Archivi tag: Gianni Infantino

World Cup Fifa formato Donald & Gianni: un catalogo di discriminazioni inattese

LaPresse

di Maurizio Crippa (ilfoglio.it, 24 giugno 2026)

Non siamo noi che siamo Maga, sono loro che sono razzisti: potrebbero tranquillamente dirlo, dopo questo primo giro di Mondiale, i sostenitori della World Cup Fifa in formato Donald & Gianni. Ai corrispondenti tocca scrivere (a malincuore, eh) che in campo di razzismo non se n’è visto; remigrazioni manu militari di intere tifoserie nemmeno.

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La guerra sul campo da calcio (a parte le fucilate)

di Marco Gervasoni (huffingtonpost.it, 18 giugno 2026)

Dobbiamo rendere merito a Donald Trump e al presidente della Fifa, l’ahimè anche italiano Gianni Infantino, di aver mostrato, con questi Mondiali di calcio, che lo sport è solo un altro modo per esaltare la filosofia della forza, quella che magnifica il più ricco e il più potente, e che, come scriveva George Orwell, il calcio è «come la guerra, a parte le fucilate».

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Trump, Infantino, e tutto il peggio dei Mondiali

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 11 giugno 2026)

Omar Abdulkadir Artan era arrivato a Miami con un visto valido e una convocazione ufficiale della Fifa. A quarantadue anni, dopo aver arbitrato la Coppa d’Africa e le qualificazioni mondiali, stava per diventare il primo somalo a dirigere una partita dei Mondiali 2026.

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Mondiali 2026: tra calcio e geopolitica

Ph. Al Drago / Bloomberg

(adnkronos.com, 11 giugno 2026)

Se le edizioni di Russia 2018 e Qatar 2022 erano state accompagnate da durissime polemiche sui diritti umani e sull’uso del calcio come strumento di soft power e sportwashing, il Mondiale 2026 – al via giovedì 11 giugno alle 21 italiane con la partita inaugurale tra Messico e Sudafrica – rischia di trasformarsi nel torneo più geopolitico della storia moderna.

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L’inviato speciale di Trump vuol far andare l’Italia ai Mondiali

Image Photo Agency / Getty Images

(ilpost.it, 23 aprile 2026)

Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per le “partnership globali”, ha chiesto alla Fifa di escludere l’Iran dai Mondiali di calcio in programma tra giugno e luglio negli Stati Uniti, in Canada e in Messico, e di ammettere al suo posto l’Italia, non qualificata dopo aver perso ai rigori con la Bosnia-Erzegovina nello spareggio alla fine di marzo.

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L’Italia ha schivato i Mondiali di Trump

Ph. Evan Vucci / Ap

di Alessandro Cappelli (linkiesta.it, 2 aprile 2026)

Certe volte il calcio non sembra proprio uno sport come tutti gli altri. Somiglia più a una serie tv in stile Black Mirror o a un inquietante quadro dell’ultimo Goya. Lo stiamo vedendo con il percorso di avvicinamento ai Mondiali 2026, ospitati dagli Stati Uniti, con una partecipazione minore di Canada e Messico.

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Nel Board of Peace c’è anche la Fifa

Ph. Saul Loeb / Afp

(adnkronos.com, 19 febbraio 2026)

C’è anche Gianni Infantino, presidente della Fifa, seduto nel Board of Peace guidato da Donald Trump. Nel primo meeting dell’organismo creato dal presidente degli Stati Uniti, tra i leader di numerosi Paesi spicca anche il numero 1 della Federcalcio mondiale.

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Zohran Mamdani parla tanto di calcio

Ph. Heather Khalifa / Bloomberg

di Valerio Moggia (ilpost.it, 22 gennaio 2026)

Negli ultimi giorni è diventato molto popolare sui social un video in cui il sindaco di New York, Zohran Mamdani, risponde a una serie di domande su quale sia il suo calciatore africano preferito, rivelando una conoscenza insolitamente approfondita (per un politico, e soprattutto per uno statunitense). In realtà Mamdani ha parlato più volte della sua passione per il calcio, e in particolare del suo tifo per l’Arsenal, una nota squadra di Londra, oltre ad aver fatto di questo sport una componente importante delle sue campagne politiche.

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I Mondiali 2026, Fifa e arena del trumpismo

Ap Photo

di Giulia Belardelli (huffingtonpost.it, 5 dicembre 2025)

I Mondiali del 2026 saranno lo specchio di Donald Trump: mastodontici, autocelebrativi, divisivi. La cerimonia per il sorteggio della fase a gironi offre un assaggio: dall’apertura affidata al Nessun dorma di Andrea Bocelli (uno dei preferiti del presidente) alla chiusura con i Village People (con il loro Y.M.C.A., diventato inno Maga), passando per il conferimento di un premio (Fifa Peace Prize – Football Unites the World) inventato apposta per lui, per lenire la delusione del mancato Nobel per la Pace.

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Infantino alla Casa Bianca: lo status politico globale del numero uno del calcio

David Sacks via X

di Paolo Tomaselli (corriere.it, 20 novembre 2025)

Sono trascorsi 3 anni da quel monologo di 61 minuti, alla vigilia del Mondiale in Qatar, con il quale Gianni Infantino entrò sulla scena della politica internazionale: «Oggi mi sento qatarino, arabo, africano, gay, disabile, mi sento un lavoratore migrante». Eppure la sua raccomandazione più accorata, in quel discorso che spaziava dal bullismo subìto da bambino figlio d’immigrati in Svizzera fino all’ipocrisia dell’Europa neocolonialista, era di segno opposto: «Pensate solo al calcio, please, please, please».

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