Archivio mensile:Giugno 2026

Dumb Economy: chi guadagna sull’ignoranza

Ph. Cris Faga / Getty Images

di Gabriele Rosana (d.repubblica.it, 8 maggio 2026)

«It’s the economy, stupid!». Nel 1992, James Carville, stratega politico di Bill Clinton, sintetizzò in una battuta la ricetta per vincere le elezioni. Quasi trentacinque anni dopo, quella formula funziona ancora. Ma l’economia che orienta il comportamento si è estesa a nuovi orizzonti, oltre redditi, salari e inflazione, fino a catturare l’attenzione, il Sacro Graal di un mondo iperconnesso.

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De Gregori, e il florido mercato degli artisti engagé

Mondadori / Getty Images

di Cataldo Intrieri (linkiesta.it, 2 giugno 2026)

Lo vedo passare, il Principe, la mattina per il Lungotevere della Vittoria: leggero, scivola via e intorno a lui il vuoto. Nessuno che osi disturbare il suo cammino, chiedergli un selfie. Francesco De Gregori è un atipico pezzo di Roma, quella che non indulge alla caciara e alla cordialità finta e appiccicosa da circolo sul Tevere (dove, al massimo, in anni lontani sarà entrato per portare i figli a nuoto, da tipico padre collaborativo di Roma Nord, forse).

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Julio Iglesias, una mano sul cuore della Spagna

Ph. Harry Langdon / Getty Images

di Marco Piscitello (agi.it, 14 novembre 2025)

Creato dal governo spagnolo nel 1991 per promuove e diffondere lingua e cultura ispanica nel mondo, l’Istituto Cervantes copre 5 continenti con 88 centri dislocati nelle principali città di 45 Paesi. Dal 2022 quello di Roma è diretto da Ignacio Peyró, scrittore e giornalista madrileno di El País appena giunto nelle librerie italiane con Carisma (Ponte alle Grazie).

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Sergey Brin, l’ultimo tecno-miliardario passato a destra

Ph. Alex Brandon / Ap

(ilpost.it, 8 maggio 2026)

Negli ultimi anni negli Stati Uniti molti imprenditori del settore tecnologico si sono spostati a destra, sostenendo sempre più apertamente il presidente Donald Trump e il suo movimento politico. Alcuni di loro – come Elon Musk – l’hanno fatto in modo molto rumoroso, mentre per altri, come Mark Zuckerberg (capo di Meta) e Jeff Bezos (fondatore di Amazon), è stato un processo più graduale.

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Fenomenologia di Pete Hegseth

Ph. John Lamparski / Getty Images

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 17 marzo 2026)

Nella sala stampa del Pentagono il generale Dan Caine parla con la calma di chi sa che ogni parola può cambiare il corso della guerra in Medio Oriente. Accanto a lui, Pete Hegseth si muove su un altro registro.

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Lo sceneggiatore dei “Simpsons” Dan Greaney si candida alla Casa Bianca

Fox / Instagram

(ansa.it, 29 maggio 2026)

Dan Greaney, lo sceneggiatore quattro volte premio Emmy che scrisse l’episodio de I Simpson, Bart to the Future, in cui, con ben sedici anni di anticipo, pronosticava la presidenza di Donald Trump, ha annunciato la sua candidatura alle elezioni presidenziali del 2028.

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Hollywood e politica: cent’anni di passione

Ph. Mario Anzuoni / Reuters

di Andrea Rocco (cinema.video/it, 3 aprile 2020)

Steve Ross ci incontra nella sua casa di Westwood, quartiere-set dell’ultimo film di Quentin Tarantino, C’era una volta a… Hollywood. Professore di Storia alla University of Southern California, da tempo studia i rapporti, complessi e non lineari, tra Hollywood e la politica.

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Trump senza freni su Truth: 50 messaggi in 9 ore

Donald Trump via Truth Social

di Michele Farina (corriere.it, 31 maggio 2026)

L’accordo con l’Iran può attendere, ci sono cose più urgenti nell’agenda estiva di Donald Trump. Per esempio promuovere il vecchio sogno di vedere scolpito il proprio ciuffo nel granito del Monte Rushmore, in Sud Dakota, accanto a 4 presidenti “giganti” della storia degli Stati Uniti, i cosiddetti padri fondatori: George Washington, Thomas Jefferson, Theodore Roosevelt e Abraham Lincoln.

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Sergio Mattarella è sempre più pop

Ph. Francesco Ammendola / Quirinale – Ansa

(ilpost.it, 28 maggio 2026)

Nell’autunno del 2014 già si cominciava a pensare all’elezione del presidente della Repubblica che sarebbe dovuta avvenire nel 2015. L’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi chiese quindi alla ministra Maria Elena Boschi di avere un incontro preliminare con un giudice della Corte Costituzionale di cui diversi dirigenti del Partito Democratico gli avevano parlato bene.

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