Archivi categoria: Readings on Star Politics

Storia breve e avventurosa del pigiama

di Manuele Menconi (esquire.com, 3 aprile 2022)

Io resto a casa, o meglio #iorestoacasa. Dopo più di due anni la moda lavora ancora su questa ineludibile presa di posizione, anche se nel frattempo siamo usciti. Quella del leisurewear è una tendenza che si sta prolungando oltre la curva massima registrabile su un fenomeno e che rapidamente è sconfinato all’interno di altre tipologie del vestire, per alterarne le caratteristiche. Dal post-lockdown la maggior parte dei designer ha proposto collezioni con una modellistica revisionata, articolata su tagli più ampi e proporzioni generose per il corpo, tanto nel classico quanto nel casual e nello sportswear; anche i tessuti sono cambiati, più morbidi, naturali, in colori caldi e senza stampe, a enfatizzare un senso diffuso di protezione.

Continua la lettura di Storia breve e avventurosa del pigiama →

È morta Ivana Trump

(ilpost.it, 14 luglio 2022)

È morta a 73 anni Ivana Trump, ex moglie di Donald Trump. A dare la notizia sono stati la sua famiglia e l’ex marito, che non hanno specificato le cause della morte. Donald Trump in un comunicato ha scritto che «Ivana Trump è venuta a mancare nella sua casa di New York City». Il suo nome da nubile era Ivana Marie Zelníčková ed era nata in Repubblica Ceca (allora Cecoslovacchia). Negli anni Settanta emigrò dalla Cecoslovacchia comunista grazie al passaporto austriaco ottenuto dopo aver sposato un suo amico austriaco, Alfred Winklmayr. Prima si trasferì in Canada e poi negli Stati Uniti, dove si sposò con Donald Trump nel 1977: i due costituirono la coppia più glamour e celebre della New York degli anni Ottanta. Ivana assistette l’allora marito in molti suoi famosi progetti, come la Trump Tower di New York e il casinò di Atlantic City, il Trump Taj Mahal.

Ph. Pascal Le Segretain / Getty Images

Continua la lettura di È morta Ivana Trump →

Alain Delon va a Kyiv a declamare versi di libertà

di Mauro Zanon (ilfoglio.it, 13 luglio 2022)

Ai tempi dell’Unione Sovietica l’attuale ambasciatore ucraino a Parigi, Vadym Omelchenko, come molti dei suoi connazionali, poteva soltanto desiderare, sognare la Francia attraverso il cinema. «Quando avevo sette anni, mia mamma mi ha portato a vedere un film, Il Tulipano nero», ha raccontato Omelchenko a TV5 Monde. Nella pellicola del 1964, firmata da Christian-Jaque, il protagonista è Alain Delon che interpreta due gemelli nascosti sotto una stessa maschera: uno onesto, irreprensibile, ma inetto, l’altro cinico, spietato, ma abilissimo nella scherma, oltre che nelle alcove (tra le protagoniste femminili c’è Virna Lisi). L’eroe mascherato del Tulipano nero incarnato da Delon motivò Omelchenko a dedicarsi alla scherma. «Ho praticato questo sport per dieci anni», ha dichiarato l’ambasciatore ucraino a Parigi, prima di aggiungere: «All’epoca sovietica, quando c’era la Cortina di Ferro, immaginavamo la Francia grazie al cinema. Uno dei volti era Alain Delon».

Ph. Mike Marsland / WireImage

Continua la lettura di Alain Delon va a Kyiv a declamare versi di libertà →

Una comfort zone ovattata e rassicurante. La tv di Stato russa prima e dopo la guerra

di Francesca Lazzarin / Memorial Italia (huffingtonpost.it, 11 luglio 2022)

“Forse, per capire dove ci stavamo spingendo, avremmo dovuto guardare più spesso la tv”, mi scrive sgomento un amico e collega, giovane docente universitario russo, due giorni dopo il 24 febbraio. Perché lui preferisce canali privati e progressisti come Dožd’ (conosciuto in Europa come Tv Rain, che ha chiuso forzatamente i battenti pochi giorni dopo l’inizio della guerra tra Russia e Ucraina) e la televisione di Stato russa non l’ha mai seguita in vita sua, snobbandola e sminuendone erroneamente il potere manipolatorio. “Puoi vedere la televisione russa in Italia? Se puoi, guardala, lì ti spiegano le cose come stanno. Così capirai anche tu che non c’è niente di cui preoccuparsi”, mi dice invece tutta tranquilla e sicura, sempre due giorni dopo il 24 febbraio, un’affabile signora russa a cui impartisco lezioni di Italiano e che inaspettatamente si rivela una sostenitrice della “operazione speciale”, al di là della sua laurea in Storia dell’arte e della sua profonda conoscenza del barocco romano.

Bloomberg / Getty Images

Continua la lettura di Una comfort zone ovattata e rassicurante. La tv di Stato russa prima e dopo la guerra →

La strana storia di “Mi bebito fiu fiu”, canzone peruviana virale sui social

(ilpost.it, 8 luglio 2022)

All’inizio di questa settimana al primo posto tra le canzoni virali più ascoltate sulla piattaforma musicale Spotify c’era Mi bebito fiu fiu, un brano con un testo piuttosto ridicolo e sdolcinato prodotto dal compositore peruviano Alberto Silva Reyes, più noto come Tito Silva Music. C’è un motivo, in particolare, per cui Mi bebito fiu fiu ha avuto così tanto successo ed è diventata virale anche al di fuori del Perù: prende in giro alcuni messaggi che si sarebbero scambiati l’ex presidente peruviano Martín Vizcarra e Zully Pinchi Ramírez, la sua presunta amante. La canzone prodotta da Tito Silva ha una base ispirata a Stan di Eminem e Dido, ed è cantata dalla sua collaboratrice, Tefi Céspedes. Il testo prende spunto dagli screenshot di alcuni messaggi inviati su WhatsApp che a maggio erano stati mostrati durante il programma televisivo Panorama: testi che sembravano mostrare una presunta infedeltà di Vizcarra, già coinvolto in vari scandali di corruzione.

Ph. Patrick Smith/ Getty Images

Continua la lettura di La strana storia di “Mi bebito fiu fiu”, canzone peruviana virale sui social →

“Top Gun: Maverick”, o il reclutamento militare travestito da film

di Eileen Jones (Jacobin Magazine / internazionale.it, 2 luglio 2022)

Vale davvero la pena recensire un fenomeno grottesco della cultura pop come Top Gun: Maverick? Sembra che tutti ne siano conquistati. La sua anteprima al Festival di Cannes si è conclusa con una standing ovation di cinque minuti. Sta battendo i record di incassi. È stato accolto con entusiasmo da quasi tutti i principali critici cinematografici. E senza dubbio è sulla buona strada per generare un “boom di reclutamento” militare ancora più di quanto fece il primo Top Gun del 1986. Il che non deve sorprendere: il Pentagono ha lavorato a stretto contatto con i produttori del film e ha investito molte risorse nei due Top Gun. E ora i giornalisti del mondo dello spettacolo stanno paventando la possibilità di assegnare un Oscar a Top Gun: Maverick.

Paramount Pictures

Continua la lettura di “Top Gun: Maverick”, o il reclutamento militare travestito da film →

La vera tragedia americana non è Trump, ma il suo elettorato

di Paolo von Schirach (linkiesta.it, 7 luglio 2022)

Cassidy Hutchinson, già parte dello staff della Casa Bianca di Trump, ha testimoniato recentemente di fronte alla Commissione della Camera che indaga sul tentativo insurrezionale del 6 gennaio 2021. Sotto giuramento, Hutchinson ha affermato che prima della sommossa il presidente Donald Trump era stato informato che alcuni dimostranti erano armati. Tuttavia, dopo aver osservato che non erano armati contro di lui, Trump non fece assolutamente niente per fermarli. Questa testimonianza, sommata ad altre centinaia, una volta che gli atti della Commissione saranno trasmessi al ministero della Giustizia, forse basta per una incriminazione formale di Trump per il reato di sedizione, e magari altro. Staremo a vedere. È troppo presto per fare pronostici attendibili. Ma anche se così fosse, anche se si potesse ipotizzare che Trump vada sotto processo e che sia alla fine condannato, la vera tragedia di questa vecchia repubblica non è nel fatto che Trump ha creato la crisi della democrazia americana.

Unsplash

Continua la lettura di La vera tragedia americana non è Trump, ma il suo elettorato →

La copertina dell’“Economist” dedicata alla caduta di Boris Johnson

(ilpost.it, 7 luglio 2022)

Lo stimato settimanale britannico The Economist ha dedicato la copertina del suo prossimo numero cartaceo al futuro del Regno Unito dopo Boris Johnson, riferendosi alla notizia delle sue dimissioni da leader del partito Conservatore e primo ministro. Il titolo piuttosto eloquente del numero è «La caduta del pagliaccio»: è accompagnato da una fotografia scattata nel 2012, quando Johnson, allora sindaco di Londra, si fece calare da un’impalcatura con un’imbracatura per festeggiare la prima medaglia d’oro del Regno Unito alle Olimpiadi che si stavano svolgendo in città, restando poi sospeso a mezz’aria. Nella copertina, però, il filo che sospende Johnson è spezzato.

The Economist via Twitter

La necropolitica, un culto per le élite russe

di Arianna Francesca Brasca (huffingtonpost.it, 1° luglio 2022)

La legittimazione della guerra in Ucraina per il Cremlino non viene dalla politica, ma è il frutto di un lungo processo di sostituzione simbolica. Dalla semantica dello sviluppo e della vita, si fa strada quella della distruzione e della morte, la logica del camerata fatta Stato, o “necropolitica”, come sottolinea Svetlana Stephenson di Novaya Gazeta Europa, rifacendosi al filosofo Achille Mbembe. I primi anni dell’era Putin vedono la ripresa economica dal disastro del disfacimento dell’Urss, il fiorire della cultura e una garanzia di stabilità. Il clima inizia a cambiare con le proteste del 2011-13, che portano il nome di Rivoluzione Bianca, un evento sociopolitico nato durante le elezioni parlamentari del 2011, contro i presunti brogli elettorali e le irregolarità avvenute durante le votazioni e contro il futuro rieletto Putin.

Ph. Mladen Antonov / Afp – Getty Images

Continua la lettura di La necropolitica, un culto per le élite russe →