Nella trilogia del Signore degli Anelli, i Palantíri sono delle sfere magiche grazie alle quali è possibile comunicare a distanza con chiunque ne stia osservando una a sua volta. Sono rarissime ed estremamente resistenti: il loro nome significa “coloro che sorvegliano da lontano”.
Scusate se anche oggi, come non dico ogni giorno ma ogni settimana più volte a settimana, sono qui a comunicarvi che state mancando il punto, ma: anche nello scandaletto con cui vi siete baloccati negli ultimi giorni d’agosto, anche nel commentare quello avete mancato il punto. È infatti accaduto che un tennista polacco che non avevo mai sentito nominare e che mi sembra impossibile da scrivere senza refusi, Kamil Majchrzak, sia dopo una partita agli US Open andato verso gli spalti, abbia firmato autografi con la poca attenzione con cui i famosi accondiscendono alla disperazione di chi chiede autografi, mentre firmava abbia visto davanti a sé un bambino, si sia tolto dalla testa il cappellino e gliel’abbia allungato.
Il 14 novembre 1977 David Bowie si presentò sul palco del Max’s Kansas City di New York, un piccolo locale che in quegli anni era diventato un punto di ritrovo per gli artisti della Factory di Andy Warhol, la comunità di pittori, cineasti e musicisti che bazzicava attorno al celebre artista. Non era lì per cantare, ma per presentare al pubblico i Devo, una band semisconosciuta proveniente dall’Ohio, fino a quel momento rimasta perlopiù circoscritta al circuito della musica underground di Akron, la città in cui si era formata cinque anni prima.
di Valentina Colosimo (vanityfair.it, 31 agosto 2025)
«Spero di non sembrare ingenuo, ma non ho temuto ripercussioni. Mi sentivo sicuro che, nelle mani di Olivier e della sceneggiatura, questa storia sarebbe stata raccontata in modo intelligente, con sfumature e attenzione».
Sembra un’aliena in visita sulla Terra, precisamente al Teatro Goldoni di Venezia. Un’ora e trenta di apparizione sul nostro Pianeta per poi scomparire di nuovo, verso un mondo lontano di cui noi vedremo solo cartoline su Instagram e TikTok.
Nel 2021 un utente di Twitter pubblicò la foto di un uomo con delle bretelle, un papillon, e i capelli e la barba acconciati nella tipica moda “hipster”, scrivendo: «ricordate questo genere di musica tipo del 2011? Mi piace chiamarla “stomp clap hey”, faceva schifo lol».