Il “Movimento del principe Filippo”: quella tribù nel Pacifico che venera il duca di Edimburgo

di Giovanni Macchi (tpi.it, 9 aprile 2021)

Oggi il Regno Unito piange la morte del principe Filippo, scomparso all’età di 99 anni dopo una vita trascorsa al fianco della consorte, la Regina Elisabetta. Ma i britannici non saranno gli unici a compiangere uno dei membri più longevi e amati della Corona. Pochi sanno che su un’isola sperduta dell’Oceano Pacifico, quella di Tanna, nell’arcipelago delle Vanuatu, esiste un vero e proprio Movimento dedicato al duca di Edimburgo. Per loro il principe Filippo è un essere divino. Si chiama “Movimento del Principe Filippo”, ed è formato dai membri della tribù Yaohnanen. Sono circa 30mila, vivono nella parte meridionale dell’isola e venerano il “culto del cargo”. Per loro Filippo è figlio del grande dio vulcano.

Ph. Dan Mcgarry / Getty Images
Ph. Dan Mcgarry / Getty Images

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Frank, il nuovo social network conservatore

di Gabriele Porro (wired.it, 15 aprile 2021)

A seguito dell’espulsione da Facebook e Twitter, Mike Lindell, fondatore dell’azienda produttrice di cuscini MyPillow e acceso sostenitore di Donald Trump, ha deciso di creare il suo social network, chiamandolo semplicemente Frank. La piattaforma prevede di aprire le sue porte a un numero limitato di utenti vip il 16 aprile, pertanto sul sito Internet è già possibile effettuare la registrazione. Frank è stato sviluppato nel periodo immediatamente successivo alle elezioni presidenziali dello scorso novembre e già allora era stato descritto da Lindell come una combinazione di stampa, radio e tv che avrebbe offerto ai suoi utenti la possibilità di comporre post testuali oppure di accedere a funzionalità in live streaming. Gli utenti target di questo nuovo social network sono tutti i conservatori scontenti del risultato delle elezioni e dei provvedimenti “ingiusti” presi dai grandi social network nei confronti di Trump.frank Continua la lettura di Frank, il nuovo social network conservatore

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Facebook introduce l’etichetta “pagina satirica” per aiutarci a non confondere realtà e satira

di Ilaria Roncone (giornalettismo.com, 8 aprile 2021)

La novità è stata annunciata sul profilo Twitter Facebook Newsroom, che ha anche mostrato quello che – da oggi in poi – gli utenti di Facebook vedranno negli Stati Uniti quando si troveranno ad avere a che fare con una pagina che pubblica contenuti satirici. Per ora questa novità coinvolge solamente gli utenti del Paese d’origine del social di Zuckerberg ma probabilmente nel giro di qualche mese verrà ampliata, come solitamente viene fatto per le implementazioni del social. L’idea è quella di rendere sempre più chiara e netta, tramite l’etichetta “pagina satirica”, la differenza tra le pagine che hanno toni seri e quelle che, invece, sono satiriche. «A partire da oggi», si legge nel tweet che annuncia la novità, «negli Stati Uniti iniziamo a testare un modo per fornire alle persone un contesto più definito rispetto alle pagine che vedono».

Facebook Newsroom via Twitter
Facebook Newsroom via Twitter

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No, Totò fu proprio un qualunquista

di Dino Cofrancesco (huffingtonpost.it, 27 marzo 2021)

Commentando il mio articolo sulla Norimberga che ci è mancata, un amico storico mi ha fatto notare che i suoi colleghi “militanti” non potevano non rammaricarsi del mancato processo dal momento che, in dissenso con Hannah Arendt e con Renzo De Felice, vedevano nel fascismo un regime totalitario diverso ma della stessa species del nazismo. Se il totalitarismo tedesco è stato portato davanti a un Tribunale Internazionale (peraltro, formato da soli vincitori), come mai per quello italiano non si è stati neppure capaci di procedere a una blanda epurazione delle figure più compromesse con la politica del famigerato ventennio? La tesi del totalitarismo fascista è stata sostenuta, in molti saggi, da un ex allievo di Renzo De Felice (quando si dice l’ironia della sorte!), lo “storico di fama internazionale, professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei” Emilio Gentile, che non perde occasione per ribadirla.noio_volevan_savuar Continua la lettura di No, Totò fu proprio un qualunquista

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La cosa più interessante della poetica di Amanda Gorman

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 9 aprile 2021)

C’è una cosa che m’interessa moltissimo della poetica di Amanda Gorman: i soldi. Non mi riferisco solo al fatto che l’edizione italiana di The Hill We Climb costi dieci euro per centocinquanta versi, stampati solo recto una strofa per pagina senza testo a fronte né note esplicative, mentre in casa ho l’edizione critica di una raccolta di tragedie di Shakespeare pagata dodici euro e novanta. Mi riferisco piuttosto a quanto la stessa Gorman dichiara a Vogue, di avere finora rinunciato a complessivi diciassette milioni di dollari che le erano stati offerti per far pubblicità a questo e a quello. La Gorman spiega di aver rifiutato di fare da testimonial perché le offerte provenivano da aziende che “non le parlavano”.

Ph. Patrick Semansky / Pool – Ap
Ph. Patrick Semansky / Pool – Ap

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I tre club britannici che boicottano i social per protestare contro il razzismo

di Enzo Boldi (giornalettismo.com, 9 aprile 2021)

I razzisti di oggi vivono nascosti nell’ombra dei social. Pensano di non essere individuabili e denunciati per quel che scrivono, ma forse la loro ignoranza mentale li porta a non considerare che anche quel che si scrive sui social è passibile di reato. Adesso, però, anche il mondo del Calcio chiede rimedi esemplari contro questo disgustoso (e criminale) fenomeno. Il tutto è partito con la campagna Enough is Enough dello Swansea City, che boicotta i social. Poi, l’esempio del club gallese è stato seguito dal Birmingham City e dai Rangers di Glasgow. Così il Calcio britannico prova a dare un calcio al razzismo. «Come squadra di calcio, abbiamo visto molti dei nostri giocatori soggetti ad abusi abominevoli solo nelle ultime sette settimane e riteniamo che sia giusto prendere posizione contro comportamenti che sono un flagello per il nostro sport e la società in generale» si legge nel comunicato diramato giovedì pomeriggio sul sito ufficiale dello Swansea City.

@SwansOfficial via Twitter
@SwansOfficial via Twitter

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E se i Ferragnez scendessero in politica?

di Clarissa Valia (tpi.it, 8 aprile 2021)

I Ferragnez sono sempre più politicizzati. Dall’ultima diretta Instagram di Fedez da 2 milioni di visualizzazioni con il parlamentare dem Alessandro Zan per accendere l’attenzione sul ddl contro l’omotransfobia e spiegare perché è bloccato al Senato, passando alla battaglia della “femminista” Chiara Ferragni contro la Regione Lombardia sulla gestione del piano vaccini (con tanto di appello rivolto al premier Mario Draghi), fino alla raccolta fondi in favore dell’ospedale San Raffaele per rafforzare il reparto di terapia intensiva a Milano nel momento forse più critico della pandemia in Italia. Senza dimenticare la telefonata dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla coppia di influencer per lanciare una campagna di sensibilizzazione sull’utilizzo delle mascherine anti-Covid.

Ansa
Ansa

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Harry e Meghan produttori, debuttano su Netflix con doc sugli Invictus Games

di Nicola Bambini (vanityfair.it, 6 aprile 2021)

Semaforo verde. Harry d’Inghilterra e Meghan Markle, a oltre sei mesi dal multimilionario accordo con Netflix, si apprestano a realizzare – tramite la Archewell Productions – il loro primo progetto per la celebre piattaforma di streaming. Stando all’annuncio che arriva dagli Stati Uniti, si tratta di una docuserie sugli Invictus Games, l’evento lanciato nel 2014 dal principe britannico che prevede la competizione in diverse discipline sportive tra veterani che hanno contratto disabilità permanenti in servizio o per causa di servizio. Heart of Invictus – questo il titolo originale – seguirà da vicino un gruppo di concorrenti e racconterà il loro passato, mostrandone la resilienza e la determinazione nel superare gli ostacoli che la vita gli ha messo davanti.Netflix-InvictusGames Continua la lettura di Harry e Meghan produttori, debuttano su Netflix con doc sugli Invictus Games

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Il musical su Lady Diana arriverà prima in tv che a Broadway

(tgcom24.mediaset.it, 1° aprile 2021)

Con una mossa che sovverte la procedura tradizionale di diffusione, il musical Diana, incentrato sulla figura di Lady Diana Spencer, uscirà prima su Netflix e poi nei teatri di Broadway. Secondo quanto riferisce il New York Times verrà, infatti, trasmesso in streaming a partire dal prossimo 1° ottobre per poi debuttare dal vivo il 16 dicembre, ovvero 625 giorni dopo la data inizialmente prevista e che è stata stravolta dalla pandemia e dalla chiusura dei teatri negli Stati Uniti. Un anno fa il sipario era calato su Diana dopo appena nove preview. A settembre è stata realizzata una versione della performance filmata nel corso di una settimana in un teatro vuoto della “lunga strada bianca” newyorkese. Intanto, biglietti della “prima” sono già in vendita e l’accordo con Netflix dovrebbe servire a generare interesse per lo spettacolo dal vivo.musical_Diana Continua la lettura di Il musical su Lady Diana arriverà prima in tv che a Broadway

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Caitlyn Jenner valuta la candidatura a governatore della California

(ansa.it, 6 aprile 2021)

L’ex star dei reality Caitlyn Jenner valuta una sua possibile candidatura a governatore della California per i repubblicani. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali Jenner sta esaminando la possibilità insieme a dei consulenti politici. L’indiscrezione arriva mentre l’attuale governatore Gavin Newsom rischia di essere rimosso, sommerso dalle critiche per la gestione della pandemia di Covid-19. Se passerà la petizione per cacciare Newsom, i cittadini della California si troverebbero a pronunciarsi entro la fine dell’anno su un nuovo governatore. E la candidatura di Jenner, repubblicana di alto profilo, attirerebbe ancora maggior attenzione sulla corsa per la guida dello Stato più popoloso d’America.

Sport Illustrated
Sport Illustrated

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