Archivio mensile:Aprile 2026

Vladimir Solov’ëv, l’anchorman fedelissimo di Putin

di Gabriele Santoro (ansa.it, 21 aprile 2026)

Con l’Italia e il suo governo, Vladimir Solov’ëv deve avere il dente avvelenato e non solo per motivi di Stato. Al conduttore tv che ha insultato in trasmissione la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Roma ha sequestrato nel 2022 due principesche ville sul Lago di Como, del valore di otto milioni di euro.

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“The Boys”, il modo più divertente per capire l’America di Trump

Amazon Prime Video

di Massimo Arcidiacono (linkiesta.it, 16 aprile 2026)

Di tutte le prese per il culo dell’America trumpista, la più riuscita, ironica, sboccata e al tempo stesso adrenalinica non è una stand-up comedy, né un late show alla Jimmy Kimmel, ma una serie tv di supereroi. Si chiama The Boys e chi si è perso le quattro stagioni passate farà bene a recuperarle in fretta, perché la quinta nonché ultima, in streaming da alcuni giorni, non lascerà delusi i fan, a detta dei recensori che hanno visto in anteprima sette degli otto episodi (l’ultimo resta top secret anche per loro).

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Plaza de Mayo diventa una pista da ballo: il prete DJ celebra Papa Francesco

(agi.it, 20 aprile 2026)

Jeans, colletto clericale e Rosario al polso: così si è presentato padre Guilherme Peixoto, il “DJ Priest”, nella piazza del centro di Buenos Aires, per mixare musica elettronica in un grande rave in omaggio a Papa Francesco, a un anno dalla sua scomparsa.

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“A cena con il dittatore”, quando il cibo diventa spazio politico

LaPresse

di Petra Cucci (linkiesta.it, 8 aprile 2026)

Nel film A cena con il dittatore [La cena, di Manuel Gómez Pereira, 2025], il cibo s’impone da protagonista, non è un semplice elemento scenografico ma il vero motore della narrazione: il menu scandisce i tempi della storia e riesce a imporsi come forza che attraversa e muove il racconto, scardinando le logiche del potere politico.

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Tutti gli uomini di Robert Redford

Ansa

(ilpost.it, 9 aprile 2026)

Quando Tutti gli uomini del presidente uscì al cinema, il 9 aprile del 1976, riscosse un grande successo di pubblico e critica: Vincent Canby, che lo recensì per il New York Times, scrisse che prima di quel giorno «nessun film era riuscito ad avvicinarsi a una così accurata rappresentazione del giornalismo americano nella sua forma migliore».

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Il Vangelo secondo Hegseth e la politica ridotta a intrattenimento

Ph. Mark Schiefelbein / Ap

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 17 aprile 2026)

Il segretario alla Difesa Pete Hegseth che declama ispirato il falso passo della Bibbia scritto da Quentin Tarantino per Pulp Fiction, in fondo, non dovrebbe stupirci. Voglio dire, Hegseth è stato messo lì in quanto volto televisivo, da un presidente che a sua volta deve la sua fama a un reality.

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Pete Hegseth cita la Bibbia ma è “Pulp Fiction”

Miramax / Press Photo

(ilpost.it, 16 aprile 2026)

Mercoledì 15 aprile, durante una funzione religiosa al Pentagono, il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth ha citato l’inesistente versetto biblico che Samuel L. Jackson pronuncia in Pulp Fiction, quasi parola per parola e apparentemente prendendolo per vero. Quello che nella versione italiana fa «Ezechiele 25:17. Il cammino dell’uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi […]», per intenderci.

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Le case di Trump e Mussolini, la stessa distopia

Ph. Hayley Murray / Unsplash

di Fulvio Abbate (huffingtonpost.it, 15 aprile 2026)

Nel condominio mediatico e spettacolare contemporaneo, Trump e Mussolini (Alessandra) appartengono al medesimo flusso mediatico spettacolare. Forse perfino politico, nel senso dell’Assurdo epocale.

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Trump, il re taumaturgo

AI-generated / Donald Trump via Truth

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 14 aprile 2026)

Non sarà Gesù, d’accordo. Ma devo confessare che ieri, scorrendo la sfilza di dichiarazioni di devozione al pontefice di Roma da parte di presidente del Consiglio, ministri, parlamentari e semplici opinionisti sovranisti, sono stato sfiorato dal sospetto che anche il presidente degli Stati Uniti, come si diceva del capo del governo italiano giusto un secolo fa, sia stato mandato dalla Provvidenza per regalarci la soddisfazione di un simile spettacolo.

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