Archivi tag: star politics

La critica stronca “Melania”

Ph. Allison Robbert / East News

a cura di Gennaro Marco Duello (fanpage.it, 31 gennaio 2026)

Il documentario su Melania Trump è arrivato nelle sale negli States e in Italia, presto arriverà anche su Prime Video, e il verdetto della critica americana è spietato. Con un microscopico 6% su Rotten Tomatoes dal lato dei recensori professionisti, il film diretto da Brett Ratner si è trasformato in uno dei flop più clamorosi della stagione.

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La protesta di Jane Fonda per Lemon: “Hanno arrestato il Don sbagliato”

Ph. Pedro Colo / California Post

(quotidiano.net, 31 gennaio 2026)

Jane Fonda prende posizione contro l’arresto del giornalista Don Lemon, fermato mentre seguiva una protesta a Minneapolis davanti a una chiesa guidata da un pastore che è anche funzionario dell’Immigration and Customs Enforcement.

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Springsteen suona a Minneapolis: sulla chitarra “Arrest The President”

(repubblica.it, 30 gennaio 2026)

Bruce Springsteen è a Minneapolis per protestare contro le azioni dell’Ice. Il leggendario musicista è salito sul palco di un evento di raccolta fondi per Renée Good e Alex Pretti nello storico locale First Avenue, nel centro della città.

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Milei torna a cantare con l’ex compagna

(ansa.it, 28 gennaio 2026)

È diventato virale il video del presidente argentino Javier Milei che, sul palco del Teatro Roxy di Mar del Plata, duetta con l’ex compagna Fátima Flórez. Le immagini, rilanciate sui social e rapidamente diventate di tendenza, mostrano il capo dello Stato partecipare allo spettacolo Fátima Universal, cantare e ballare con l’attrice e comica, e suggellare il momento con un abbraccio.

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La strana svolta Maga di Nicki Minaj

Ph. Win McNamee / Getty Images

di Anna Zucca (vanityfair.it, 29 gennaio 2026)

Da simbolo di empowerment al suo opposto, la caduta di Nicki Minaj nel mondo Maga è ormai inarrestabile. Il che suona strano a molti, soprattutto considerando che appena cinque anni fa, nel 2020, la rapper aveva duramente criticato le politiche anti-immigrazione di Donald Trump.

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“City of Heroes”: Billy Bragg contro l’Ice

Ph. Amit Lennon

(mescalina.it, 29 gennaio 2026)

Dopo la forte presa di posizione di Bruce Springsteen, ieri, con la sua Streets of Minneapolis, anche il cantautore britannico Billy Bragg ha pubblicato una nuova canzone, City of Heroes, a sostegno dei manifestanti in Minnesota. «L’omicidio di Alex Pretti è stato orribilmente scioccante, tanto più che siamo ancora sotto shock per le immagini dell’omicidio di Renée Good».

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“Streets of Minneapolis”: Bruce Springsteen contro l’Ice

(adnkronos.com, 28 gennaio 2026)

S’intitola Streets of Minneapolis l’ennesimo grido di protesta in musica di Bruce Springsteen che oggi, mercoledì 28 gennaio, ha pubblicato un brano di protesta su quello che ha definito il «terrore di Stato» perpetrato dall’Ice a Minneapolis e sugli omicidi di Alex Pretti e Renée Good. Nella canzone il Boss canta dell’«esercito privato del Re Trump del Dhs».

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Neil Young contro Amazon e Trump: la sua musica per la Groenlandia

Ph. Amy Harris / Invision / Ap – File

(eurofocus.adnkronos.com, 28 gennaio 2026)

«Keep on rockin’ in the free world». Neil Young si rivolge agli abitanti della Groenlandia, citando uno dei suoi classici: «Continuate a suonare nel mondo libero». Nessun piano, nessuna voce, né una chitarra: questa volta, il cantautore canadese, naturalizzato statunitense, sceglie uno strumento geopolitico.

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La protesta non passa più da Hollywood ma dal country su TikTok

Ph. Christopher Polk

di Benedetta Grasso (linkiesta.it, 15 gennaio 2026)

Per chi era più o meno giovane nel marzo del 2003, ci fu una sorta di momento di spaccatura nella musica country americana, quando le Dixie Chicks (ora Chicks) criticarono apertamente la scelta di George W. Bush di dichiarare la guerra. Lontani erano i tempi di Pete Seeger, Phil Ochs o ovviamente Bob Dylan, che è emblematico nell’eludere definizioni.

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Secondo il premier slovacco Trump sarebbe “fuori di testa”

Hungarian PM’s Press Office

di Irene Soave (corriere.it, 29 gennaio 2026)

Il commento fa notizia il doppio, perché viene da uno dei più grandi sostenitori di Trump in Europa (e soprattutto delle posizioni di Trump sulla debolezza dell’Europa): Robert Fico, premier populista slovacco al quarto mandato, dodici anni di governo sempre più conservatore, si sarebbe detto «preoccupato per la salute mentale di Trump», che in un recente bilaterale a Mar-a-Lago avrebbe trovato «fuori di testa» e «pericoloso».

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