembre 2019)

Un politico farebbe di tutto pur di distogliere l’attenzione da uno scandalo che lo riguarda. Anche mettersi a suonare il pianoforte. Lo fece, per fare un esempio, il presidente americano Richard Nixon: [il 7 marzo 1974, N.d.C.] proprio al picco del caso Watergate, per dare un’immagine più simpatica di sé, si prestò ad accompagnare la cantante Pearl Bailey durante la cena dedicata all’Associazione dei Governatori (c’era anche Ronald Reagan, in quanto governatore della California).east-room-1974-bailey-nixon Continua la lettura di Richard Nixon? Forse non fu un grande politico, ma fu un ottimo musicista →

Il primo capitano nero del Sudafrica di rugby

di Pietro Cabrio (ilpost.it, 17 settembre 2019)

La storia contemporanea del Sudafrica è stata scandita anche dal rugby, il suo sport nazionale. Nel Novecento, durante i quarant’anni di apartheid – la sistematica discriminazione e segregazione dei neri – la nazionale di rugby sudafricana fu il vanto dei boeri, la minoranza bianca, ricca e segregazionista del Paese. Quando invece il regime dell’apartheid venne abolito e dichiarato crimine contro l’umanità, la stessa nazionale divenne inaspettatamente il primo grande simbolo popolare del nuovo Sudafrica unito.

Getty Images
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Troppa cattiva televisione può portare al populismo?

di Oliver Burkeman (“The Guardian” / internazionale.it, 28 agosto 2019)

Di questi tempi il mondo è così confuso, politicamente parlando, che è facile pensare che lo siano anche i motivi per cui ci confonde. E se invece fossero semplici? E se, per esempio, una delle ragioni dell’ondata di populismo degli ultimi anni – Trump, la Brexit, l’ascesa dell’estrema destra in Europa – fosse che gli elettori hanno visto troppa tv spazzatura, che gli ha mandato in pappa il cervello?

Ph. Andy Ryan / Getty Images
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