Archivi tag: celebrity politics

Hollywood si fa (più o meno) politica ai Golden Globe 2026

Ph. Michael Tran / Getty Images

di Savannah Walsh (vanityfair.it, 12 gennaio 2026)

Ai Golden Globe 2026, i creativi che hanno realizzato il Miglior film in lingua non inglese dell’anno, L’agente segreto, hanno dichiarato che «questo è un momento molto importante» per fare cinema. Stephen Graham di Adolescence ha concluso il suo discorso di accettazione per il premio al Miglior attore in una miniserie citando One Love di Bob Marley.

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La tragedia dei Kennedy e la miserabilità di Trump

Ap Photo

di Guia Soncini (linkiesta.it, 1° gennaio 2026)

Che cos’è peggio, in una classifica delle tragedie: che, una settimana prima che tu compia sei anni, sparino a tuo padre, e per tutta la vita ovunque ti giri spuntino le immagini del giorno in cui l’hanno ammazzato? O che, molti anni dopo, tua figlia trentacinquenne muoia di cancro, anche lei con due bambini piccoli?

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Lo stile B.B. se ne va con lei

Getty Images

di Flavia Piccinni (huffingtonpost.it, 28 dicembre 2025)

Dopo Marilyn Monroe, James Dean ed Elvis Presley, con la morte di Brigitte Bardot cala (definitivamente?) il sipario sul Novecento. Se gli altri grandi sono rimasti congelati in una giovinezza eterna e tragica, B.B. ha scelto di sopravvivere al proprio mito, evitando le trappole della chirurgia estetica e del conformismo per proseguire nell’ossessivo amore animalista che ha scandito oltre cinquant’anni della sua esistenza.

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L’altra Bardot: dall’addio al cinema alle battaglie animaliste

Paris Select Book

di Fulvio Cerutti (repubblica.it, 28 dicembre 2025)

Il mondo del cinema dà l’addio a Brigitte Bardot, morta all’età di 91 anni. Ma in realtà l’attrice francese a quel mondo aveva detto addio 52 anni fa, quando decise di cambiare completamente la sua vita dedicandola alla difesa degli animali.

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Kasparov torna nel mirino di Mosca

Ph. Erick W. Rasco

(ansa.it, 23 dicembre 2025)

Garry Kasparov, ancora una volta, nel mirino di Mosca. Nei confronti dell’ex campione del mondo di scacchi e attivista politico dell’opposizione russa è stato emesso un ordine di arresto in contumacia. È accusato di «apologia pubblica del terrorismo», reato punito dal Codice penale russo con pene detentive da cinque a sette anni.

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Il documentario su Melania Trump

Amazon / Mgm Studios

di Paolo Armelli (wired.it, 18 dicembre 2025)

C’è un momento, nel trailer appena diffuso del documentario su Melania Trump, che già ci riempie di speranze. In questa scena fatidica, appena divenuta First Lady per la seconda volta, Melania telefona al marito Donald Trump, a quanto pare subito dopo la vittoria nelle presidenziali di fine 2024, e gli dice: «Congratulations, Mr. President».

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Il post di Trump sull’omicidio di Rob Reiner

Photo News / Afp

(corriere.it, 15 dicembre 2025)

Donald Trump interviene con un post su Truth sulla morte del regista e produttore Rob Reiner, il cui corpo senza vita è stato trovato ieri assieme a quello della moglie Michele Singer nella loro villa di Brentwood, a Los Angeles, con ferite compatibili con l’uso di un coltello secondo quanto riferito dai media americani.

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A volte ritorna: Marta Fascina in Parlamento

di Fabrizio Roncone (corriere.it, 14 novembre 2025)

I pomeriggi, a Montecitorio, scorrono ormai avvolti in una noia mortale. Il Transatlantico in cui avvenivano memorabili e altissime battaglie politiche, luogo di intrighi sublimi e accordi bizantini, di sospetti crudeli e divertenti perfidie, di scenate e struggenti abbracci, se osservato dalla buvette, appare come l’uscita di una qualsiasi fermata della metropolitana.

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Il migliore dei Kennedy non si chiama Kennedy

Ph. Joseph Prezioso / Getty Images

di Guia Soncini (linkiesta.it, 14 novembre 2025)

Il nuovo Jack Kennedy non si chiama Kennedy. Il che mi fa tornare in mente quella volta che una caporedattrice mi corresse il virgolettato di un amico di John Kennedy che lo chiamava Jack perché secondo lei, che era di Roma ma si percepiva fluent, Jack era un altro nome, mica un diminutivo di John.

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Debra Messing ha perso la testa con la vittoria di Mamdani

Debra Messing via Twitter

di Paolo Armelli (wired.it, 6 novembre 2025)

L’elezione di Zohar Mamdani a sindaco di New York ha scatenato le reazioni più disparate, ma forse la più inaspettata è stata quella di Debra Messing. L’attrice, famosa soprattutto per aver interpretato la protagonista femminile della sit-com di culto Will & Grace per 8 stagioni più 3 di revival, non ha mai nascosto la sua diffidenza e sfiducia nei confronti di Mamdani, che a suo avviso non avrebbe l’esperienza necessaria per guidare una città complessa come New York City.

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