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L’infowar di Putin

di Maurizio Stefanini (linkiesta.it, 10 giugno 2022)

La guerra guerreggiata all’Ucraina è stata preceduta ed è accompagnata da una guerra cognitiva. Una “infowar” che la Russia ha combattuto contro l’Occidente, e di cui è stata obiettivo anche l’Italia. Divampano ora le polemiche sui simpatizzanti o propagandisti di Putin, e sul fatto se sia o no legittimo fare “liste di proscrizione”, ma – ad esempio – fu la Polizia Postale ad accertare che la notte tra il 27 e il 28 maggio 2018 si erano attivati all’improvviso quattrocento profili Twitter, fino ad allora dormienti, per scatenare, con centinaia di messaggi di insulti, richieste di impeachment del presidente Mattarella. E il tutto era stato ricondotto alla cosiddetta “Fabbrica di Troll”: quella Internet Research Agency, con sede al numero 55 di Via Savushkina a San Pietroburgo, che impiega decine di persone per immettere contenuti sui social 24 ore su 24, e il cui patron è Evgeny Prigozhin, l’oligarca famoso come “cuoco di Putin”.

Israel Palacio / Unsplash

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Gianluca Vacchi, mai un raffreddore

di Stefano Ciavatta (esquire.com, 7 giugno 2022)

Ci siamo. È arrivata la fase da venerato maestro anche per Gianluca Vacchi, imprenditore bolognese, creator digitale, influencer da 40 milioni di follower, per molti solo “quello dei balletti” o semplicemente “un morto di fama”, da ultimo anche deejay al Tomorrowland e all’Amnesia di Ibiza, “celebrità su Internet” sintetizza Google. Con il documentario Mucho Mas prodotto da Nicola Giuliano, premio Oscar per La grande bellezza, Vacchi ha chiuso il cerchio del suo storytelling dorato. Ora è in orbita Prime Video come i Ferragnez e Sfera Ebbasta: that’s Italy. Tra gli animali sociali digitali Vacchi è il primo crack nel suo genere, vale a dire il filone del costume nazionale dei dispenser di leggerezza, gli stakanovisti della fabbrica di felicità e acqua calda. “Me ne vado a fare il guru” diceva Riccardo Pazzaglia.

Prime Video

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Home tour e altre sciocchezze: la società dei politici obbligati a usare trucchetti social per non sparire

di Guia Soncini (linkiesta.it, 10 giugno 2022)

Questa è la storia del presidente degli Stati Uniti d’America. Anzi, no: è la storia del presidente della regione Emilia-Romagna e del sindaco di Bologna. Anzi, no: è la storia d’un influencer qualunque. Ma, diranno i miei venticinque lettori, ci sta dunque dicendo che i tre politici elencati sono degli influencer qualunque? No, cioè sì (certo che lo sono, siamo tutti aspiranti influencer), ma voglio proprio raccontarvi la storia d’un influencer qualunque, di quelli pagati dalle aziende per dire quanto sono buoni i tali beveroni dietetici o i talaltri alberghi a sette stelle. Un giorno l’influencer è di malumore: le sue storie fanno poche visualizzazioni. Ha provato tutti i trucchi che in genere attirano pubblico. Il cane coccoloso. I luoghi di vacanza fotogenici. I monologhi dolenti su qualche dramma familiare, vero o immaginario, trauma infantile, vero o immaginario, problema di salute, vero o immaginario.

Creative Christians / Unsplash

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Il discorso di Matthew McConaughey alla Casa Bianca sulla strage di Uvalde

(ilpost.it, 8 giugno 2022)

Martedì l’attore americano Matthew McConaughey, premio Oscar nel 2014 per il film Dallas Buyers Club, ha parlato alla Casa Bianca della grave strage dello scorso 24 maggio nella scuola elementare di Uvalde, in Texas, in cui sono stati uccisi 19 bambini e 2 insegnanti. McConaughey, che è nato proprio a Uvalde, ha tenuto un discorso appassionato in cui ha mostrato foto e disegni di alcuni dei bambini uccisi, indicando anche un paio di Converse All Star verdi che indossava una bambina durante la strage, e spiegando che era stato possibile identificarla solo grazie a quel paio di scarpe. Nel suo discorso, seguito a un breve incontro col presidente degli Stati Uniti Joe Biden, McConaughey ha invocato una riforma delle leggi sul possesso di armi, sostenendo che servano più controlli per capire a chi vengono vendute e che sia necessario innalzare l’età minima per l’acquisto dei fucili semiautomatici AR-15 – il tipo usato nella strage di Uvalde – a 21 anni.

Ph. Evan Vucci / Ap

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Il problema di Gotham City è Batman

di Raffaele Alberto Ventura (esquire.com, 25 maggio 2022)

Da pochi giorni è disponibile su Spotify il radiodramma Batman: un’autopsia, che sicuramente colpisce fin dal trailer per la qualità quasi cinematografica della realizzazione. La vita non è abbastanza lunga perché io mi metta ad ascoltarlo per intero, soprattutto quando ci sono ancora tanti bei fumetti da leggere, ma la premessa di partenza è sorprendente: qui Bruce Wayne, invece di godere nell’ozio del suo ingente patrimonio, svolge la professione di medico legale. Prova che persino gli elementi più essenziali dell’universo del cavaliere oscuro possono essere smontati e rimontati, fintanto che permane la sua indefinibile sostanza. In ottant’anni di avventure il personaggio di Batman ha vissuto innumerevoli trasformazioni, attraversando uno spettro che va dal grottesco al realistico, e tuttavia ha conservato un’identità forte che lo rende riconoscibile tra tutti.

Warner Bros.

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Damiano Tommasi, un candidato diverso

(ilpost.it, 4 giugno 2022)

Damiano Tommasi, ex calciatore nonché a lungo presidente del Sindacato dei calciatori, è entrato in politica senza seguire le logiche della politica né le regole della sua comunicazione. Il suo programma consiste soprattutto in un manifesto di valori, a tratti sembra dire cose retoriche o molto generiche e si rifiuta di attaccare i suoi avversari. Chi lo ha incontrato nelle piazze durante la campagna elettorale lo ha trovato «genuino», «idealista», «una persona estremamente per bene», che nella caotica e aggressiva politica veronese sono qualità un po’ aliene. Tommasi si presenterà alle elezioni di Verona del prossimo 12 giugno insieme ad altri cinque candidati, tra cui il sindaco uscente Federico Sboarina e l’ex sindaco Flavio Tosi. È sostenuto da una coalizione molto larga che comprende diversi partiti dell’area del centrosinistra: «Ma viene detto troppo poco», racconta, «che io non sono iscritto ad alcun partito».

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Far ridere è un mestiere pericoloso: il genio di George Carlin

di Guia Soncini (linkiesta.it, 24 maggio 2022)

A cosa servono i comici? In George Carlin’s American Dream c’è Chris Rock che dice che hanno preso il posto dei filosofi: chi è che oggi si mette ad ascoltare i filosofi? Su Twitter ci sono ogni giorno militanti offesi perché un qualche comico ha mancato di rispetto al loro settore d’appartenenza: vogliamo essere rassicurati e rappresentati, due ruoli più adatti alle maestre elementari che ai filosofi e ai comici; non vogliamo essere spiazzati né irrisi, il che rende quello del comico contemporaneo un mestiere impossibile. Gira voce che stia per uscire un nuovo monologo di Ricky Gervais, che sarebbe grandemente transfobico, ed è un’accusa che magari qualche tempo fa avremmo preso quasi sul serio, sebbene tendenzialmente scema (non tutto quello che t’irride ha una fobia nei tuoi confronti: anzi).

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Il movimento religioso dietro a un famoso spettacolo di danza cinese

(ilpost.it, 3 giugno 2022)

Per tutto il mese di giugno grandi e importanti teatri italiani, fra cui il Massimo di Palermo, il Regio di Parma e il Verdi di Firenze, ospiteranno le tappe italiane dell’edizione 2022 dello spettacolo di danza e musica cinese Shen Yun, che si presenta col sottotitolo La Cina prima del comunismo. Da sabato 4 e per oltre una settimana Shen Yun andrà in scena a Milano al Teatro degli Arcimboldi con biglietti che risultano “non disponibili” sulle principali piattaforme di vendita e quasi esauriti, per tutte le date, sul sito ufficiale. La compagnia Shen Yun descrive le serate come “spettacoli di danza tradizionale cinese”, che “riportano sul palco 5mila anni di civiltà”. La Shen Yun Performing Arts Organization è stata fondata nel 2006 nello Stato di New York da esuli cinesi legati al movimento religioso-politico Falun Gong.

Shen Yun

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La regina Elisabetta ha preso un tè con l’orso Paddington

(ansa.it, 5 giugno 2022)

A sorpresa, la regina Elisabetta II ha aperto il concerto per il Giubileo di Platino comparendo in video con l’orso Paddington, l’amato personaggio della letteratura inglese per bambini creato da Michael Bond. La clip è stata realizzata mesi fa dalla Bbc ed è stata trasmessa questa sera a sorpresa, proprio come parte delle celebrazioni per i suoi settant’anni di regno. Nella sequenza Paddington le offre il suo tipico sandwich alla marmellata, ma la regina rifiuta dicendo di averne uno già pronto nella sua borsetta nera per ogni evenienza. Subito dopo un maggiordomo avvisa la monarca che all’esterno è tutto pronto per le celebrazioni del Giubileo di Platino, mentre la folla fa festa. «Buon Giubileo, signora. E grazie. Di tutto» dice l’orso Paddington. Sua Maestà risponde con un sorriso: «Lei è molto gentile».

Bbc

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I Bts alla Casa Bianca per parlare di inclusione e crimini d’odio contro gli asiatici

di Camilla Sernagiotto (tg24.sky.it, 1° giugno 2022)

Martedì 31 maggio i Bts, gruppo pop coreano tra i più famosi del mondo, sono stati la special guest della White House: sono stati ricevuti dal presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, per discutere di inclusione e rappresentanza degli asiatici nel Paese. L’occasione è stata l’ultimo giorno del Mese del Patrimonio dell’Asia Americana e delle Isole del Pacifico. Il live stream ha mostrato che oltre un quarto di milione di persone si sono sintonizzate per seguire in diretta l’evento, un’ennesima cartina di Tornasole di quale enorme seguito caratterizzi questa band. La fama stratosferica del gruppo musicale coreano è molto importante e i Bts si rivelano quindi un megafono che amplifica la voce delle minoranze asiatiche negli Stati Uniti. La band si è fatta portavoce delle esigenze di quelle minoranze, discutendo con Biden dell’inclusione e della rappresentanza degli asiatici nella nazione.

The White House / Bts via Twitter

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