Archivi tag: moda vestimentaria

Storia di una borsa da 7 milioni

Ph. Mike Daines / Shutterstock – Courtesy Sotheby’s

(ilpost.it, 11 luglio 2025)

Giovedì [10 luglio] la prima borsa Birkin creata dall’azienda di moda francese Hermès nel 1985 per l’attrice e cantante francese Jane Birkin, dalla quale prende il nome, è stata venduta all’asta per 7 milioni di euro (che diventano 8,6 con l’aggiunta di tasse e commissioni). È una cifra che supera di molto il prezzo più alto pagato finora all’asta per una borsa: 513mila dollari per una Kelly “White Himalayan” in coccodrillo e diamanti, sempre di Hermès.

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Zelensky ha indossato un completo?

Getty Images

di Joel Khalili – Kate Knibbs (wired.it, 9 luglio 2025)

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha indossato un completo? Questa domanda all’apparenza semplice ha in realtà creato grande scompiglio sul sito di scommesse Polymarket. Con una posta in gioco che ha abbondantemente superato i 200 milioni di dollari complessivi, ora diverse persone sostengono di essersi viste negare una vincita legittima.

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Il guardaroba della regina Elisabetta diventa uno spettacolo teatrale

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 12 giugno 2025)

Quel cappello blu con i fiori gialli, indossato dalla regina Elisabetta all’apertura del Parlamento nel 2017 era davvero un messaggio all’Europa nei giorni in cui si discuteva della Brexit? La sovrana, anche se fosse ancora tra noi, non rivelerebbe nulla neanche sotto tortura ma anche Angela Kelly, sarebbe a dire chi quel copricapo lo disegnò, si è ritirata a vita privata con la bocca ben cucita.

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Perché i cappotti di Lady Diana non vanno all’asta

Ph. Tim Graham / Getty Images

di Laura Scafati (vanityfair.it, 10 giugno 2025)

Il prossimo 26 giugno, presso gli spazi del The Peninsula Beverly Hills Hotel, si terrà Princess Diana’s Style & A Royal Collection, una delle aste più importanti e forse corpose della storia reale britannica. All’incanto, ben 325 pezzi tra abiti, accessori e altri cimeli, di cui oltre 100 appartenuti solo a Lady Diana.

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“Superfine”, lo stile black al Met

The Metropolitan Museum of Art

di Carole Hallac (linkiesta.it, 7 maggio 2025)

Il Met Gala è l’evento mondano per eccellenza di New York, ma al di là dello sfarzo e dei riflettori su celebrità e abiti da red carpet, segna anche l’apertura della mostra annuale del Costume Institute al Metropolitan Museum of Art. Quest’anno l’esposizione, intitolata Superfine: Tailoring Black Style, esplora il dandismo come espressione estetica e politica all’interno della diaspora africana, dalle corti europee del XVIII secolo alle passerelle contemporanee.

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Il red carpet del Met Gala firmato Anna Wintour: quando la moda è una questione politica

Getty Images

di Maria Corbi (lastampa.it, 5 maggio 2025)

La moda è (anche) una questione politica. E non è mai stato tanto vero in America come in questo lunedì di inizio maggio quando il Metropolitan Museum spalancherà le porte ai suoi griffatissimi ospiti per il Met Gala, con una padrona di casa, Anna Wintour (Il diavolo veste Prada per capirci), che non ha mai fatto mistero delle sue simpatie democratiche e della sua antipatia per Donald Trump, la narrativa Maga e tutto quello che ci gira intorno.

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L’abito dell’addetta stampa di Trump che infiamma i social in Cina

Ph. Chip Somodevilla / Getty Images

di Aurora Mandelli (vanityfair.it, 22 aprile 2025)

È un pendolo che oscilla tra l’ironia e l’ipocrisia la nuova disputa fashion che ha scosso gli animi della politica internazionale. Il responsabile? Un apparentemente innocuo mini-dress indossato da Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca dal secondo mandato di Donald Trump, ora al centro del dibattito sulla guerra commerciale dei dazi tra Stati Uniti e Cina per mano di un attento osservatore.

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Rose Bertin, la prima stilista della storia che vestiva Maria Antonietta

Heritage Images / Getty Images

di Aurora Mandelli (vanityfair.it, 30 marzo 2025)

Tre secoli prima che i designer diventassero vere e proprie celebrità alla direzione creativa delle big Maison, Rose Bertin (1747-1813) saliva alla direzione creativa di Versailles. Conosciuta per essere stata la “sarta di Maria Antonietta”, alias la regina più fashion victim della Storia, a ben vedere, costei era già uno step oltre la confezione degli abiti: guizzo creativo, estetica ben definita, stagionalità, proto-collezioni, una fama senza precedenti.

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Il Tagikistan pubblicherà una guida per dire alle donne come vestirsi

(agi.it, 19 febbraio 2025)

Il Tagikistan, Paese dell’Asia centrale, pubblicherà una guida per dire alle donne come si devono vestire. Le raccomandazioni principali riguardano l’uso degli abiti tradizionali, che dovrebbero essere indossati in ogni momento e aspetto della vita. Già in passato il governo di Dusanbe aveva voluto “vietare” gli abiti stranieri per cercare di preservare la storia locale e combattere l’ascesa dell’Islam radicale.

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Se l’abito da sposa è tradizionalmente bianco la ragione è tutta “reale”

Franz Xaver Winterhalter, “Queen Victoria in her wedding dress”, 1847 / Royal Collection – Wikimedia Commons

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 22 marzo 2025)

L’abito da sposa bianco, una tradizione che quest’anno compie 185 anni. Possiamo essere così precisi nel datare l’inizio dell’usanza perché sappiamo chi fu la prima a lanciare la moda del vestito che avesse il colore dell’innocenza e della purezza per il giorno del matrimonio. Si tratta della regina Vittoria del Regno Unito, che per le nozze con il principe Alberto, celebrate il 10 febbraio 1840 nella Cappella Reale di St. James Palace, scelse un modello che sopravvive ancora oggi nel nostro immaginario, godendo anzi di ottima salute.

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