Archivi tag: star politics

Centinaia di dipendenti di TikTok lavorano o hanno lavorato per lo Stato cinese

di Irene Doda (wired.it, 12 agosto 2022)

Centinaia di dipendenti di ByteDance, la compagnia che controlla TikTok, hanno lavorato o lavorano tuttora per media e pubblicazioni dello Stato cinese, almeno secondo i loro profili LinkedIn. A rivelarlo è un’inchiesta di Forbes. Tra queste organizzazioni compaiono Xinhua News Agency, China Radio International e China Central / China Global Television, identificate dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti come foreign missions, ovvero enti “sostanzialmente di proprietà e di fatto controllati da un governo straniero”. Cinquanta tra i profili identificati appartengono a persone che lavorano direttamente su TikTok in varie aree, tra cui policy, strategia, monetizzazione e localizzazione dei contenuti. Tra questi, c’è anche un “content strategy manager” che in passato è stato corrispondente in capo per Xinhua News. Un altro dipendente, ora vice capo delle media partnership di ByteDance, ha precedentemente ricoperto il ruolo di social media manager del sito china.org.cn, un portale gestito dallo Stato cinese che diffonde sui social media post con titoli come L’entusiasmo per i diritti umani non fa bene né agli Stati Uniti né alla Cina.

Solen Feyissa / Unsplash

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I politici non dovrebbero stare sui social, ma perché trascurano TikTok?

di Guia Soncini (linkiesta.it, 5 agosto 2022)

Partiamo dalla fine (decidete voi la fine di cosa), ovvero da: se le tue proposte elettorali sono dare soldi ai diciottenni e il voto ai sedicenni, dove le comunichi? Nel posto più frequentato da sedicenni e diciottenni, che (purtroppo) non è più l’oratorio e (per fortuna) non è mai stato Twitter. Il posto più frequentato dai ragazzini (ma anche dagli adulti attenti ai fenomeni in ascesa) è TikTok. Enrico Letta non ha un account su TikTok, e questo sarebbe quasi tutto quel che ho da dire su questa campagna elettorale. Poiché Linkiesta pretende che scriva più di cinque righe, aggiungerò un paio di dettagli. Il primo è che su TikTok non ci sono neanche Matteo Renzi e Carlo Calenda. Il secondo è che la ragione per cui me ne sono accorta è che volevo che questo articolo parlasse del fatto che i politici italiani passano troppo tempo sui social.

Florian Schmetz / Unsplash

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Gina Lollobrigida candidata al Senato per Italia Sovrana e Popolare

di Carlotta De Leo (roma.corriere.it, 13 agosto 2022)

Gina Lollobrigida ritenta l’avventura politica. L’icona cinematografica e scultrice di successo, che ha da poco festeggiato i 95 anni, sarà candidata di Italia Sovrana e Popolare nel collegio uninominale di Latina per il Senato e in altre circoscrizioni nel plurinominale proporzionale. A dare l’annuncio è il senatore Emanuele Dessì, ex MoVimento 5 Stelle, oggi esponente del Partito Comunista. E Antonio Ingroia (avvocato della Lollobrigida) conferma poco dopo: «Sarà candidata al Senato come capolista, tra l’altro in diverse circoscrizioni, sia in quella del Lazio con Latina, sia nella Sicilia Orientale (Catania, Messina, Taormina) e poi nel Veneto, per Italia Sovrana Popolare. È una candidatura che ho proposto io e non deve sembrare anomala perché la Lollobrigida è, checché ne dicano alcuni provvedimenti giudiziari che noi contestiamo, perfettamente lucida».

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La fiamma neofascista che arde ancora nel simbolo di Giorgia Meloni

di Davide Maria De Luca (editorialedomani.it, 10 agosto 2022)

Fondata oltre trent’anni fa, la Lega oggi può vantarsi di essere il più antico partito politico italiano sopravvissuto. Ma anche con i suoi decenni di storia non può competere con la tradizione dei suoi alleati. Proprio in questi giorni, Fratelli d’Italia ha confermato che alle prossime elezioni correrà con lo stesso simbolo del 2018. La fiamma tricolore, che arderà sotto il nome “Giorgia Meloni”, si contende con la falce e martello e lo scudo crociato il titolo di più antico simbolo politico italiano ancora in uso. Inventato nel 1946 dal gruppo di reduci fascisti che avrebbe fondato il Movimento Sociale Italiano, la fiamma tricolore è sempre stata presente sulle schede elettorali per tutti gli ultimi settant’anni e rappresenta la continuità della tradizione politica postfascista, mai veramente interrotta e sopravvissuta a tutti i tentativi di riforma e rigenerazione.

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Api, cavallette e tigri: torna il bestiario della politica

di Federica Mochi (adnkronos.com, 4 agosto 2022)

Orsi, tigri, api e persino cavallette: il linguaggio politico sta trasformando le prossime elezioni politiche del 2022, in programma il 25 settembre, in un pazzo giardino zoologico. Arma prediletta per la campagna elettorale, i leader di partito sono protagonisti, ciascuno a modo suo, del bestiario fantastico dell’estate, dove nuove metafore zoologiche fioriscono di giorno in giorno. Che sia per sminuire l’avversario, lanciare frecciatine all’alleato o ricompattare la propria squadra, i leader non si trattengono, tirando fendenti appena possono. «Questo linguaggio è un fenomeno che trova la sua legittimazione nel passato e che è molto sedimentato nel discorso pubblico quando si nutre di contenuti politici» spiega all’AdnKronos Francesco Giorgino.

Fotogramma

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Arriva la statuetta di Zelensky, “eroe improbabile”

(ansa.it, 10 agosto 2022)

Una società di design di Brooklyn ha trasformato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una statuetta di argilla di 15 centimetri che rappresenta “l’eroe improbabile”: per ogni pezzo venduto, la cifra di 1 dollaro andrà all’Ucraina. Lo riferisce il Guardian. L’azienda Fctry ha lanciato una campagna per finanziare la produzione due settimane fa, raggiungendo il suo obiettivo di finanziamento di 30mila dollari in sole 3 ore e raccogliendone più di 120mila in 15 giorni. Il prototipo della statuetta di Zelenski è stato modellato dall’artista di Seattle Mike Leavitt, e sarà prodotto in serie in plastica in Cina. La prima spedizione è prevista entro il prossimo marzo.

Fctry via Instagram

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L’assurda teoria del complotto sul nuovo album di Beyoncé

di Amos Barshad (wired.it, 2 agosto 2022)

La settimana scorsa Beyoncé ha pubblicato il suo settimo album in studio, Renaissance. Se i messaggi nascosti nelle varie immagini promozionali del disco sono corretti, la fine del mondo predetta nell’Apocalisse è imminente. O almeno questo è quello di cui si sono convinte alcune persone. Dopo la teoria secondo cui Beyoncé sarebbe un membro della setta degli Illuminati, che circola da anni sui social media, ora Internet ci dispensa un nuovo complotto: Beyoncé non si accinge a governare il mondo, sta solo cercando di farci sapere che sta finendo. Tutto è iniziato con le foto a cavallo della popstar. La copertina di Renaissance presenta uno scatto memorabile di una Beyoncé seminuda su tacchi vertiginosi e in groppa a un cavallo argentato.

Parkwood Entertainment / Columbia Records

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L’Fbi ha perquisito la casa di Donald Trump

di Massimo Basile (agi.it, 9 agosto 2022)

Gli agenti dell’Fbi si sono presentati, a sorpresa, nel resort di Donald Trump a Palm Beach, in Florida. Qui, nel golf club di Mar-A-Lago, dove l’ex presidente vive da quando ha lasciato la Casa Bianca nel gennaio del 2021, si è consumato il raid più clamoroso della storia americana: è stato lo stesso tycoon a rivelarlo con un lungo comunicato, un atto d’accusa a Washington, alla “corruzione della burocrazia”, in cui Trump ha parlato di “persecuzione politica”, di “attacco alla sua candidatura” alle presidenziali del 2024 (non ancora annunciata) e ha indicato nei “democratici radicali di sinistra” i mandanti di quello che è stato definito un atto da “Paese del terzo mondo”. L’intervento dell’Fbi, autorizzato dal dipartimento della Giustizia, sarebbe legato al trasferimento di centinaia di scatole contenenti documenti prelevati dalla Casa Bianca e che dovevano, invece, essere consegnati agli Archivi di Stato.

Ph. Wilfredo Lee / Ap

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Zelensky incontra Jessica Chastain: «Queste visite di personaggi famosi sono preziose»

a cura di Ilaria Costabile (fanpage.it, 8 agosto 2022)

Il presidente ucraino Volodomyr Zelensky ha pubblicato nelle scorse ore alcuni scatti che riprendono l’incontro avvenuto nella giornata di domenica 7 agosto con Jessica Chastain, durante il quale hanno parlato delle condizioni del Paese ormai vessato da mesi di guerra e il premier ha sottolineato come la presenza di queste personalità così in vista sia fonte di forza per la popolazione che, nel frattempo, continua a lottare. Un incontro durato qualche ora, in cui l’attrice premio Oscar ha dichiarato che gli ucraini hanno dimostrato di essere «incredibilmente coraggiosi e molto forti». Nel pubblicare sul suo profilo Instagram gli scatti dello scorso pomeriggio, Zelensky ha scritto: «L’attrice americana Jessica Chastain è oggi in Ucraina. Per noi queste visite di personaggi famosi sono estremamente preziose. Grazie a ciò, il mondo sentirà, conoscerà e capirà ancora di più la verità su ciò che sta accadendo nel nostro Paese. Grazie per il sostegno!».

Volodomyr Zelensky via Instagram

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Chi è stato Bill Russell

(ilpost.it, 1° agosto 2022)

Bill Russell, morto domenica scorsa a 88 anni, è stato il giocatore di basket americano più vincente di sempre. Ha giocato in Nba per tredici stagioni fra il 1957 e il 1969, tutte con i Boston Celtics, e ha vinto il titolo undici volte. È riconosciuto da molti esperti come uno dei cinque migliori giocatori della storia e prima dell’arrivo di Michael Jordan era spesso indicato come il migliore in assoluto, preferito a Wilt Chamberlain, contro cui ha giocato per gran parte della carriera. Con il suo stile di gioco particolarmente focalizzato sulla fase difensiva e il suo fisico agile e asciutto ha cambiato il ruolo del centro, ancora più fondamentale di oggi: all’epoca i giocatori più alti e potenti dominavano la lega americana. Chiudendo la carriera nel doppio ruolo di giocatore e allenatore, è diventato il primo nero a guidare una squadra Nba, vincendo due campionati.

Ap

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