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Archivio mensile:Novembre 2025
La foto più bella del presidente Reagan

di Eva Mascolino (harpersbazaar.com, 23 maggio 2025)
È il 1940, e in un’aula della University of Southern California si svolge una scena che resterà nella Storia. Un giovane uomo alto e dal fisico scolpito, con addosso solo un paio di slip bianchi, posa immobile mentre intorno a lui mani esperte e occhi concentrati traducono il suo corpo in creta e gesso.
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Tu Zohran, io demure: la nuova first lady di New York
di Giulio Silvano (ilfoglio.it, 16 novembre 2025)
“Very demure, very mindful” si diceva sui social l’estate scorsa in contrapposizione alla Brat Summer che tanto aveva scortato l’hype della candidata Kamala Harris, catapultata all’ultimo. Compostezza, modestia, una forma di eleganza sobria e riflessiva, opposta quindi al grido libero, alla risata sguaiata, alle baracconate trap e brat.
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La prima volta in cui Kate Middleton mandò in tilt Internet con un vestito

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 16 novembre 2025)
Il 16 novembre non è solo la data in cui ricordare l’annuncio del fidanzamento di Kate Middleton con il principe William, avvenuto quindici anni fa a St. James Palace. Ma anche l’anniversario di un potere magico esercitato dalla reale (al tempo ancora “commoner”) sulle vendite di un capo di abbigliamento o di un accessorio.
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La Svizzera supera i dazi di Trump con la diplomazia del luccichio
di Ugo Barbàra (agi.it, 16 novembre 2025)
La diplomazia del luccichio funziona sempre con Donald Trump. Una delegazione di magnati svizzeri, riporta Axios, è riuscita dove la premier Karin Keller-Sutter aveva fallito, presentandosi alla Casa Bianca con un Rolex da scrivania, un lingotto d’oro personalizzato da un chilo e una generosa dose di adulazione.
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A volte ritorna: Marta Fascina in Parlamento
di Fabrizio Roncone (corriere.it, 14 novembre 2025)
I pomeriggi, a Montecitorio, scorrono ormai avvolti in una noia mortale. Il Transatlantico in cui avvenivano memorabili e altissime battaglie politiche, luogo di intrighi sublimi e accordi bizantini, di sospetti crudeli e divertenti perfidie, di scenate e struggenti abbracci, se osservato dalla buvette, appare come l’uscita di una qualsiasi fermata della metropolitana.
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Il migliore dei Kennedy non si chiama Kennedy

di Guia Soncini (linkiesta.it, 14 novembre 2025)
Il nuovo Jack Kennedy non si chiama Kennedy. Il che mi fa tornare in mente quella volta che una caporedattrice mi corresse il virgolettato di un amico di John Kennedy che lo chiamava Jack perché secondo lei, che era di Roma ma si percepiva fluent, Jack era un altro nome, mica un diminutivo di John.
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I pregiudizi ideologici su Lucio Battisti
di Andrea Silenzi (repubblica.it, 13 novembre 2025)
“Planando sopra boschi di braccia tese”. Questa frase presa da La collina dei ciliegi (1973) fece alzare il livello dei sospetti dei movimenti politici di sinistra nei confronti di Lucio Battisti. Anni difficili: e se quelle braccia tese fossero un richiamo ai saluti romani?
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Quando Mamdani faceva hip hop
(ilpost.it, 5 novembre 2025)
Nel 2019 la critica culinaria del New York Times Ligaya Mishan dedicò un lungo articolo a «un giovane rapper del Queens che si fa chiamare Mr. Cardamom». Era il nome d’arte di Zohran Mamdani, il neo eletto sindaco di New York, che entrerà in carica il prossimo 1° gennaio.
Il gran teatro dell’autoritarismo populista
di Francesco Cundari (linkiesta.it, 11 novembre 2025)
Nel suo ampio elogio degli ultimi libri di Giuliano da Empoli, Il mago del Cremlino e L’ora dei predatori, come chiave per comprendere il carattere del nuovo autoritarismo e delle personalità autoritarie, qualche giorno fa David Brooks sottolineava sul New York Times, tra gli altri, un aspetto che ha molto colpito anche me. Per brevità e pigrizia, cito direttamente dalla sua sintesi.
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