Successo e rovina di Planet Hollywood

(ilpost.it, 14 giugno 2021)

A fine anni Ottanta Keith Barish, un produttore statunitense noto per La scelta di Sophie e L’implacabile, decise che voleva darsi alla ristorazione e creare una catena a tema cinematografico. A quanto pare, l’idea venne a un suo assistente, che nella sceneggiatura di un possibile film sui Flintstones aveva letto il nome “Hollyrock”, il corrispettivo preistorico e flinstoniano di Hollywood. Un nome che gli aveva fatto pensare che il concetto alla base della catena Hard Rock Cafe, fondata negli anni Settanta, poteva essere traslato dal mondo della musica a quello del cinema. Con scarsa fantasia, Barish voleva chiamare la catena Cafe Hollywood, e dopo qualche mese alla ricerca di possibili soci esperti di ristorazione finì per mettersi in società con il britannico Robert Earl.

esquire.com
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Agcom, rivoluzione nel settore della misurazione delle audience

(adnkronos.com, 16 giugno 2021)

Storica delibera di Agcom (l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), che arriva a dare precise indicazioni d’indirizzo al settore della misurazione e rilevazione delle audience editoriali, sia televisive sia digitali, in Italia. Un indirizzo dettagliato e puntuale che arriva a porre fine a un periodo caratterizzato da querelle sulla metodologia Audiweb e il relativo utilizzo e transito dati verso Facebook; periodo che ha visto recentissimamente il fallimento della fusione fredda Audiweb-Audipress, con il conseguente annuncio da parte di Fieg di voler intraprendere in proprio la misurazione delle audience digitali. Agcom spazza via tutte queste ipotesi e litigi, puntando il dito sull’eccessiva frammentazione e non confrontabilità dell’operato di soggetti facenti capo e riferimento a stakeholder divisi per tipologia editoriale.

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L’Avis deve pure perdere tempo a rispondere a Enrico Montesano

di Gianmichele Laino (giornalettismo.com, 21 giugno 2021)

In un momento estremamente complesso per tutto ciò che riguarda le donazioni di sangue (il periodo del lockdown e delle restrizioni in generale hanno avuto un impatto significativo su questo gesto di solidarietà), l’Avis deve pure perdere tempo per rispondere a Enrico Montesano su una bufala – che per mezzo di un video girato dallo stesso attore – aveva trovato una cassa di risonanza ancora più ampia di quanto già non avesse avuto grazie ai soliti gruppi di fake news sui social network. Eppure, la precisazione era doverosa, perché – soprattutto nella giornata di ieri – la bufala del sangue donato dai vaccinati buttato via perché coagulatosi si era diffusa in maniera esponenziale.

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Victoria’s Secret licenzia i suoi angeli: etica o marketing?

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 18 giugno 2021)

Ha impiegato un po’ di tempo, sotto la resistenza di una barriera più solida da abbattere, ma alla fine il vento del #MeToo ha soffiato anche sugli angeli di Victoria’s Secret e si è portato via le loro ali. Il brand di lingerie che dal 1977 porta in passerella la perfezione estetica – come tradizionalmente intesa – affretta il passo per mettersi in pari con quello dei tempi di oggi, dove la miccia accesa dal caso Weinstein ha aggiornato i canoni di bellezza, riposizionato la figura della donna, che rifiuta l’esistere e il piacere solo come oggetto del desiderio maschile.

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La celebrità è negli occhi di chi guarda

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it,18 giugno 2021)

Con tutti gli sconosciuti che cercano di diventare famosi, è bello che alcuni vip diano il buon esempio cercando di non farsi riconoscere. Credo sia questo il principale pregio di Celebrity hunted – Caccia all’uomo, che torna oggi su Prime Video. Si tratta di tot celebrità che devono riuscire a non farsi sgamare mentre mantengono l’anonimato per quattordici giorni; fra i partecipanti è indubbiamente avvantaggiata Myss Keta, sia perché la sua fama si fonda sul fatto che nessuno sappia chi è, sia perché l’unico modo di riconoscerla è il fatto che copra naso e bocca con una mascherina.

Prime Video
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Nino Benvenuti, agente segreto per il “Carosello” delle spie vere

di Michele Bovi (huffingtonpost.it, 13 giugno 2021)

Che manrovesci mollava quella spia già nel 1965, provvidenzialmente destinata a diventare soltanto due anni dopo campione del mondo di pugilato! Già, perché era Nino Benvenuti a dare volto e corpo – non la voce, prestata da un doppiatore professionista – all’Agente 00SIS (Zero-Zero-Sis), il fascinoso e brillante protagonista della serie di Carosello del Cavallino Rosso, il brandy italiano che negli anni Cinquanta e Sessanta competeva con il bolognese Vecchia Romagna e il triestino Stock 84 per il titolo di leader dei liquori forti nazionali. Sis, l’azienda produttrice del Cavallino Rosso, nonostante il soggetto televisivo, non era acronimo di Servizio Informazioni Segrete (come gli apparati italiani di Marina e Aeronautica nella seconda guerra mondiale).

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L’inchino dei Bleus divide la Francia

(agi.it, 15 giugno 2021)

Fa discutere in Francia la decisione dei giocatori “Bleus” d’inginocchiarsi prima del debutto agli europei di Calcio contro la Germania, in omaggio al movimento Black Lives Matter e per condannare le discriminazioni razziali. Il numero due del movimento di estrema destra Rassemblement National (Rn), Jordan Bardella, si è chiesto se questa attenzione ai diritti umani varrà sempre: «Ci metteremo in ginocchio anche l’anno prossimo alla Coppa del Mondo in Qatar per rendere omaggio agli oltre 6.500 operai immigrati morti per costruire gli stadi della vergogna?», ha twittato l’esponente lepenista. I calciatori francesi si erano già inginocchiati prima dell’amichevole contro l’Olanda in vista degli europei, e negli ambienti nazionalistici era già montata la protesta con l’hashtag #BoycottEquipeDeFrance.

Afp
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L’album con cui Marvin Gaye liberò la musica black dai suoi cliché

di Carlo Massarini (linkiesta.it, 29 maggio 2021)

«Man, what’s happening?», un chiacchericcio iniziale in slang, musicisti che si preparano, dopo pochi secondi si apre su un ritmo che pulsa mediolento, rilassato, le congas che accolgono un riff di sax. E su questo tappeto morbido, accompagnata da un coro che lo raddoppia, si appoggia una voce… Mother, mother… «Madre, madre / ce ne sono troppe di voi che stanno piangendo / Fratello, fratello, fratello / ce ne sono fin troppi di voi che stan morendo / Sai che dobbiamo trovare un modo / per portare un po’ di amore qui, oggi».

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Da Carofiglio a Bonaccini, la nuova estetica del Narciprogressista

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 11 giugno 2021)

In principio fu Carofiglio, inteso come Gianrico, magistrato e scrittore di successo, opinionista televisivo, commentatore e convegnista brillante e ricercato, non per niente scelto come testimonial per il vaccino italiano, Reithera, e in quanto tale immortalato seminudo – in senso quasi letterale: con una camicia infilata a un braccio solo, a coprirgli esattamente metà del corpo – nel momento decisivo dell’inoculazione. Va detto che lui il testimonial doveva fare, e dunque, se in tal modo l’immagine ha colpito di più l’attenzione e ha avuto maggiore circolazione, se ne può concludere solamente che ha svolto egregiamente il suo compito.

Stefano Bonaccini via Twitter
Stefano Bonaccini via Twitter

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G7, la battuta della regina Elisabetta: «Deve sembrare che ci stiamo divertendo?»

(ilpost.it, 12 giugno 2021)

A Carbis Bay, nella regione inglese della Cornovaglia, è in corso il G7 a cui partecipano i leader e i capi di Stato e di governo di alcuni dei Paesi più importanti e ricchi al mondo. La regina del Regno Unito, Elisabetta II, venerdì scorso vi ha presenziato ufficialmente assieme al resto della famiglia reale, tra cui il principe Carlo con sua moglie Camilla e il principe William con sua moglie Kate. La regina si è fatta notare soprattutto per una battuta fatta durante la foto di gruppo con gli altri leader: mentre erano tutti in posa, ha detto: «Are you supposed to be looking as if you’re enjoying yourself?» (Deve sembrare che ci stiamo divertendo?).

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