Meloni si percepisce attenzionata da una “morbosità come il Grande Fratello” e no, non sta citando Orwell

(blitzquotidiano.it, 4 giugno 2024)

«Sono passati sedici mesi, a me sembrano diciassette anni». Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite di Agorà, su Rai 3, raccontando di «percepire» una «morbosità» attorno alla sua vita privata ed «è un’altra cosa che non aiuta». «Chiunque ha bisogno di avere una sua dimensione privata, di normalità che a me viene completamente tolta», ha spiegato. «Non so perché ci sia questa morbosità».

Ansa

Continua la lettura di Meloni si percepisce attenzionata da una “morbosità come il Grande Fratello” e no, non sta citando Orwell

Spread the love

Il primo video di Donald Trump su TikTok

(ilpost.it, 2 giugno 2024)

Sabato sera l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pubblicato il suo primo video sul social network cinese TikTok. Nel video Trump viene presentato da Dana White, personaggio televisivo statunitense e amministratore delegato della Ultimate Fighting Championship (Ufc), la principale lega di arti marziali miste: «il presidente ora è su TikTok», dice White, e Trump risponde che «è un onore». Lo si vede poi salutare la folla durante un incontro sportivo a Newark, nel New Jersey, con la canzone American Bad Ass di Kid Rock di sottofondo.

@realdonaldtrump via TikTok

Continua la lettura di Il primo video di Donald Trump su TikTok

Spread the love

Il dilagante fenomeno delle hit rivisitate in chiave xenofoba

di Francesco Russo (agi.it, 27 maggio 2024)

Siamo a Sylt, un’isola tedesca nel Mare del Nord meta di turisti giovani e benestanti. Sulla terrazza del Pony, un esclusivo ristorante di Kampen, un gruppo di ragazzi si scatena sulle note di L’amour toujours, la celeberrima hit del capitano Gigi D’Agostino, re della italodance, intonando un testo assai diverso da quello originale. «Deutschland den Deutschen. Ausländer Raus! Ausländer Raus! Ausländer Raus!», si sgolano i festaioli. Ovvero: «La Germania ai tedeschi, fuori gli stranieri».

Continua la lettura di Il dilagante fenomeno delle hit rivisitate in chiave xenofoba

Spread the love

Tormenti elettorali vs tormentoni estivi

di Alberto Piccinini e Giovanni Robertini (rollingstone.it, 26 maggio 2024)

Alberto Piccinini: Tutti semiologi addottorati al Dams adesso. Merito di Angelo Ciocca, il tiktoker della Lega che ci ha svoltato l’ultima settimana di campagna elettorale con il suo spot cringione e le ballerine prese ai casting di Miss Padania. Impossibile non averlo visto: “l’Europa è da svegliare / basta insetti da mangiare”, e se non l’hai visto ti viene a cercare lui, tranquillo.

Tony Effe via Facebook

Continua la lettura di Tormenti elettorali vs tormentoni estivi

Spread the love

Per gli estremisti americani la condanna di Trump è una dichiarazione di guerra

di Tess Owen (wired.it, 31 maggio 2024)

Le parole “Rip America” sono andate in tendenza su X quasi subito. Qualche minuto prima, una giuria popolare di New York aveva dichiarato Donald Trump colpevole di tutti i 34 capi d’accusa nel processo sulla falsificazione dei registri contabili legati a un pagamento effettuato alla pornostar Stormy Daniels per conto dell’ex presidente degli Stati Uniti. Le immagini di una bandiera americana capovolta – un simbolo che era già stato utilizzato nel 2020 da “Stop the Steal”, il movimento di estrema destra secondo cui la vittoria di Joe Biden alle presidenziali del 2020 sarebbe frutto di brogli – hanno inondato i social media, dove i sostenitori di Trump, frange estremiste, opinionisti e politici di destra hanno dato sfogo alla loro rabbia.

Ph. Alon Skuy / Getty Images

Continua la lettura di Per gli estremisti americani la condanna di Trump è una dichiarazione di guerra

Spread the love

“The Apprentice”, film su un uomo senza morale che impara a costruirsi la realtà che preferisce

di Gabriele Niola (esquire.com, 24 maggio 2024)

Questa è la storia di un uomo che impara a costruirsi la realtà che preferisce e di come questa strategia mistificatoria lo porti a conquistare i suoi obiettivi, nella New York a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta. Donald Trump, quando lo incontriamo, è il figlio di un imprenditore di successo che cerca di seguire le orme del padre, ma nel campo immobiliare. New York è una città indebitata, sporca, pericolosa e in piena crisi. Non è il posto dove costruire immobili di lusso.

Metropolitan Filmexport

Continua la lettura di “The Apprentice”, film su un uomo senza morale che impara a costruirsi la realtà che preferisce

Spread the love

In che senso si può scrivere “Berlusconi” sulla scheda elettorale?

(ilpost.it, 1° giugno 2024)

In un’intervista data al talk show Mattino 5 il presidente di Forza Italia, Antonio Tajani, ha sostenuto che alle imminenti elezioni europee nello spazio dedicato alle preferenze sulla scheda elettorale si potrà scrivere il nome di Silvio Berlusconi, l’ex leader del partito morto da circa un anno, senza che la scheda venga annullata. Forza Italia ha anche preparato un depliant che sta distribuendo a militanti, attivisti ed elettori in cui in sostanza li rassicura sul fatto che potranno scrivere il nome dell’ex leader sulla scheda.

Continua la lettura di In che senso si può scrivere “Berlusconi” sulla scheda elettorale?

Spread the love

Vannacci, Walter Chiari e la caccia ai cuori neri

di Fulvio Abbate (huffingtonpost.it, 31 maggio 2024)

Ignoriamo se Vannacci, generale a due stelle, candidato della Lega di Salvini alle elezioni europee, sappia il fatto suo, di sicuro però arriva buon ultimo nel citare velatamente, intento apologetico-sentimentale, la Decima Mas al comando del principe, infine golpista, Junio Valerio Borghese. La X Flottiglia Mas, sia detto per i digiuni di storia militare legata al fascismo terminale, è stata un’unità di fanteria di Marina della Repubblica Sociale Italiana di Mussolini, nei fatti affiancata ai reparti tedeschi occupanti.

Continua la lettura di Vannacci, Walter Chiari e la caccia ai cuori neri

Spread the love

Trump decadence

(linkiesta.it, 31 maggio 2024)

Donald Trump è stato giudicato colpevole di tutti i trentaquattro capi d’accusa di falsificazione di documenti aziendali nel quadro di un piano criminale di occultamento di denaro per evitare che le rivelazioni a sfondo sessuale dell’attrice porno Stormy Daniels gli pregiudicassero le elezioni del 2016. Il verdetto è arrivato dopo la seduta fiume di dodici ore della giuria, che ha emesso la sentenza del primo processo penale contro un presidente degli Stati Uniti.

Continua la lettura di Trump decadence

Spread the love