Archivi tag: fascismo

La tragica normalità della destra italiana, un po’ fascista e un po’ Blues Brothers

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 10 settembre 2021)

Prima il sottosegretario leghista, Claudio Durigon, che propone di intitolare ad Arnaldo Mussolini un parco di Latina già dedicato alla memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: frase infelice secondo Matteo Salvini, un banale errore di comunicazione secondo l’interessato (che comunque, dopo molte resistenze, ha portato alle sue dimissioni dal governo). Poi il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che in un post su Facebook annuncia la brillante iniziativa del bunker-museo di Recoaro Terme, occupato a suo tempo dai nazisti del maresciallo Kesselring: offrire visite guidate alla struttura accompagnati da personale in divisa della Wehrmacht.

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Fuori dal declino inseguendo un gol

di Riccardo Brizzi (quotidiano.net, 11 luglio 2021)

Le grandi imprese della Nazionale italiana di Calcio e l’entusiasmo che le ha accompagnate hanno spesso rappresentato spartiacque importanti nel nostro immaginario collettivo. Indipendentemente dai regimi politici. Il fascismo strumentalizzò ampiamente i trionfi mondiali del 1934 e del 1938 (e quello nel torneo di Calcio delle Olimpiadi berlinesi del 1936), presentandoli come il simbolo del ritrovato prestigio internazionale dell’Italia. Mussolini d’altronde veniva raffigurato dalla propaganda come “il primo sportivo d’Italia”, e i successi della Nazionale dovevano simboleggiare la fine dell’apatia atletica dell’Italietta liberale e la conferma della superiorità dell’uomo nuovo fascista.

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Variazioni sul narcisismo

di Guia Soncini (linkiesta.it, 4 maggio 2021)

Potremmo cominciare da: avevano ragione quelli che dicevano che la cancel culture non esiste, almeno in Italia, e forse non esiste perché qui siamo stati così fortunati da avere la Dc. Oppure potremmo cominciare da: su Instagram, il marito di Chiara Ferragni viene seguito da dodici milioni e mezzo di persone; su Raitre, il suo discorzo (cit. arbasiniana sprecata) durante il concerto del primo maggio è stato seguito da un milione novecentonovantaquattromila persone. Oppure potremmo cominciare da: la Repubblica non ha titolato, come mi sarei aspettata, «questo esaltato voleva metterci in mezzo ma noi siamo gente di mondo». Oppure potremmo cominciare da: com’è che ogni quotidiano impiega almeno uno psicanalista e nessuno ha commissionato un corsivo intitolato «Fedez, il narcisista fragile»?

Harry Greb
Harry Greb

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Pif vince la battaglia per cancellare il nome fascista da una via

(nextquotidiano.it, 2 maggio 2021)

«Noi abbiamo cominciato la battaglia e forse oggi è il giorno del trionfo, della vittoria». A parlare dai microfoni di Radio Capital è Pif, che negli ultimi mesi aveva portato avanti una battaglia per far cambiare il nome di una via del Comune di Vairano Patenora, in provincia di Caserta, intitolata a un ministro fascista. Spiega la storia in diretta nella trasmissione che conduce in radio, I sopravvissuti: «In questo Comune c’era una via intitolata a Giuseppe Bottai, che era un fascista importante. Ha firmato il manifesto della razza e si è occupato di fare il censimento degli studenti e professori ebrei per gettarli fuori sostanzialmente, era quindi orgogliosamente fascista. Noi abbiamo cominciato questa battaglia per convincere il Comune a cambiare la via, dedicarla a qualcun altro. Sembra che dopo varie procedure… forse oggi arriva la bella notizia».

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No, Totò fu proprio un qualunquista

di Dino Cofrancesco (huffingtonpost.it, 27 marzo 2021)

Commentando il mio articolo sulla Norimberga che ci è mancata, un amico storico mi ha fatto notare che i suoi colleghi “militanti” non potevano non rammaricarsi del mancato processo dal momento che, in dissenso con Hannah Arendt e con Renzo De Felice, vedevano nel fascismo un regime totalitario diverso ma della stessa species del nazismo. Se il totalitarismo tedesco è stato portato davanti a un Tribunale Internazionale (peraltro, formato da soli vincitori), come mai per quello italiano non si è stati neppure capaci di procedere a una blanda epurazione delle figure più compromesse con la politica del famigerato ventennio? La tesi del totalitarismo fascista è stata sostenuta, in molti saggi, da un ex allievo di Renzo De Felice (quando si dice l’ironia della sorte!), lo “storico di fama internazionale, professore emerito dell’Università di Roma La Sapienza e socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei” Emilio Gentile, che non perde occasione per ribadirla.noio_volevan_savuar Continua la lettura di No, Totò fu proprio un qualunquista

La Marina Militare sta celebrando attacchi e battaglie del regime fascista

(ilpost.it, 29 marzo 2021)

Da alcuni giorni la Marina Militare italiana sta celebrando sui social network e sul suo sito attacchi e battaglie navali compiuti durante la Seconda guerra mondiale dal regime fascista contro la Grecia, che fu aggredita e invasa unilateralmente benché fosse neutrale. Il 26 marzo la Marina Militare ha celebrato l’80° anniversario dell’attacco alla Baia di Suda, a Creta, in cui la X Flottiglia MAS, unità d’assalto della Marina italiana, affondò l’incrociatore britannico inglese York e danneggiò la petroliera norvegese Pericles, che in seguito affondò. Il 29 marzo la Marina ha celebrato un altro anniversario di un attacco fascista, gli ottant’anni della Battaglia di Capo Matapan, combattuta sempre in Grecia, a Sud del Peloponneso, tra l’isola di Gaudo e Capo Matapan.

@ItalianNavy via Twitter
@ItalianNavy via Twitter

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Lezioni da Washington

di Ida Dominijanni (internazionale.it, 13 gennaio 2021)

Fra le immagini provenienti da Washington ne circola una perfino più sintomatica di quelle dei manifestanti che si arrampicano come formiche sui muri di Capitol Hill e devastano indisturbati il tempio della democrazia americana, o di quelle dello sciamano tatuato con le corna che si accomoda trionfante sullo scranno di Mike Pence, o di quelle dei legittimi rappresentanti del popolo evacuati sotto la minaccia dei Proud Boys armati. È un filmato fatto con il telefono e diffuso dal figlio dello stesso Trump, che ritrae il presidente tuttora in carica con la moglie a fianco davanti a uno schermo televisivo, mentre si gode la diretta della manifestazione che sta per aizzare contro il Parlamento, il tutto con Gloria – un nome un programma – a tutto volume per tenergli su il morale.

Ph. Erin Schaff / The New York Times – Contrasto
Ph. Erin Schaff / The New York Times – Contrasto

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