L’ultima challenge è il selfie in bianchennero che sfida non si sa chi e non si sa cosa

di Guia Soncini (linkiesta.it, 29 luglio 2020)

Nel 1979 Woody Allen diresse un film, Manhattan, i cui fotogrammi sono ancora oggi tra le illustrazioni più utilizzate da chi voglia scrivere di New York. Non è perché è un gran film (lo è). Non è neppure perché lui è un regista famoso (anzi: c’è un pieno di gente fantasiosa che lo considera un impresentabile schifoso che ha sposato la propria figlia). È perché Manhattan è in bianco e nero.

Ph. Loïc Venance / Afp
Ph. Loïc Venance / Afp

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La candidatura di Kanye West non è seria, ma nemmeno uno scherzo

(ilpost.it, 10 agosto 2020)

La candidatura a presidente degli Stati Uniti del rapper Kanye West, annunciata lo scorso luglio e inizialmente considerata l’ennesima trovata promozionale di una celebrità nota per il suo ego smisurato e per gli annunci provocatori, è in realtà un progetto con una certa concretezza, e che si è scoperto essere legato piuttosto direttamente a personaggi del Partito Repubblicano. Di candidature insolite o improbabili ce ne sono a ogni elezione statunitense: ma interpretare quella di West è più complicato del solito, principalmente per via dei noti problemi di salute mentale del rapper, che anche sua moglie Kim Kardashian ha collegato alla candidatura.

Ph. Lauren Petracca / The Post And Courier via Ap
Ph. Lauren Petracca / The Post And Courier via Ap

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Donald Trump sogna il Monte Rushmore

di Alberto Flores D’Arcais (repubblica.it, 9 agosto 2020)

Che Kristi Noem, la governatrice repubblicana del South Dakota, sia una fiera e leale fan di Donald Trump non è un mistero. Che The Donald, nel suo sterminato ego, abbia sognato che il suo volto venisse inciso a imperitura memoria, lo ha fatto sapere lui stesso. Quel che non era noto – e che adesso rivela il New York Times – è che un zelante funzionario della Casa Bianca l’anno scorso abbia alzato il telefono e, piuttosto seriamente, si sia informato con la signora Noem su quali fossero le “pratiche” per dare il via a un’operazione cui il presidente americano tiene molto.

Reuters
Reuters

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Quell’influencer di Joe Biden

di Antonio Gurrado (ilfoglio.it, 10 agosto 2020)

Joe Biden, uno che sarebbe stato il candidato ideale nel 1976, è giustamente disposto a ogni possibile apertura alla modernità pur di battere Donald Trump. Leggo su Time un reportage che illustra la complessa strategia che la sua campagna sta mettendo in atto sul web, coinvolgendo esperti che producono contenuti specifici per ciascun tipo di social network. Ad esempio, per convincere gli elettori della Florida, i suoi social media manager hanno pubblicato su Twitter la lista degli speaker alla convention, su Instagram la foto di un cagnolino che segue la convention dal computer, su TikTok il video di una ragazza che indossa mise tipiche del luogo, su Pinterest la ricetta dei pancake ai mirtilli.Biden-stars Continua la lettura di Quell’influencer di Joe Biden

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La Bibbia, TikTok e la Colt

di Mario Sechi (agi.it, 7 agosto 2020)

TikTok e la pistola, l’alluminio e il vaccino, la Bibbia e la Colt. La campagna presidenziale americana sta per entrare nel giro finale di giostra, è in piena accelerazione, da qui al 3 novembre gli ordini esecutivi e le iniziative del presidente si moltiplicheranno, come sempre accade. I fronti aperti da Donald Trump si direbbe che siano troppi per un uomo solo, ma siamo di fronte a una sagoma politica imprevedibile. Andiamo avanti, con un po’ di ordine, per quanto possibile.

Ph. John Locher / Ap
Ph. John Locher / Ap

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Dagli «amici libici» di Beirut all’Italia senza tradizione coloniale: le migliori gaffe di Manlio Di Stefano

(open.online, 5 agosto 2020)

«Con tutto il cuore mando un abbraccio ai nostri amici libici». Non è proprio passata inosservata la gaffe social del sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano, che nel manifestare vicinanza per quanto accaduto a Beirut, in Libano, ha preso la direzione sbagliata, andando a finire in Libia. Immediata la risposta degli internauti che gli hanno fatto osservare l’errore, così come rapida è stata la correzione di Di Stefano che ha subito riscritto «amici libanesi», ribattendo in un tweet: «C’è poco da scherzare con queste cose, ho sbagliato a scrivere, i morti invece restano, fenomeni».Manlio_Di_Stefano_M5S Continua la lettura di Dagli «amici libici» di Beirut all’Italia senza tradizione coloniale: le migliori gaffe di Manlio Di Stefano

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Friedrich von Hayek e “l’uno vale uno” ai tempi della pandemia

di Michele Silenzi (ilfoglio.it, 5 luglio 2020)

La centralità dei tecnici nelle decisioni politiche, principalmente di carattere economico, è stata negli ultimi anni un punto rilevante del dibattito culturale. L’uno vale uno è stato il suo perfetto contraltare e, all’interno di questa banda larga di posizioni, c’è stato un continuo rincorrersi, spesso in una sola direzione: il ribasso populista, tendenza cuoca di Lenin. Poi la pandemia ha rimescolato le carte. La centralità dei tecnici ha raggiunto un livello mai visto prima e l’ideale della tecnocrazia realizzata è sembrato giungere a compimento nell’incarnazione semi-distopica del comitato tecnico-scientifico.Friedrich_von_Hayek Continua la lettura di Friedrich von Hayek e “l’uno vale uno” ai tempi della pandemia

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Dibba e Fornero dimostrano che in Italia la rivoluzione si può fare tutti i giorni, ma solo nei palinsesti

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 31 luglio 2020)

A poche pagine di distanza, su quello che qualche nostalgico inguaribile ancora chiama il grande giornale della borghesia italiana, come se in Italia esistessero ancora la borghesia, i grandi giornali, i dimafonisti e i telefoni a gettone – insomma: sul Corriere della Sera –, due storie apparentemente minori ieri si illuminavano reciprocamente: Alessandro Di Battista, massimo rappresentante dell’ala dura del populismo grillino, sorpreso mentre serve ai tavoli nel bar interno di un albergo di Ortona, ed Elsa Fornero, il volto più celebre dell’ultimo governo dei tecnici, impegnata come giurata in un quiz televisivo condotto da Costantino della Gherardesca.

Ph. Claudio Guaitoli / Corriere della Sera
Ph. Claudio Guaitoli / Corriere della Sera

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Mi incenso e dunque sono

di Sofia Ventura (huffingtonpost.it, 17 luglio 2020)

Il mondo occidentale è affetto ormai da qualche decennio da un cronico narcisismo. Le nostre sono società di narcisisti. Articoli e libri sono stati scritti per spiegare questa involuzione di massa, per individuarne le innumerevoli cause, non ultima la creazione di immensi palcoscenici mediatici a disposizione di chiunque, dalla persona comune ai componenti di quelle che un tempo erano le élite e oggi sono divenute in buona parte soprattutto circoli di privilegiati, spesso senza particolari qualità e senso di responsabilità.

Mondadori Portfolio via Getty Images
Mondadori Portfolio via Getty Images

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La penisola dei famosi

di Guia Soncini (linkiesta.it, 31 luglio 2020)

«Nani, anima che disastro come te canti male stamattina, no i se’ più vocalizzi, sono gargarismi…»: La moglie del tenore è lo sketch che chiude la raccolta di Franca Valeri intitolata Tutte le commedie, appena pubblicata da La tartaruga. Franca Valeri il 31 luglio compie cento anni, al termine della tre giorni di gogna d’un tenore che ha stonato su un palco che non era il suo. Poi dice che la vita non è sceneggiatrice.

Ph. Luca Rossetti / Sugar – Decca Records
Ph. Luca Rossetti / Sugar – Decca Records

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