Archivio mensile:Giugno 2026

Richard Gere stronca Trump: «È il periodo più buio per gli Stati Uniti»

Ph. Line Fransson / Dagbladet

di Marco Piscitello (agi.it, 2 giugno 2026)

Il mondo sta attraversando il periodo più «buio» della sua storia recente e Donald Trump sta smantellando ciò che rendeva l’America un Paese «speciale». A dirlo è Richard Gere, star di Hollywood ma anche attivista per i diritti umani.

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Dal Duce all’emiro: breve storia dello sportwashing

Ph. Sven Simon / Imago

di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)

Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.

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«La Fifa doveva escludere l’Iran dai Mondiali»: intervista ad Asghar Adibi

Adibi in campo contro Pelé – Foto concessa da Asghar Adibi

di Michele Antonelli (adnkronos.com, 9 giugno 2026)

«Per me, la Fifa non avrebbe dovuto far partecipare l’Iran ai Mondiali. Le opinioni di molti iraniani, che non considerano questa squadra come la loro vera rappresentativa, sono evidenti da anni». Asghar Adibi, ex calciatore della Nazionale iraniana, mito del Persepolis Football Club e oppositore del regime, inizia così il suo racconto all’Adnkronos.

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Tale e quale: il sosia nell’epoca della sua riproducibilità tecnica

Ph. Ray Banhoff

di Ivan Carozzi (linkiesta.it, 16 dicembre 2025)

Diversi anni fa, quando abitavo in Via Carlo Farini a Milano, mi capitava spesso d’incontrare al semaforo un signore vestito con un vecchio cappotto, sempre con una borsa della spesa in mano, non troppo alto, con le guance scavate e la lunga barba bianca, magro e affilato come la guglia di una chiesa gotica. Era la copia vivente dello scrittore Fëdor Dostoevskij e, ogni volta che lo incrociavo, non riuscivo a evitare di scrutarlo e quasi divorarlo con gli occhi.

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Il fuggi fuggi di cantanti dalla festa di Trump

Fox News via X

di Stefano Pistolini (ilfoglio.it, 2 giugno 2026)

Dall’altra parte dell’Atlantico, quando un presidente entra in carica, c’è il caso che arrivi Aretha Franklin a cantare per lui. Da noi il pop ha meno accesso al salotto buono. Va bene per il concertone del 1° maggio, quando ai lavoratori andrebbe offerto svago, e infatti quello lo organizzano i sindacati.

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Musica nell’Italia fascista: la produzione musicale ai tempi del regime

Ph. Brett Sayles / Pexels

di Harvey Sachs* (linkiesta.it, 19 marzo 2026)

Per comprendere la vita musicale dell’Italia fascista è necessario conoscere le strutture e infrastrutture musicali del Paese all’epoca della presa del potere di Mussolini, e come furono accresciute e trasformate sotto il regime. Ciò a sua volta richiede una certa familiarità con le persone che determinavano le politiche della burocrazia musicale interpretando, in base alle proprie idee, al proprio temperamento e istinto di sopravvivenza politica, generiche direttive del governo.

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Il Papa rivoluziona la comunicazione vaticana

Ph. Fabio Frustaci / Ansa

di Matteo Matzuzzi (ilfoglio.it, 2 giugno 2026)

Papa Prevost rivoluziona la comunicazione vaticana. Ieri, alle 12:00, il bollettino della Santa Sede ha ufficializzato la nomina di María Montserrat “Montse” Alvarado a prefetto del dicastero per la Comunicazione. Sostituirà, dal prossimo 1° novembre, Paolo Ruffini, in carica dal 2018.

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Apple rimuove la super‑app russa Max dall’App Store

Afp

(agi.it, 4 giugno 2026)

Apple ha rimosso Max, l’app di messaggistica statale voluta dal Cremlino, dal suo App Store, come annunciato dagli stessi sviluppatori russi dell’app. Da mesi Mosca spinge i russi a installare Max, una super-app priva di crittografia che, secondo i critici, potrebbe essere utilizzata per tracciare le persone.

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Nel mondo di Putin, dove nulla è come appare

Ph. Alexei Druzhinin / Ria-Novosti – Ap

di Xavier Colás (corriere.it, 1° giugno 2026)

Vladimir Putin attraversa una strada e saluta un gruppo di cittadini durante una visita a San Pietroburgo. È il febbraio del 2020. Ha appena deposto dei fiori sulla tomba di Anatolij Sobchak, il sindaco della città per cui lavorò agli inizi della carriera e che fu il suo padrino politico prima dell’ascesa al fianco di Boris Eltsin.

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