Tutti gli articoli di Star Politics

C’è chi dice no: le calciatrici spagnole si oppongono alla Supercoppa in Arabia Saudita

Ph. Álex Caparrós / Uefa – Getty Images

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 31 gennaio 2025)

«Quello che so dell’Arabia Saudita è che la condizione delle donne non è molto tutelata. C’è ancora tanta strada da fare, e quindi non so se mi sentirei a mio agio a giocare lì». Il messaggio apparso sui social è firmato dalla centrocampista del Barcellona Aitana Bonmatí, la calciatrice più forte al mondo. La sua posizione è stata condivisa da altre colleghe: non sono favorevoli al trasferimento della Supercoppa spagnola in terra saudita – ipotesi al vaglio – e a motivare la loro decisione sarebbe anche l’imbarazzo di esibirsi in un luogo in cui delitti d’onore e molestie ai danni delle donne sono all’ordine del giorno.

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“Il mio giardino persiano”, un film più potente della censura

di Marta Allevato (agi.it, 30 gennaio 2025)

Diventare famosa nel proprio Paese anche se il film in cui reciti è vietato dalle autorità e tu non sei neppure un’attrice professionista. È successo in Iran a Lili Farhadpour, 64 anni, giornalista e attivista prestata al cinema, e protagonista del film Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, in Italia con Academy Two.

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In Corea del Nord vietati K-pop e film hollywoodiani

Kcna / Afp via Getty Images

(adnkronos.com, 28 gennaio 2025)

C’è una minaccia che incombe sul leader nordcoreano Kim Jong-un e sulla sua capacità di mantenere il potere a Pyongyang. Sono i giovani nordcoreani che, attraverso i media stranieri, riescono ad accedere a film hollywoodiani o album K-pop, veri e propri «veleni pericolosi» secondo Kim. Tanto che chi li possiede rischia pene severe, fino alla condanna a morte.

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In Cina i meme sono un caso di Stato

sixthtone.com

di Lorenzo Lamperti (wired.it, 26 gennaio 2025)

I meme possono diventare un affare di Stato se toccano argomenti sensibili per le classi dirigenti al governo. È accaduto in Cina. Ma andiamo con ordine, e proviamo a ricostruire cosa è successo. Novembre 2013. Dopo decenni passati quasi nel dimenticatoio, la città di Qufu si prepara a un evento inusuale: la visita di un presidente della Repubblica Popolare. Siamo nello Shandong, provincia nord-orientale della Cina.

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I calzini di Justin Trudeau

Ph. Beata Zawrzel / NurPhoto – Ipa

di Federico Rocca (vanityfair.it, 28 gennaio 2025)

La passione – o vogliamo dire l’eccentrico vezzo? – del Primo Ministro canadese Justin Trudeau per i calzini a fantasie colorate è nota, arcinota, quasi proverbiale. Non c’è occasione pubblica che l’apprezzato politico non riservi alle sue caviglie tutta l’attenzione che meritano, vestendole di colori sgargianti e di fantasie fanciullesche, a controbilanciare outfit sempre formali e sartorialmente impeccabili.

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I pois di Grace Kelly

Gamma-Keystone via Getty Images

di Alessandra Zauli (elle.com, 26 dicembre 2024)

Algida e cesellata di stile inarrivabile. Capelli biondi, occhi azzurri e piglio elegantissimo. Un “vulcano bollente” la tratteggiò affettuosamente Alfred Hitchcock. “Il resto più bello del mondo” la battezzò invece Bing Crosby, riferendosi al volto dell’attrice stampato sui francobolli e sulle monete di quel Principato che lei rese glamour. Mito Grace Kelly; “la donna che visse due volte” barattando – apparentemente senza sforzo – il ruolo di diva con quello di principessa.

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Gli highlights del Fire Aid

Ph. Scott Dudelson / Getty Images for Fire Aid

di Ethan Millman e Tomas Mier (rollingstone.it, 31 gennaio 2025)

Fire Aid è stata una lettera d’amore di cinque ore e mezza alla città di Los Angeles, il raduno di una trentina fra le più grandi star degli ultimi cinquant’anni per una catarsi musicale di cui si sentiva il bisogno dopo gli incendi devastanti che hanno colpito la città. Lo show è stato a dir poco ambizioso. Con così tanti artisti concentrati in un solo evento, gli organizzatori hanno allestito il concerto contemporaneamente allo storico Kia Forum e all’Intuit Dome, una struttura più nuova che si trova a un chilometro e mezzo di distanza.

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La notte di “We are the World”

(ilpost.it, 28 gennaio 2025)

Sulla porta degli A&M Studios di Los Angeles il 28 gennaio del 1985 c’era un cartello che invitava a lasciare «l’ego fuori dalla porta». Lo aveva attaccato il leggendario produttore e compositore Quincy Jones in vista di quella che, 40 anni fa, fu una notte memorabile per la storia del pop: quella in cui fu registrata We are the World, una delle canzoni più conosciute di sempre.

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Yang Li, stand-up comedian femminista in Cina

YouTube

di Ilaria Maria Sala (ilpost.it, 15 gennaio 2025)

Yang Li è una stand-up comedian di grande fama in Cina. Il suo account su Weibo (una sorta di X o Bluesky, che quasi tutti i cinesi utilizzano) ha quasi 2,5 milioni di follower. Uno dei motivi del suo successo è il suo femminismo, espresso in battute così azzeccate da essere ripetute con passione sia on line che nelle conversazioni private. Alcune sono talmente memorabili da restare attuali anche a distanza di anni.

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La Cina soffoca la comunità Lgbtq+, cancellati gli show di Jin Xing

Jin Xing Dance Theatre

di Sabrina Bellosi (agi.it, 4 gennaio 2025)

Icona transgender per decenni, volto amatissimo della televisione, testimonial di uno dei più famosi profumi al mondo, per la ballerina cinese Jin Xing sembra essere iniziata una parabola discendente. Non perché la sua vena artistica si stia esaurendo, ma per un clima sempre più soffocante in Cina per la comunità Lgbtq+.

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