Archivi tag: soft power

Dopo il Duce, il Donald

(huffingtonpost.it, 6 ottobre 2020)

«I gesti, la postura, le braccia alzate in segno di saluto. I bellissimi sfondi, le bandiere appese agli antichi palazzi in pietra a Roma, Palermo, Verona, Milano». E poi l’uso del balcone come palcoscenico prediletto per le inquadrature, il podio perfetto da cui esibire una «unità di pensiero e azione» che è «l’idea fondamentale alla base della dittatura». Sono questi – secondo The Atlantic – i punti di contatto tra la consapevolezza comunicativa di Benito Mussolini e quella di Donald Trump, all’indomani del discorso della vittoria sul Coronavirus. Punti di contatto che – per il sito della nota rivista americana – giustificano il titolo del commento: dopo il Duce, «Il Donald».

Ph. Win McNamee / Getty Images
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Dal Milan a Forza Italia. Trattato di filosofia berlusconiana

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 25 settembre 2020)

Mentre scrivo esordisce in serie B il nuovo scintillante Monza di Silvio Berlusconi e mi torna in mente un’intervista di trent’anni fa. Era il 1989, il Milan aveva da poco intrapreso l’abitudine di vincere tutto e France Football andò a fare quattro chiacchiere con colui che all’epoca era ancora solo Sua Emittenza. È un’intervista distesa e schietta; per intenderci quella in cui, parlando degli allenatori senza passato da calciatore, Berlusconi dichiarò che un fantino per essere bravo non deve per forza essere stato cavallo (l’aforisma fu poi attribuito ad Arrigo Sacchi, che in realtà ne era l’argomento).SilvioB_Milan_FI Continua la lettura di Dal Milan a Forza Italia. Trattato di filosofia berlusconiana →

Il principe William e il volontariato (in incognito)

di Nicola Bambini (vanityfair.it, 6 giugno 2020)

«Devo condividere con voi un piccolo segreto: ci sono anch’io sulla piattaforma di volontariato “Shout 85258”». Il principe William abbandona il nickname ed esce allo scoperto: al termine della Volunteering Week 2020, la settimana che celebra l’operato dei volontari in molti Paesi, l’erede al trono britannico approfitta di una videoconferenza per rivelare il suo contributo diretto a un’associazione benefica. Durante il faticoso lockdown imposto dall’emergenza Coronavirus, William ha infatti partecipato attivamente ad una helpline che, grazie a un servizio di messaggistica istantanea, ha fornito un supporto psicologico a migliaia di persone in crisi.

Getty Images
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Harry e Diana, lo stesso impegno contro le mine antiuomo

di Nicola Bambini (vanityfair.it, 27 maggio 2020)

Il principe Harry e Lady Diana, insieme sulla stessa strada. Il duca di Sussex, infatti, ha scritto una lettera di ringraziamento a The Halo Trust, l’organizzazione no-profit alla quale era particolarmente legata sua madre e che si occupa della messa in sicurezza di scenari post bellici, soprattutto della rimozione di mine terrestri. «La vostra determinazione anche davanti al Coronavirus è ammirevole», si legge.Harry_Diana_HaloTrust Continua la lettura di Harry e Diana, lo stesso impegno contro le mine antiuomo →

I flag dress delle celeb

di Ilaria Perrotta (vanityfair.it, 30 marzo 2020)

C’è una sottile linea-à-porter tra patriottismo, messaggio politico/sociale e moda. E passa dagli abiti bandiera avvistatissimi da sempre sulle celeb che li sventolano su red carpet, passerelle, festival e palcoscenici e, in tempi più recenti, Instagram. Proprio del flag dress più famoso della Storia – quello con la Union Jack, la bandiera britannica, entrato nel gotha degli abiti iconici insieme al Jungle di Jennifer Lopez, al Revenge di Lady Diana e al Versace con le spille da balia di Liz Hurley – è tornata a parlare colei che lo ha reso leggenda, Geri Halliwell.

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Il digitale nuoce gravemente alla democrazia?

di Andrea Daniele Signorelli (wired.it, 6 marzo 2020)

Dall’epoca in cui si pensava che le nuove tecnologie digitali, a partire dai social network, avrebbero diffuso la democrazia in tutto il mondo sembra passato un secolo. Le primavere arabe, attraverso cui queste speranze si sono inizialmente diffuse, sono invece lontane solo dieci anni. E soprattutto non si sono concluse con il trionfo della libertà: l’Egitto è nelle mani di un nuovo dittatore e la Libia è una polveriera, per non parlare di Siria e Yemen.Big-5 Continua la lettura di Il digitale nuoce gravemente alla democrazia? →

Parasite, Gangnam Style, Bts: la Corea del Sud ha conquistato l’Occidente

di Ilaria Bellantoni (linkiesta.it, 29 febbraio 2020)

L’inizio della fine della (sub)cultura pop occidentale porta in dote un nome, Mino: cioè il rapper della Corea del Sud che alla scorsa Paris Fashion Week è stato scelto da Virgil Abloh in persona per aprire la sfilata uomo di Louis Vuitton; e ha letteralmente spaccato su Instagram e YouTube. Ah, in prima fila c’era anche Gong Yoo, il Brad Pitt di Seoul che, nonostante i suoi quarant’anni, ha provocato la solita pioggia milionaria di like.Bts Continua la lettura di Parasite, Gangnam Style, Bts: la Corea del Sud ha conquistato l’Occidente →

La lotta tra @KensingtonRoyal e @SussexRoyal per il dominio di Instagram

(ilpost.it, 29 febbraio 2020)

Da quando il 27 novembre 2017 il principe Harry d’Inghilterra annunciò il fidanzamento con l’attrice americana Meghan Markle, iniziò a farsi strada una divisione tra i sudditi e tra gli appassionati della Corona britannica di tutto il mondo. C’era chi preferiva loro – più giovani e moderni – e chi restava fedele al principe William, secondo discendente in successione al trono britannico dopo il padre, il principe Carlo, e a sua moglie Kate Middleton, più classici e vicini ai costumi tradizionali della famiglia reale.

Instagram @sussexeroyal
Instagram @sussexeroyal

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Donald Trump attacca anche Brad Pitt e il suo discorso agli Oscar

di newsbot27 (leganerd.com, 21 febbraio 2020)

Dopo aver criticato aspramente Parasite, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha voluto dire la sua anche su un altro personaggio che si è distinto durante l’ultima cerimonia degli Oscar: stiamo parlando di Brad Pitt. Trump ha criticato l’attore durante un convegno che ha tenuto a Colorado Springs.

Ph. Amy Sussman / Getty Images
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A Trump non è piaciuto l’Oscar per “Parasite”

(ilpost.it, 21 febbraio 2020)

Durante un comizio a Colorado Springs, il presidente statunitense Donald Trump ha criticato la vittoria agli Oscar di Parasite, film sudcoreano e primo film non in Inglese a vincere il premio più importante. «Quanto ha fatto male l’Academy Awards quest’anno…Parasite_Trump Continua la lettura di A Trump non è piaciuto l’Oscar per “Parasite” →