Archivi tag: Vladimir Putin

Tecno-fascismo. Come la rivoluzione digitale demolisce la democrazia

Ph. Kadir Celep / Unsplash

di Andrea Cangini (huffingtonpost.it, 19 maggio 2025)

Semplificando, la si potrebbe mettere come segue. La macchina a vapore ha dato vita alla rivoluzione industriale, che ha dato vita alla classe operaia, che ha dato vita all’ideale socialista… con tutto quello che ne è seguito. Il motore a scoppio ha dato vita al movimento futurista, che ha dato nuova vita al nazionalismo, che ha dato vita al regime fascista… con tutto quello che ne è seguito.

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Il papà di Musk e altre storie di disfacimento familiare

Ph. Evan Vucci / The Associated Press

di Guia Soncini (linkiesta.it, 9 giugno 2025)

Agli inglesi va peggio di tutti: il padre che mette in competizione tra loro le figlie per chi più lo ama (Re Lear), il padre che rompe i coglioni persino da fantasma pretendendo che il figlio (Amleto) vendichi la sua morte. Agli italiani non benissimo: nella drammaturgia locale il padre più noto è Luca Cupiello, ostinato costruttore di presepi che al figlio non piacciono, e alla fine il povero Tommasino è costretto a mentire per mitigare l’agonia paterna.

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Il palcoscenico dei famosi

Ph. Michael Mora / Unsplash

di Guia Soncini (linkiesta.it, 16 maggio 2025)

Uno spettacolo è ambientato nel 1747, quando ci fu davvero l’incontro da cui prende spunto, tra Bach e Federico il Grande; l’altro in un’epoca imprecisata in cui un imprecisato re d’Inghilterra viene ucciso e il figlio scemo deve ereditare il trono. Uno è scritto da un signore di ottant’anni, l’altro da un trentacinquenne che, nella foto sul suo sito, ha mezza testa rasata e mezza coi capelli lunghi, e a me viene subito in mente Logan Roy: I love you, but you’re not serious people.

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I messaggi polarizzanti dell’Italian brainrot

di Giorgia Olivieri (huffingtonpost.it, 7 maggio 2025)

“Trallallero trallallà”: inizia così uno dei video più virali dell’Italian brainrot, fenomeno esploso su TikTok. Quello che sembra un semplice motivetto è diventato un trend globale fatto di video generati dall’Intelligenza Artificiale, con personaggi assurdi — metà oggetti, metà animali — dai nomi pseudo-italiani inventati.

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Il re di Washington

Pixabay

(linkiesta.it, 31 marzo 2025)

Donald Trump non esclude la possibilità di correre per un terzo mandato alla presidenza degli Stati Uniti. La Costituzione lo vieterebbe, ma lui a certe cose non dà peso e anzi dice che «moltissime persone» gli stanno chiedendo di candidarsi ancora, e quindi perché no.

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“Megalopolis” e il sogno infranto dell’impero americano

di Massimiliano Perrotta (huffingtonpost.it, 22 marzo 2025)

Si fa presto a dire impero. Da quando gli americani – sobillati dagli esperti di geopolitica, dai magnati aspiranti gladiatori, dal regista cinematografico Francis Ford Coppola – si sono messi in testa di essere nientemeno che la reincarnazione dell’impero romano, navigano in acque agitate. E noi con loro.

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La diplomazia dell’hockey per risolvere i conflitti

Ansa

di Mirko Molteni (liberoquotidiano.it, 19 marzo 2025)

Nella telefonata di ieri fra i presidenti di Stati Uniti e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin, si è riaperto uno spazio per quella “diplomazia dello sport” che talvolta ha favorito il riavvicinarsi di potenze rivali. Non c’è nulla di meglio, infatti, che affidarsi al linguaggio pacifico e universale dello sport per preparare la distensione.

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Il fortissimo scacchista russo sanzionato dalla Ue

Ph. Salah Malkawi / Getty Images

di Alessandro Frau (agi.it, 25 febbraio 2025)

L’ex sfidante al trono mondiale degli scacchi, Sergey Karjakin, è tra le personalità russe sanzionate dalla Ue negli scorsi giorni. Le misure contro il 35enne di Sinferopoli sono state comminate da Bruxelles, stando a quanto riportato all’interno di una dichiarazione rilasciata lunedì, poiché Karjakin «ha sostenuto l’operazione militare speciale russa e si è espresso contro l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina».

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“Anora” trionfa agli Oscar e diventa un caso politico

di Paolo Mereghetti (corriere.it, 4 marzo 2025)

E adesso Anora, dopo aver entusiasmato i paladini del cinema (pseudo) indipendente perché ha sconfitto il “mostro” Netflix (che aveva puntato le sue carte e i suoi milioni di dollari su Emilia Pérez), rischia di diventare anche il campione della svolta politica trumpiana. È bastato che ai premi dell’Academy fosse nominato come attore non protagonista anche il russo Yura Borisov, che probabilmente il regista Sean Baker aveva apprezzato (come molti altri spettatori) nel film russo-finlandese Scompartimento n. 6, perché la diplomazia made in Mosca vi leggesse scelte politiche filo-Putin.

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Quando Churchill andò da Roosevelt in tuta da aviatore

(quotidiano.net, 1° marzo 2025)

L’abito non fa il monaco – o, in Inglese, “Don’t judge a book by its cover” – è il proverbio dimenticato da Donald Trump. Infatti, secondo Barak Ravid, corrispondente di Axios e ben informato sui retroscena della Casa Bianca, oltre ai contrasti di natura politica ed economica, sarebbe stato l’abbigliamento con cui Volodymyr Zelensky si è presentato alla White House a indispettire il tycoon.

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