Dalle borracce ai peluche, ondata di gadget per il Giubileo

Instagram – Ph. Grzegorz Galazka / Mondadori Portfolio via Getty Images

di Manuela Tulli (ansa.it, 4 gennaio 2025)

Il Giubileo non è ancora cominciato e già è pronta sugli scaffali l’ondata di gadget con il logo dell’Anno Santo dedicato alla Speranza. C’è un po’ di tutto: dalle borracce ai peluche, dai portachiavi agli immancabili rosari. Ma il logo è anche su caffettiere e bottiglie d’olio o vino, per fare un paio di esempi. La mascotte Luce sembra ancora non decollare. E forse non a causa delle polemiche che ci sono state, ma del prezzo: sul sito che si occupa del merchandising viene venduta a 44,90 euro.

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Vannacci ha registrato il marchio del “Mondo al contrario”

(adnkronos.com, 4 gennaio 2025)

La scritta “IL MONDO AL OIRARTNOC” con quest’ultima parola, “contrario”, che si legge da sinistra a destra, il tutto in caratteri maiuscoli su due righe, con accanto un cerchio nero contornato dal colore arancione. È questo il logo depositato alla fine dello scorso novembre dal generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, che ha messo in sicurezza il suo “marchio di fabbrica” contenente la frase che riporta il titolo del suo best seller pubblicato nel 2023.

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I politici della destra americana hanno trovato il modo di vendere ogni tipo di cianfrusaglia

di Monica Coviello (vanityfair.it, 31 dicembre 2024)

La politica americana ha preso una piega inaspettata: non si occupa più solo di leggi e dibattiti, ma anche di prodotti da vendere. Donald Trump, insieme ai suoi alleati, ha trasformato la sua immagine in un marchio globale vendendo tutto, dalle scarpe dorate alle candele, passando per il caffè e la nicotina. E non è il solo.

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Vignetta non pubblicata, disegnatrice del “Washington Post” si dimette

Ann Telnaes

(ilpost.it, 4 gennaio 2025)

Una delle disegnatrici del Washington Post, Ann Telnaes, si è dimessa perché il giornale non ha pubblicato una sua vignetta su Jeff Bezos, tra gli uomini più ricchi del mondo, proprietario di Amazon nonché dello stesso Washington Post. Telnaes, che è una vincitrice del Premio Pulitzer, ha pubblicato sulla sua newsletter personale un bozzetto della vignetta: mostra vari personaggi di spicco delle aziende tecnologiche e dei media statunitensi che s’inginocchiano davanti a Donald Trump.

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Il grottesco fan club “liberale” di Trump e Milei

di Francesco Cundari (linkiesta.it, 3 gennaio 2025)

Dinanzi alla seconda cerimonia d’insediamento di Donald Trump, unico presidente degli Stati Uniti che negli ultimi centotrent’anni sia stato eletto per un secondo mandato non consecutivo (il solo precedente risale all’Ottocento), una domanda s’impone immediatamente su tutte le altre: per quale motivo, anziché alla Casa Bianca, non si trova in galera? Il fatto che porre una simile domanda possa apparire oggi una battuta provocatoria o addirittura una dimostrazione di estremismo, ostilità preconcetta, accecamento ideologico, la dice lunga su quanto si sia spostato, in questi anni, il confine di ciò che consideriamo accettabile in democrazia.

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La Duchessa va in cucina, e a noi scappa da ridere

Netflix

di Anna Prandoni (linkiesta.it, 2 gennaio 2025)

L’hanno girata in California, e saranno otto puntate che verranno pubblicate tutte insieme dal 15 gennaio sulla piattaforma Netflix. È questo il nuovo impegno della ex royal, ex attrice, ex odiata dalla regina, ex assalita dai giornalisti, ex assistente degli avvocati di difesa di Suits Meghan Markle, che sfoggerà le sue indubbie (sic!) doti culinarie, agricole e di accoglienza nella nuova serie With love, Meghan.

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Livorno: ex Iena e volto della Rai, Angela Rafanelli all’assessorato alla Cultura

(livornopress.it, 28 dicembre 2024)

Livorno ha un nuovo volto alla guida dell’assessorato alla Cultura: Angela Rafanelli, nota conduttrice e autrice televisiva, è stata ufficialmente nominata questa mattina, 28 dicembre, dal sindaco Luca Salvetti. La Rafanelli prende il posto di Simone Lenzi, dimessosi il 10 ottobre scorso in seguito alle polemiche sollevate da alcuni suoi post transfobici su X (ex Twitter).

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Lo strapotere del Web: prima, dopo e oltre Musk

Ph. Samuel Corum / Getty Images

di Andrea Cangini (huffingtonpost.it, 30 dicembre 2024)

Par di capire che lo shock sia stato grande. Fino a quando i Giganti del Web hanno presidiato e protetto gli accampamenti liberal, rilanciandone i valori professati ed esaltandone la cultura dichiarata, nessuna questione è stata posta. Si è messa generosamente da parte la legislazione Antitrust, fino ad allora considerata, evidentemente a torto, un tutt’uno imprescindibile con la cultura giuridica nordamericana. Si è sfruttata a proprio vantaggio la distorsione del dibattito pubblico determinata dai social network.

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Trump e Musk, due miliardari destinati a divorarsi

Ph. Joe Raedle / Getty Images

di Bill Emmott (lastampa.it, 29 dicembre 2024)

Durante le Feste è stato un gioco divertente. I social media si sono sbizzarriti con immagini di Donald Trump al servizio di Elon Musk: gli porta bibite nello Studio Ovale, gli pulisce il parabrezza della macchina, gli lucida le scarpe. Il presidente eletto ha addirittura rincarato lo spasso quando, a una conferenza stampa a Mar-a-Lago, ha detto che Musk non può aspirare a diventare presidente perché non è nato negli Stati Uniti.

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