Il nome di Donald Trump è stato rimosso dal Kennedy Center

Ph. Rahmat Gul / Ap

(ilpost.it, 13 giugno 2026)

Nella notte tra venerdì 12 e sabato 13 (ora locale) alcuni operai hanno iniziato i lavori per rimuovere il nome del presidente statunitense Donald Trump dalla facciata del John F. Kennedy Center for the Performing Arts, importante centro culturale e sala da concerti di Washington. È il risultato di una diatriba che va avanti da mesi.

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I fan di anime e manga contro Donald Trump

(ilpost.it, 12 giugno 2026)

Da mesi una nicchia di fan giapponesi di anime e manga molto attiva on line sta mostrando insofferenza per gli atteggiamenti del presidente statunitense Donald Trump, che utilizza spesso i loro personaggi preferiti per realizzare video generati con l’Intelligenza Artificiale. A marzo avevano anche pubblicato una petizione per chiedergli di smetterla, ma non aveva ricevuto grandi attenzioni.

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Trump, Infantino, e tutto il peggio dei Mondiali

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 11 giugno 2026)

Omar Abdulkadir Artan era arrivato a Miami con un visto valido e una convocazione ufficiale della Fifa. A quarantadue anni, dopo aver arbitrato la Coppa d’Africa e le qualificazioni mondiali, stava per diventare il primo somalo a dirigere una partita dei Mondiali 2026.

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Mondiali 2026: tra calcio e geopolitica

Ph. Al Drago / Bloomberg

(adnkronos.com, 11 giugno 2026)

Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.

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“La pace suona qui”: musica contro le guerre

Agi

di Stefano Benfenati (agi.it, 11 giugno 2026)

Il suono della musica può sovrastare il rumore delle bombe. Ne sono convinti AssoConcerti e Medici Senza Frontiere (Msf), promotori di “La pace suona qui”, il video-manifesto che sarà proiettato sui maxischermi prima dell’inizio dei prossimi grandi eventi musicali estivi.

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L’incontro semi-segreto tra Bad Bunny e il Papa a Madrid

Cordon Press / Europa Press

di Anna Zucca (vanityfair.it, 10 giugno 2026)

Madrid è stata il centro del mondo culturale e spirituale per alcuni giorni: da una parte Papa Leone, impegnato nella visita apostolica in Spagna dal 6 al 12 giugno, dall’altra Bad Bunny con una serie di dieci concerti allo Estadio Metropolitano come tappa del suo Debí Tirar Más Fotos World Tour.

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Massimiliano Gallo sugli artisti e la politica: «Prima si esponevano»

Ph. Alfonso Romano / Ago Press

di Mirella Armiero (napoli.corriere.it, 7 giugno 2026)

«In Italia i personaggi della cultura e dello spettacolo un tempo non temevano di compiere atti politici. A cominciare da Eduardo, ma penso anche a Pasolini, Fo, Gaber. Oggi abbiamo paura di farlo, abbiamo paura di parlare. Siamo una categoria latente e assente, interessati solo al lieto fine e ai salotti».

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Richard Gere stronca Trump: «È il periodo più buio per gli Stati Uniti»

Ph. Line Fransson / Dagbladet

di Marco Piscitello (agi.it, 2 giugno 2026)

Il mondo sta attraversando il periodo più «buio» della sua storia recente e Donald Trump sta smantellando ciò che rendeva l’America un Paese «speciale». A dirlo è Richard Gere, star di Hollywood ma anche attivista per i diritti umani.

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Dal Duce all’emiro: breve storia dello sportwashing

Ph. Sven Simon / Imago

di Debora Farace (huffingtonpost.it, 9 giugno 2026)

Manca pochissimo ai Mondiali di calcio maschili 2026, che inizieranno l’11 giugno con la gara d’inaugurazione allo stadio di Città del Messico tra la squadra di casa e il Sudafrica. La finale è invece prevista per il 19 luglio a New York.

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«La Fifa doveva escludere l’Iran dai Mondiali»: intervista ad Asghar Adibi

Adibi in campo contro Pelé – Foto concessa da Asghar Adibi

di Michele Antonelli (adnkronos.com, 9 giugno 2026)

«Per me, la Fifa non avrebbe dovuto far partecipare l’Iran ai Mondiali. Le opinioni di molti iraniani, che non considerano questa squadra come la loro vera rappresentativa, sono evidenti da anni». Asghar Adibi, ex calciatore della Nazionale iraniana, mito del Persepolis Football Club e oppositore del regime, inizia così il suo racconto all’Adnkronos.

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