La classe dirigente che vive per i meme e la necessità di abolire i talk show

di Guia Soncini (linkiesta.it, 7 febbraio 2025)

Questo articolo rappresenta la mia sconfitta. Io volevo essere una grande intellettuale (era la mia ambizione di ripiego, fallita quella di miss In Gambissima), e invece eccomi qui a occuparmi di gente della quale tra cinquant’anni (ma pure tra cinquanta mesi) i filologi che studieranno la mia opera diranno: chi?! Eccomi qui ad analizzare il caso di Augusta Montaruli (chi?!) che va al programma di Tiziana Panella (chi?!).

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Musk rilancia la propaganda russa: «UsAid pagava milioni alle star»

di Massimo Gaggi (corriere.it, 6 febbraio 2025)

Continua la battaglia su UsAid, l’agenzia che ha fin qui distribuito assistenza umanitaria a 120 Paesi del mondo ed è smantellata dal Doge, il Dipartimento dell’Efficienza di Elon Musk. L’imprenditore di Tesla e SpaceX l’ha definita un’organizzazione criminale piena di marxisti e ieri lui e il presidente Trump (sulla sua piattaforma Truth) hanno ripreso accuse di un uso dei fondi per finanziare centinaia di pubblicazioni (in realtà si tratterebbe degli abbonamenti a testate giornalistiche, ma Trump ha parlato di soldi usati per favorire i democratici) e viaggi in Ucraina di star del cinema per promuovere la causa della lotta contro l’invasione russa.

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Il nuovo primo ministro del Belgio pensa spesso all’Impero Romano

Ph. Dirk Waem / Belga via Zuma Press

(ilpost.it, 3 febbraio 2025)

Lo scorso 31 gennaio il nuovo primo ministro del Belgio Bart De Wever ha annunciato che era stato trovato un accordo per formare un governo scrivendo su X: «Alea iacta est!», cioè “Il dado è tratto”. Può sembrare strano che un politico straniero festeggi usando un’espressione in Latino che probabilmente risulta criptica per buona parte del suo pubblico, ma per De Wever non è una novità.

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L’epoca della iconocrazia

di Antonio Riello (dagospia.com, 27 settembre 2024)

A scuola ci hanno raccontato che gli antichi Egizi si arrabattavano a scrivere con i geroglifici. Era automaticamente implicita la convinzione della superiorità del nostro tipo di scrittura: quello egizio era un sistema assai primitivo e limitato mentre nel nostro mondo (grazie ai Fenici) disponiamo di alfabeti universali facilmente in grado di comunicare qualsiasi idea (anche la più astratta).

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Karla Sofía Gascón adesso è un guaio per “Emilia Pérez”

(ilpost.it, 4 febbraio 2025)

Due settimane fa l’attrice spagnola Karla Sofía Gascón è diventata la prima donna dichiaratamente trans a essere candidata agli Oscar come miglior attrice per il suo ruolo in Emilia Pérez, uno dei film più premiati e chiacchierati della stagione. Adesso però si ritrova in mezzo a un sacco di polemiche legate a una serie di commenti e post condivisi sui suoi profili social, ritenuti offensivi, razzisti o islamofobi.

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Una normale famiglia americana

Ph. Beth Hall / Ap – File

di Francesca Dallaglio (ilpost.it, 4 dicembre 2024)

Ogni mattina controllo un subreddit, senza mai lasciare né commenti né upvote o downvote; si tratta di r/DuggarsSnark, un nome che sembra un po’ uno scioglilingua. “Snark” indica l’atto di “schernire” qualcosa o qualcuno, che in questo caso è una specifica entità, forse la più celebre nel panorama del fondamentalismo cristiano statunitense: la famiglia Duggar. Se vi state chiedendo come sia finita a frequentare una community che tratta un tema così peculiare, la colpa è di YouTube.

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C’è chi dice no: le calciatrici spagnole si oppongono alla Supercoppa in Arabia Saudita

Ph. Álex Caparrós / Uefa – Getty Images

di Silvia Renda (huffingtonpost.it, 31 gennaio 2025)

«Quello che so dell’Arabia Saudita è che la condizione delle donne non è molto tutelata. C’è ancora tanta strada da fare, e quindi non so se mi sentirei a mio agio a giocare lì». Il messaggio apparso sui social è firmato dalla centrocampista del Barcellona Aitana Bonmatí, la calciatrice più forte al mondo. La sua posizione è stata condivisa da altre colleghe: non sono favorevoli al trasferimento della Supercoppa spagnola in terra saudita – ipotesi al vaglio – e a motivare la loro decisione sarebbe anche l’imbarazzo di esibirsi in un luogo in cui delitti d’onore e molestie ai danni delle donne sono all’ordine del giorno.

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“Il mio giardino persiano”, un film più potente della censura

di Marta Allevato (agi.it, 30 gennaio 2025)

Diventare famosa nel proprio Paese anche se il film in cui reciti è vietato dalle autorità e tu non sei neppure un’attrice professionista. È successo in Iran a Lili Farhadpour, 64 anni, giornalista e attivista prestata al cinema, e protagonista del film Il mio giardino persiano di Maryam Moghaddam e Behtash Sanaeeha, in Italia con Academy Two.

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In Corea del Nord vietati K-pop e film hollywoodiani

Kcna / Afp via Getty Images

(adnkronos.com, 28 gennaio 2025)

C’è una minaccia che incombe sul leader nordcoreano Kim Jong-un e sulla sua capacità di mantenere il potere a Pyongyang. Sono i giovani nordcoreani che, attraverso i media stranieri, riescono ad accedere a film hollywoodiani o album K-pop, veri e propri «veleni pericolosi» secondo Kim. Tanto che chi li possiede rischia pene severe, fino alla condanna a morte.

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In Cina i meme sono un caso di Stato

sixthtone.com

di Lorenzo Lamperti (wired.it, 26 gennaio 2025)

I meme possono diventare un affare di Stato se toccano argomenti sensibili per le classi dirigenti al governo. È accaduto in Cina. Ma andiamo con ordine, e proviamo a ricostruire cosa è successo. Novembre 2013. Dopo decenni passati quasi nel dimenticatoio, la città di Qufu si prepara a un evento inusuale: la visita di un presidente della Repubblica Popolare. Siamo nello Shandong, provincia nord-orientale della Cina.

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