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Tutti gli articoli di Star Politics
T-shirt delle Olimpiadi di Hitler sold out, bufera sul Cio
di Brahim Maarad (agi.it, 14 febbraio 2026)
Il Comitato Olimpico Internazionale è finito al centro delle polemiche per la vendita di merchandising commemorativo dei Giochi di Berlino del 1936, utilizzati da Adolf Hitler come vetrina della propaganda nazista. Sul sito ufficiale delle Olimpiadi — attualmente sotto i riflettori per i Giochi Invernali di Milano Cortina — è comparsa una maglietta dedicata all’edizione del 1936, inserita nella “Heritage Collection” del Cio e al momento esaurita.
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Ricorso respinto, Helmet of Memory fuori dai Giochi
(agi.it, 13 febbraio 2026)
La Divisione ad hoc del Tribunale Arbitrale dello Sport (Tas) in sede olimpica a Milano Cortina 2026 ha respinto il ricorso dell’atleta ucraino dello skeleton Vladyslav Heraskevych contro la Federazione Internazionale di Bob e Skeleton e il Comitato Olimpico Internazionale (Cio). Lo rende noto il Tas.
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La maglietta de “L’agente segreto” sta diventando un simbolo politico

(ilpost.it, 1° febbraio 2026)
Il film brasiliano L’agente segreto [O agente secreto, sceneggiato e diretto da Kleber Mendonça Filho – N.d.C.], candidato a quattro Oscar e vincitore del Golden Globe come Miglior film non in lingua inglese, ha fatto diventare popolarissima una maglietta tra i progressisti brasiliani. È una maglietta gialla con delle scritte e uno stemma.
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La “diplomazia degli abiti” di Ursula von der Leyen con l’India

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 29 gennaio 2026)
Siamo abituati a vedere Ursula von der Leyen con quello che è diventato il suo signature look, giacca corta e stretta e pantaloni a sigaretta. Mai ci saremmo sognati di poter parlare un giorno in chiave moda della presidente della Commissione Europea.
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“Zootropolis” dieci anni fa ci ha parlato del nostro mondo
di Giulio Zoppello (wired.it, 13 febbraio 2026)
Pare solo ieri che Zootropolis, di Byron Howard e Rich Moore, usciva nelle nostre sale. Invece sono passati già dieci anni dal 55° Classico Disney, da questo gioiello che ha portato la creatura del grande Walt lì dove non era mai stata sostanzialmente: a parlarci apertamente di politica, società, delle problematiche del nostro presente, di quanto siano radicate e difficili da eliminare.
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Sono passati settant’anni ma “L’invasione degli ultracorpi” non ci fa chiudere occhio
di Giulio Zoppello (wired.it, 5 febbraio 2026)
L’invasione degli ultracorpi di Don Siegel dopo settant’anni continua a essere uno dei film di Fantascienza più influenti, importanti e geniali che siano mai stati creati. Questa distopia inquietante continua a essere la miglior rappresentazione del concetto di paura e fobia sociale, della rivolta del singolo contro il conformismo, di quanto sia difficile per l’uomo moderno conservare la sua identità.
“Tempi moderni” compie novant’anni
di Filippo Mazzarella (corriere.it, 5 febbraio 2026)
Il 5 febbraio 1936 viene presentato in anteprima al Rivoli Theatre di New York Tempi moderni – Modern Times (in Italia uscirà più di un anno dopo), sesto lungometraggio di Charlie Chaplin, secondo film da lui realizzato dopo la rivoluzione del cinema sonoro, primo in cui si ode la sua voce e ultimo in cui porta in scena l’emblematico personaggio del Vagabondo, protagonista dei cortometraggi con cui furoreggiò dal 1914 sotto le storiche case di produzione Keystone, Essanay e Mutual.
Cent’anni di “Metropolis”
di Lucia Tedesco (wired.it, 24 gennaio 2026)
Quando Fritz Lang e Thea von Harbou idearono la città futuristica raccontata nel capolavoro del cinema muto Metropolis, ambientarono la storia nel 2026, a quasi cento anni dall’uscita del film. Uscita nelle sale nel 1927, l’opera ha immaginato, e intuito, in maniera particolarmente puntuale quali sarebbero state le geometrie e le storture della società e della città moderna, quella che nel film viene evocativamente chiamata la “Nuova Babele”.
Pucci non va a Sanremo
di Guia Soncini (linkiesta.it, 10 febbraio 2026)
Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza delle classi dirigenti. Io non sono preoccupata per l’inadeguatezza di quelli che stanno sui palcoscenici. E le classi dirigenti sono inadeguatissime, e quelli che stanno sui palcoscenici sono inadeguatissimi.






