L’epoca della iconocrazia

di Antonio Riello (dagospia.com, 27 settembre 2024)

A scuola ci hanno raccontato che gli antichi Egizi si arrabattavano a scrivere con i geroglifici. Era automaticamente implicita la convinzione della superiorità del nostro tipo di scrittura: quello egizio era un sistema assai primitivo e limitato mentre nel nostro mondo (grazie ai Fenici) disponiamo di alfabeti universali facilmente in grado di comunicare qualsiasi idea (anche la più astratta).

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Karla Sofía Gascón adesso è un guaio per “Emilia Pérez”

(ilpost.it, 4 febbraio 2025)

Due settimane fa l’attrice spagnola Karla Sofía Gascón è diventata la prima donna dichiaratamente trans a essere candidata agli Oscar come miglior attrice per il suo ruolo in Emilia Pérez, uno dei film più premiati e chiacchierati della stagione. Adesso però si ritrova in mezzo a un sacco di polemiche legate a una serie di commenti e post condivisi sui suoi profili social, ritenuti offensivi, razzisti o islamofobi.

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Una normale famiglia americana

Ph. Beth Hall / Ap – File

di Francesca Dallaglio (ilpost.it, 4 dicembre 2024)

Ogni mattina controllo un subreddit, senza mai lasciare né commenti né upvote o downvote; si tratta di r/DuggarsSnark, un nome che sembra un po’ uno scioglilingua. “Snark” indica l’atto di “schernire” qualcosa o qualcuno, che in questo caso è una specifica entità, forse la più celebre nel panorama del fondamentalismo cristiano statunitense: la famiglia Duggar. Se vi state chiedendo come sia finita a frequentare una community che tratta un tema così peculiare, la colpa è di YouTube.

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C’è chi dice no: le calciatrici spagnole si oppongono alla Supercoppa in Arabia Saudita

Ph. Álex Caparrós / Uefa – Getty Images

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 31 gennaio 2025)

«Quello che so dell’Arabia Saudita è che la condizione delle donne non è molto tutelata. C’è ancora tanta strada da fare, e quindi non so se mi sentirei a mio agio a giocare lì». Il messaggio apparso sui social è firmato dalla centrocampista del Barcellona Aitana Bonmatí, la calciatrice più forte al mondo. La sua posizione è stata condivisa da altre colleghe: non sono favorevoli al trasferimento della Supercoppa spagnola in terra saudita – ipotesi al vaglio – e a motivare la loro decisione sarebbe anche l’imbarazzo di esibirsi in un luogo in cui delitti d’onore e molestie ai danni delle donne sono all’ordine del giorno.

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“Il mio giardino persiano”, un film più potente della censura

di Marta Allevato (agi.it, 30 gennaio 2025)

Diventare famosa nel proprio Paese anche se il film in cui reciti è vietato dalle autorità e tu non sei neppure un’attrice professionista. È successo in Iran a Lili Farhadpour, 64 anni, giornalista e attivista prestata al cinema, e protagonista del film Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, in Italia con Academy Two.

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In Corea del Nord vietati K-pop e film hollywoodiani

Kcna / Afp via Getty Images

(adnkronos.com, 28 gennaio 2025)

C’è una minaccia che incombe sul leader nordcoreano Kim Jong-un e sulla sua capacità di mantenere il potere a Pyongyang. Sono i giovani nordcoreani che, attraverso i media stranieri, riescono ad accedere a film hollywoodiani o album K-pop, veri e propri «veleni pericolosi» secondo Kim. Tanto che chi li possiede rischia pene severe, fino alla condanna a morte.

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In Cina i meme sono un caso di Stato

sixthtone.com

di Lorenzo Lamperti (wired.it, 26 gennaio 2025)

I meme possono diventare un affare di Stato se toccano argomenti sensibili per le classi dirigenti al governo. È accaduto in Cina. Ma andiamo con ordine, e proviamo a ricostruire cosa è successo. Novembre 2013. Dopo decenni passati quasi nel dimenticatoio, la città di Qufu si prepara a un evento inusuale: la visita di un presidente della Repubblica Popolare. Siamo nello Shandong, provincia nord-orientale della Cina.

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I calzini di Justin Trudeau

Ph. Beata Zawrzel / NurPhoto – Ipa

di Federico Rocca (vanityfair.it, 28 gennaio 2025)

La passione – o vogliamo dire l’eccentrico vezzo? – del Primo Ministro canadese Justin Trudeau per i calzini a fantasie colorate è nota, arcinota, quasi proverbiale. Non c’è occasione pubblica che l’apprezzato politico non riservi alle sue caviglie tutta l’attenzione che meritano, vestendole di colori sgargianti e di fantasie fanciullesche, a controbilanciare outfit sempre formali e sartorialmente impeccabili.

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I pois di Grace Kelly

Gamma-Keystone via Getty Images

di Alessandra Zauli (elle.com, 26 dicembre 2024)

Algida e cesellata di stile inarrivabile. Capelli biondi, occhi azzurri e piglio elegantissimo. Un “vulcano bollente” la tratteggiò affettuosamente Alfred Hitchcock. “Il resto più bello del mondo” la battezzò invece Bing Crosby, riferendosi al volto dell’attrice stampato sui francobolli e sulle monete di quel Principato che lei rese glamour. Mito Grace Kelly; “la donna che visse due volte” barattando – apparentemente senza sforzo – il ruolo di diva con quello di principessa.

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Gli highlights del Fire Aid

Ph. Scott Dudelson / Getty Images for Fire Aid

di Ethan Millman e Tomas Mier (rollingstone.it, 31 gennaio 2025)

Fire Aid è stata una lettera d’amore di cinque ore e mezza alla città di Los Angeles, il raduno di una trentina fra le più grandi star degli ultimi cinquant’anni per una catarsi musicale di cui si sentiva il bisogno dopo gli incendi devastanti che hanno colpito la città. Lo show è stato a dir poco ambizioso. Con così tanti artisti concentrati in un solo evento, gli organizzatori hanno allestito il concerto contemporaneamente allo storico Kia Forum e all’Intuit Dome, una struttura più nuova che si trova a un chilometro e mezzo di distanza.

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