Kamala Harris riscrive le regole in bianco suffragetta

di Maria Teresa Veneziani (corriere.it, 8 novembre 2020)

Kamala Harris e le sue Converse All Stars riscrivono le regole dello stile politico tradizionale. «Come praticamente nessun’altra donna della politica prima di lei, ha trascorso gran parte della campagna indossando scarpe da ginnastica», osserva Vogue Uk. E non sono sneaker qualsiasi, bensì quelle del cuore, della gioventù, le adorate Converse All Stars, quelle tornate in auge tra le adolescenti che possono permettersi di viaggiare rasoterra. È noto, i vestiti hanno il potere di aumentare la nostra fiducia, specialmente quelli che sanno far sentire a proprio agio.0 Continua la lettura di Kamala Harris riscrive le regole in bianco suffragetta

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Il guardaroba della nuova Meghan

di Giorgia Olivieri (vanityfair.it, 24 ottobre 2020)

Femminista, attenta all’ambiente, in maniche di camicia. Attorno a questi tre temi ruota il nuovo look di Meghan Markle, che, negli ultimi tempi, con le sue apparizioni on line dalla casa di Montecito, provincia di Los Angeles, ci ha somministrato un numero sufficiente di outfit tale da poter tracciare un profilo della duchessa liberata. Che il protocollo reale – non solo riguardo all’abbigliamento – le stesse un po’ stretto non era di certo un mistero. In fondo lei, americana, attrice e it girl con un blog di lifestyle molto seguito (The Tig, ora chiuso), amante dello stretch, dei minidress e dei red carpet hollywoodiani, come poteva accettare di buon grado tutta quell’etichetta partorita nei secoli scorsi?MeghanMarkle-RBG Continua la lettura di Il guardaroba della nuova Meghan

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È giusto oscurare Trump?

di Stefano Baldolini (huffingtonpost.it, 6 novembre 2020)

Questa notte (italiana) Donald Trump ha detto più volte di aver vinto le elezioni, di aver vinto in Wisconsin, Michigan, Pennsylvania e Georgia, e ha calcato la mano sostenendo “se si contano i voti legali, vinco facilmente. Se si contano i voti illegali, possono provare a rubarci l’elezione”. Nessuna delle cose sostenute, sono, alla prova dei fatti, risultate vere. Il discorso dalla Casa Bianca del presidente uscente e furente è stato interrotto da tre network tv come Abc, Cbs e Nbc, diffuso senza filtri dalla Fox e invece commentato live “come il più disonesto della sua presidenza” dalla Cnn.Trump-Msnbc Continua la lettura di È giusto oscurare Trump?

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“Sassy Justice”, la serie col deepfake di Donald Trump

di Andrea Indiano (wired.it, 3 novembre 2020)

Vi ricorda qualcuno il protagonista di Sassy Justice, la nuova serie creata dagli autori del cartone animato South Park? L’abbronzatura, gli occhi e la bocca sembrano quelli di Donald Trump. E in effetti lo sono. Perché Trey Parker e Matt Stone, le menti dietro questi video comparsi a sorpresa su YouTube e su alcuni canali televisivi americani, hanno usato il deepfake per mettere il viso del presidente degli Stati Uniti sopra quello dell’attore Peter Serafinowicz. Allo stesso modo in Sassy Justice ci sono il creatore di Facebook Mark Zuckerberg, il politico Al Gore e l’attore Michael Caine.Sassy_Justice Continua la lettura di “Sassy Justice”, la serie col deepfake di Donald Trump

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A gennaio Trump perderà anche i suoi privilegi da capo di Stato su Twitter

(wired.it, 7 novembre 2020)

Certe giornate portano davvero solo brutte notizie: prendete Donald John Trump, che oggi si è visto sfumare la riconferma alla Casa Bianca a tutto vantaggio di uno a cui dava del narcolettico (chiamandolo “Sleepy Joe”), e ciononostante ha continuato placidamente a giocare a golf in uno dei campi di sua proprietà. Se sapesse cos’altro lo aspetta, forse lancerebbe per aria le mazze o sfascerebbe il caddy: Twitter ha confermato che da gennaio l’account del presidente uscente sarà un profilo come tutti gli altri, e dovrà quindi sottostare alle regole a cui si prestano gli altri utenti.Trump_combo_Twitter Continua la lettura di A gennaio Trump perderà anche i suoi privilegi da capo di Stato su Twitter

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I piloti del Duce, divi spericolati

di Massimo Tassi (quotidiano.net, 25 ottobre 2020)

Il pubblico è accorso per vedere Luciano Serra pilota con Amedeo Nazzari. Scorrono le immagini, un aereo sembra sfrecciare in sala e gettarsi in picchiata come in un quadro futurista. È un filmato propagandistico, prologo al film. Ma ai comandi non c’è un attore. È un vero pilota. «Nella Seconda guerra mondiale furono girate dal vivo scene d’aviazione di grande realismo e impatto visivo», spiega Giovanni Massimello, ingegnere esperto dell’argomento. «Inserite nei cinegiornali Luce, furono proiettate in centinaia di sale, ottenendo l’effetto di rafforzare la fiducia nella vittoria col potere delle immagini».Luciano_Serra_pilota Continua la lettura di I piloti del Duce, divi spericolati

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I rabbiosi anni Ottanta di Joni Mitchell

di Daniele Cassandro (internazionale.it, 19 ottobre 2020)

La Joni Mitchell degli anni Ottanta non è mai stata amata. Giornalisti musicali e fan erano rimasti affezionati a capolavori come Blue o Hejira e, in quegli anni turbolenti, se li stringevano addosso come la coperta di Linus. Per questo la generazione che aveva trenta o quarant’anni nel 1985 accolse con imbarazzo un album di pop elettronico e sperimentale come Dog eat dog. Perché tutti quei sintetizzatori? Perché quei testi spigolosi e arrabbiati? Soprattutto, che fine ha fatto la chitarra acustica? Per la maggior parte di loro Joni Mitchell doveva essere ancora, e per sempre, la musa hippy di Woodstock e nessuno era disposto a vederla trasformarsi in un incrocio tra la Laurie Anderson di Big science e il Neil Young sintetico di Trans.JoniMitchell_Dog_eat_dog Continua la lettura di I rabbiosi anni Ottanta di Joni Mitchell

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Solo il K-pop può sconfiggere QAnon

di Andrea Signorelli (esquire.com, 5 novembre 2020)

Pochi giorni dopo essersi laureata, tornò nella sua casa in Maryland. Qui, in attesa di trovare un lavoro, iniziò a passare un sacco di tempo su YouTube. Dopo essere accidentalmente incappata in un video molto particolare, l’algoritmo della piattaforma di streaming iniziò a suggerirgliene continuamente di simili. Ore e ore di contenuti raccomandati direttamente da YouTube, che la fecero precipitare sempre più a fondo in quel “buco nero” in cui i video si succedono senza sosta, trasformando una curiosità in un’ossessione e convertendo ai fenomeni più oscuri della Rete anche chi partiva da posizioni distantissime. È quello che è avvenuto – secondo quanto racconta Bloomberg – a Daezy Agbakoba, oggi una delle voci più in vista del suo movimento.The_ARMY Continua la lettura di Solo il K-pop può sconfiggere QAnon

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Kanye West, sconfitto ma non domo, si ricandida per il 2024

di Marco Ciotola (mowmag.com, 5 novembre 2020)

Solo per un attimo sembrava persino aver ammesso la sua plateale e inevitabile sconfitta alle elezioni statunitensi, Kanye West. Un tweet pubblicato nella mattinata di mercoledì mostrava infatti la sua foto in piedi davanti a una mappa elettorale, accompagnata dalla didascalia: “Welp Kanye 2024”, ovvero “pazienza”, “tutto finito”, ora pensiamo alle urne del 2024. Il riferimento era ai circa 58mila voti presi in totale, vale a dire meno del 2% in tutti gli Stati Uniti, con il maggior numero di consensi ravvisabile negli appena 10.195 voti ottenuti del Tennessee.

Kanye West via Twitter
Kanye West via Twitter

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L’uomo forte al comando e la triade oscura

di Annamaria Testa (internazionale.it, 3 novembre 2020)

Dopo essermi guardata pochi giorni fa, su La7, il documentario #Unfit: La psicologia di Donald Trump girato dal regista Dan Parkland, sono andata a cercare un po’ di dati. Ecco perché questo articolo è zeppo di citazioni e riferimenti alle fonti. «Mettere Donald Trump sul divano dell’analista è diventato un passatempo nazionale», commenta Variety, «e questo documentario lo fa bene». Lo fa confrontando in un montaggio serrato spezzoni di repertorio riguardanti Trump, e non solo lui, con le opinioni di storici, politici e numerosi psichiatri. L’orientamento del responso non è difficile da immaginare.

Ph. Jonathan Ernst / Reuters – Contrasto
Ph. Jonathan Ernst / Reuters – Contrasto

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