Archivi categoria: Readings on Star Politics

“Civil War”, saggio sulla morte del giornalismo in un’America dilaniata

di Andrea Fioravanti (linkiesta.it, 17 aprile 2024)

Il segreto di un film distopico riuscito è raccontare una versione del futuro prossimo allo stesso tempo inquietante e verosimile. Negli anni Cinquanta, gli americani esaltati dal sogno spaziale si rannicchiavano impauriti nelle poltroncine del cinema, guardando sul grande schermo i marziani invadere la Terra ne La guerra dei mondi.

Ph. Murray Close / A24 via The Associated Press

Continua la lettura di “Civil War”, saggio sulla morte del giornalismo in un’America dilaniata

Katherine Dunham, la pioniera della black dance

di Marino Niola (repubblica.it, 1° gennaio 2024)

Dio si serve di chi danza per rivelare sé stesso, diceva Raimon Panikkar, il grande filosofo della religione catalano. Doveva pensarla così anche Katherine Dunham, la grande ballerina americana, che trasformò la danza in una forma suprema di conoscenza degli altri popoli. Perché è un’arte che mette in gioco il corpo e la mente, la ragione e le emozioni, la scienza e la poesia.

Getty Images

Continua la lettura di Katherine Dunham, la pioniera della black dance

Twitter e il pasticcio imbarazzante dei post modificati

di Emanuele Capone (lastampa.it, 14 aprile 2024)

Il cambio di nome da Twitter a X è stato un mezzo flop e, oltre un anno dopo l’annuncio di Elon Musk, la stragrande maggioranza delle persone continua a chiamare il social network con il suo nome originale: l’abbiamo scritto su Italian Tech pochi giorni fa, e del problema è evidentemente consapevole pure la compagnia. Che sta cercando di rimediare, anche con azioni maldestre, un po’ ridicole e potenzialmente pericolose.

Continua la lettura di Twitter e il pasticcio imbarazzante dei post modificati

La vera lezione di “Cowboy Carter” di Beyoncé

di Patrizio Ruviglioni (vanityfair.it, 31 marzo 2024)

E no, nonostante i vari avvisi all’ingresso – o forse sono stati messi proprio per questo, per creare aspettative – non sarà mai una scelta come tante, quella di Beyoncé di realizzare un disco country come il nuovo Cowboy Carter. Ok, l’album in questione è la “seconda parte” di Renaissance (2022) – quasi il suo “negativo” fotografico: sulla prima copertina sedeva su un cavallo argentato, ora in una foto identica è su un esemplare bianco, con bandiera degli Stati Uniti e abbigliamento, a modo suo, da rodeo al seguito – ma la presa di posizione è più fragorosa di prima.

Continua la lettura di La vera lezione di “Cowboy Carter” di Beyoncé

Il ritorno della kefiah

di Vincenzo Ligresti (ilpost.it, 4 aprile 2024)

Dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas si è rivista anche in Occidente – in giro, nelle manifestazioni, nelle fotografie sui giornali – la kefiah, il copricapo tradizionale utilizzato nel mondo arabo, in cotone e con una fantasia a scacchi, diventata nel tempo simbolo del nazionalismo e della causa palestinese. La kefiah è indossata fuori dalla Palestina almeno dagli anni Sessanta: inizialmente aveva un messaggio politico che si è svuotato nel tempo, fino a diventare un accessorio come un altro proposto da marchi di moda nelle loro collezioni.

Ph. Ron Edmonds / Ap

Continua la lettura di Il ritorno della kefiah

L’evoluzione del potere delle principesse di Galles

di Hadley Hall Meares (vanityfair.it, 30 marzo 2024)

Il 9 settembre 2022, all’indomani della morte della regina Elisabetta II, il nuovo re Carlo III ha conferito a William, suo primogenito ed erede, il titolo di cortesia di principe di Galles. Sua moglie Catherine, in precedenza duchessa di Cambridge, è diventata principessa di Galles: un titolo che è stato detenuto da alcune delle figure più incisive, audaci e affascinanti della famiglia reale britannica.

Continua la lettura di L’evoluzione del potere delle principesse di Galles

Al Jazeera non è una cosa sola

di Valerio Clari (ilpost.it, 9 aprile 2024)

La rete televisiva del Qatar Al Jazeera è uno dei più importanti network di informazione al mondo e uno dei pochi media internazionali rimasti operativi nella Striscia di Gaza, invasa ormai da mesi dall’esercito israeliano. Da quando è nata, nel 1996, è stata al centro di numerose polemiche internazionali, accusata di fare da “megafono” alle ambizioni politiche degli emiri del Qatar, dei movimenti islamisti e talvolta di quelli terroristi.

Ph. Suzanne DeChillo / The New York Times – Redux

Continua la lettura di Al Jazeera non è una cosa sola

TikTok non è l’unico social network che dovrebbe preoccuparci

di Pierre Haski (France Inter / internazionale.it, 28 marzo 2024)

Quando negli Stati Uniti sono emerse le prime minacce di un divieto nei confronti del social network TikTok, un parlamentare ha esclamato: «Ci faremo detestare da un’intera generazione». Fondato nel 2016, oggi TikTok è il social network più popolare, con più di un miliardo di utenti in tutto il mondo (in maggioranza giovani), che diventano due miliardi se contiamo anche la versione cinese Douyin. Solo in Francia, TikTok ha più di 20 milioni di iscritti; negli Stati Uniti 170 milioni.

Ph. Bing Guan / Bloomberg – Getty Images

Continua la lettura di TikTok non è l’unico social network che dovrebbe preoccuparci

Il governo ceceno vuole vietare le canzoni troppo lente e troppo veloci

(ilpost.it, 9 aprile 2024)

Il governo della Cecenia, che è una repubblica parte della Federazione russa, ha stabilito che d’ora in poi la musica composta all’interno del Paese dovrà avere un ritmo compreso tra gli 80 e i 116 Bpm (battiti per minuto), e che tutte le canzoni al di sopra o al di sotto di questa soglia saranno vietate. Secondo quanto riportato da Grozny Inform, agenzia stampa legata al governo ceceno, la decisione è stata presa giovedì scorso, durante un incontro tra Musa Dadayev, il ministro della Cultura della Cecenia, e alcune associazioni di musicisti locali.

Ph. Musa Sadulayev / Ap

Continua la lettura di Il governo ceceno vuole vietare le canzoni troppo lente e troppo veloci

Rishi Sunak, re Mida alla rovescia: ridicolizzato per le Adidas Samba

di Luigi Ippolito (corriere.it, 8 aprile 2024)

Il bacio della morte di Rishi Sunak rischia di sotterrare anche le Adidas. L’impopolare primo ministro britannico è comparso in un video a Downing Street con ai piedi un paio di Samba, le scarpe del momento: ma è stato subito ridicolizzato sui social e adesso la stessa sorte potrebbe toccare alle amatissime calzature, che hanno di colpo perso la loro aura “cool”.

Continua la lettura di Rishi Sunak, re Mida alla rovescia: ridicolizzato per le Adidas Samba