Secondo un tribunale australiano i media sono responsabili dei commenti ai loro post su Facebook

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Il tribunale d’appello del Nuovo Galles del Sud, in Australia, ha stabilito che giornali e televisioni che postano contenuti su Facebook sono responsabili dei commenti degli utenti sotto ai loro post. Secondo la sentenza, chi crea una pagina su Facebook incoraggia e facilita infatti la pubblicazione di commenti, di cui deve quindi rispondere.NewsCorpAustralia Continue reading

La conferenza stampa di Trump con Bibbia e lacrimogeni

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Washington, la capitale degli Stati Uniti, è una delle decine di città americane dove lunedì, per il settimo giorno consecutivo, si sono tenute manifestazioni di protesta per la morte di George Floyd, l’uomo afroamericano ucciso il 25 maggio a Minneapolis durante un arresto. Le persone che si erano raccolte intorno alla Casa Bianca sono state però disperse dalla polizia e dalla Guardia Nazionale, la principale forza militare di riservisti americana, per permettere al presidente Donald Trump di farsi fotografare davanti a una chiesa danneggiata domenica da un incendio.

Ph. Brendan Smialowski / Afp – Getty Images

Ph. Brendan Smialowski / Afp – Getty Images

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C’è maretta dentro Facebook

(ilpost.it, 1° giugno 2020)

Da alcuni giorni diversi dirigenti e dipendenti di Facebook stanno criticando in modo molto esplicito alcune decisioni prese dal ceo e fondatore della società, Mark Zuckerberg, sull’approccio da tenere riguardo alle proteste contro il razzismo che da giorni vengono organizzate in decine di città degli Stati Uniti. Lunedì più di dieci dipendenti hanno tenuto una specie di sciopero per chiedere un cambio di direzione. Le critiche si sono saldate alle accuse che Zuckerberg riceve da tempo riguardo alla scarsa eterogeneità della dirigenza di Facebook, composta prevalentemente da maschi bianchi.facebook_reactions Continue reading

Trump o non Trump, che succede se ci mettiamo a trattare i social network da editori?

di Davide Ludovisi (wired.it, 29 maggio 2020)

Come spesso capita, Donald Trump ha sparigliato le carte in tavola. Con l’ordine esecutivo per ridurre la protezione legale dei social media rispetto ai contenuti pubblicati, è entrato a gamba tesa in un dibattito aperto da anni. Facebook, Twitter, YouTube, Instagram e gli altri dovrebbero essere considerati degli editori a tutti gli effetti? Il problema è che Trump è una figura ingombrante. Non solo è il presidente degli Stati Uniti, ma è una persona dai poteri enormi che ci ha abituati ad azioni d’impulso.

Ph. Jonathan Ernst / Reuters

Ph. Jonathan Ernst / Reuters

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Blackout Tuesday: The Show Must Be Paused

(ilpost.it, 2 giugno 2020)

Moltissime persone stanno postando su Instagram delle foto interamente nere con l’hashtag #blackouttuesday per manifestare il proprio dissenso nei confronti del razzismo e degli abusi della polizia statunitense sugli afroamericani. L’iniziativa – chiamata Blackout Tuesday o Black Out Tuesday – era stata proposta venerdì da Jamila Thomas, dirigente dell’etichetta discografica Atlantic Records, e dalla sua ex collega Brianna Agyemang, come forma di protesta da parte del mondo della musica americana per la morte di George Floyd, ucciso durante un arresto violento della polizia a Minneapolis.BlackoutTuesday Continue reading