Archivi categoria: Readings on Star Politics

I grandi dibattiti di Internet non sono grandi e non sono dibattiti

Ph. Yuki Iwamura / Ap

(ilpost.it, 5 agosto 2025)

Una campagna pubblicitaria dell’azienda di jeans American Eagle con l’attrice Sydney Sweeney è diventata nei giorni scorsi un esempio molto chiaro e citato di un fenomeno sempre più frequente su Internet. Uno spunto qualsiasi, anche un fatto marginale, può diventare argomento di un dibattito enorme, pretestuoso e con posizioni assurde perché, in pratica, trasformarlo in un contenuto divisivo è nell’interesse di diverse parti contrapposte o coinvolte in quel dibattito: piattaforme, aziende, utenti dei social media, influencer, media tradizionali, politici.

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La Casa Bianca ha lanciato un nuovo account su TikTok

(agi.it, 20 agosto 2025)

La Casa Bianca ha lanciato un nuovo account su TikTok, il social network di proprietà cinese, che continua a operare negli Stati Uniti con il consenso del presidente Donald Trump, nonostante una legge ne imponga la vendita. «Stati Uniti, SIAMO TORNATI! Come va, TikTok?» si legge in un messaggio che accompagna un video di 27 secondi, il primo post dell’account della Casa Bianca sulla popolare applicazione.

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Il Parlamento francese su TikTok

TikTok

(ilpost.it, 13 agosto 2025)

Girando su TikTok e Instagram capita d’imbattersi in video che mostrano spezzoni di discorsi fatti da politici in Parlamento: durano circa un minuto e affrontano diversi temi con parole molto semplici, sono sottotitolati, possono includere una musica drammatica e spesso sono pubblicati dalla persona che ha pronunciato quel discorso, o dall’account del partito cui appartiene. È una pratica che esiste in vari Paesi, inclusa l’Italia.

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La rendita del potere

Ph. Harry Benson

(linkiesta.it, 13 agosto 2025)

Negli Stati Uniti, il presidente non è soltanto il capo del governo e il comandante in capo delle forze armate: è anche un cittadino libero di mantenere interessi economici privati. A differenza dei membri del gabinetto e degli alti funzionari federali, non è vincolato da regole stringenti sui conflitti d’interesse.

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Il razzismo nello sport argentino arriva da lontano

Ph. Marcelo Endelli / Getty Images

di Valerio Moggia (ilpost.it, 6 agosto 2025)

Il 12 luglio, durante una partita di rugby tra Argentina e Inghilterra giocata a San Juan, alcuni tifosi argentini hanno rivolto insulti razzisti ai giocatori neri dell’Inghilterra. Il presidente della federazione argentina Gabriel Travaglini ha condannato l’episodio ed espresso la propria solidarietà agli atleti inglesi, ma alla fine la sua associazione non è stata in grado d’identificare i responsabili, come comunicato lo scorso 21 luglio da World Rugby, cioè l’organizzazione internazionale del rugby.

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Anche la Repubblica Democratica del Congo investe nel calcio

Ph. Matthew Ashton / Ama – Getty Images

di Valerio Moggia (ilpost.it, 25 luglio 2025)

A fine giugno, il Milan ha ufficializzato un accordo commerciale con il ministero del Turismo della Repubblica Democratica del Congo presentandolo come un progetto in linea «con gli obiettivi del Piano Mattei per l’Africa» e come parte di «una piattaforma internazionale volta a supportare lo sviluppo socioeconomico della nazione africana». L’accordo prevede una cooperazione commerciale legata a imprese e turismo, così come aspetti umanitari.

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Make America Super Again: guardare “The Boys” per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Pietro Salvatori (huffingtonpost.it, 17 agosto 2025)

[…] Ho iniziato a vedere The Boys nel 2020. Non sono il tipo che ama i film sui supereroi, alla The Avengers e dintorni per capirci. Però per l’ennesima volta Amazon Prime mi accoglieva con un bannerone in apertura di app sull’ultima formidabile produzione interna, e ho ceduto alle leggi del marketing.

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Kennedy Center: Trump svela il suo Pantheon

Ph. Alex Brandon / Ap

di Irene Soave (corriere.it, 14 agosto 2025)

Il “golpe” risale a febbraio: Donald Trump, da poco presidente in carica, aveva licenziato tutto il board del Kennedy Center di Washington. Aveva annunciato, per prima cosa, di voler «make the Kennedy Center great again»; per seconda cosa, di voler finire la lunga tradizione di show en travesti organizzati dall’istituzione, dal 1971 il principale complesso culturale degli Stati Uniti, con le migliori rassegne di teatro, danza, opera, musica sinfonica e contemporanea.

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La rivoluzione del “Rocky Horror Picture Show”

20th Century Fox

di Lucia Tedesco (wired.it, 14 agosto 2025)

The Rocky Horror Picture Show, un’opera di rottura, sovversiva ed esuberante, che avrebbe cambiato per sempre la storia del musical e del cinema tutto, approda sugli schermi il 14 agosto 1975. Forgiato dalla mente di Richard O’Brien, questo musical è figlio del proprio tempo, gli anni Settanta.

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