“Fahrenheit 9/11”, i vent’anni di una profezia cinematografica

di Giulio Zoppello (esquire.com, 24 giugno 2024)

Fahrenheit 9/11 quando uscì, vent’anni fa, generò un tale vespaio che oggi si fa fatica a credere che questo documentario, premiato con la Palma d’Oro al Festival di Cannes presieduto da Quentin Tarantino, sia esistito veramente. Viene anche da chiedersi se abbia avuto conseguenze esclusivamente positive e non anche negative.

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Usa 2024: Blitz Primary, la “terapia hollywoodiana” per gestire le primarie lampo

Ph. Kevin Mazur / WireImage

di Massimo Basile (repubblica.it, 9 luglio 2024)

Mentre i Repubblicani esultano per il declino mentale di Joe Biden, una docente di Legge ha lanciato tra i donatori democratici un piano per arruolare tre donne e sparigliare le carte: Michelle Obama, Taylor Swift e Oprah Winfrey. Le tre star verrebbero chiamate a guidare forum pubblici per valutare in tempi brevi la migliore alternativa a Biden, se il presidente degli Stati Uniti decidesse di ritirarsi dopo la disastrosa prova nel duello televisivo con Donald Trump.

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Donald Trump, stella di TikTok

realdonaldtrump via TikTok

di Massimo Basile (agi.it, 8 luglio 2024)

C’è una piattaforma su cui Donald Trump risulta già vincitore nel confronto a distanza con Joe Biden: TikTok. Sul social preferito da decine di milioni di giovani americani, il tycoon sta spopolando con 7,5 milioni di follower, mentre l’account ufficiale della campagna del presidente degli Stati Uniti è fermo a 450mila.

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Una canzone di protesta contro l’egemonia del mercato: “Rutti” di Morgan

di Maria Letizia D’Agata (agi.it, 4 luglio 2024)

Morgan arriva ancora una volta con la sua arte, senza mezzi termini, per mostrare la realtà così com’è, priva di fronzoli. Continua a non smentirsi e, da ormai noto promotore di battaglie a favore della qualità e della cultura, pubblica il brano manifesto Rutti. La traccia, che porta la firma di Warner Music Italy, è stata eseguita al Concerto del Primo Maggio di Roma, diventando celebre ancora prima di essere pubblicata.

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Jill Biden lo dice con un vestito: «Vota»

Ph. Mandel Ngan / Getty Images

di Alfredo Toriello (vanityfair.it, 1° luglio 2024)

In campagna elettorale tutto – o almeno quasi tutto – è lecito, anche mandare messaggi agli elettori attraverso il proprio outfit, come dimostra Jill Biden. Per il raduno del presidente Joe Biden a Raleigh, Carolina del Nord, la Flotus infatti decide di sfruttare anche il suo abito per invogliare gli indecisi e convincere ancor di più i sostenitori ad andare alle urne e far sentire la propria voce alle prossime elezioni presidenziali.

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Euro 2024: stop di due turni a Demiral per il saluto dei Lupi Grigi

Ansa

(lastampa.it, 5 luglio 2024)

Sta diventando sempre più un caso che va oltre il calcio quello scoppiato per l’esultanza con il gesto dei Lupi Grigi fatto dal difensore della Turchia Merih Demiral dopo il suo secondo gol contro l’Austria agli ottavi di finale degli Europei di Calcio. Come era stato ipotizzato, la Uefa lo ha infatti squalificato per due partite. Decisione che ha fatto infuriare anche il presidente turco Erdoğan, che ha addirittura puntato il dito sull’aquila presente sulla maglia della Germania, padrona di casa degli Europei.

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Nel Regno Unito si può votare anche per “candidati satirici”

Ph. Oli Scarff / Afp

(ilpost.it, 2 luglio 2024)

Il Regno Unito è un posto dove, la notte delle elezioni, il Primo Ministro deve condividere il palco del suo collegio elettorale con alcuni personaggi coloriti vestiti in modo eccentrico, in costume rosso da Elmo (il personaggio della serie animata Sesame Street) o con una tuta da guerriero spaziale. I “candidati satirici” [satirical candidates o joke candidatesN.d.C.], come vengono chiamati, sono una tradizione della politica britannica: sono persone che si candidano alle elezioni non per vincere ma per fare satira, ottenere visibilità o dare attenzione a una causa che ritengono importante.

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“Things Can Only Get Better” dei D:Ream, dall’arrivo di Blair all’addio a Sunak

Ph. Leon Neal / Getty Images

(ilpost.it, 1° luglio 2024)

Tra i tantissimi concerti al Festival di Glastonbury c’è stato anche quello del gruppo pop nordirlandese dei D:Ream, famoso soprattutto a metà degli anni Novanta. Era la prima volta che i D:Ream suonavano all’evento musicale più noto d’Europa e la loro esibizione era attesa soprattutto per Things Can Only Get Better, il tormentone che fu ripreso dai Laburisti di Tony Blair per poi diventare la colonna sonora della vittoria del partito alle elezioni politiche del 1997, dopo diciotto anni di governi conservatori.

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